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venerdì 2 giugno 2017

Economia. Nel mondo globalizzato ... la democrazia

Il denaro pubblico e il destino di ciascuno
Quando in televisione ci vengono mostrate le immagini dei tanti profughi recuperati in mare -nel Canale di Sicilia- e vediamo dei bimbi ancora in braccio a giovani mamme o magari non accompagnati da genitori, una delle prime cose a cui viene da pensare è: "Perché il destino di vita di un essere umano deve essere determinato a secondo se nasce in un paese prospero o in un paese povero ?".
E' ovvio infatti che nascere in Svezia o nascere in una regione del Sahara non è la stessa cosa.
In Svezia il sistema previdenziale, sanitario e di crescita culturale accompagna chiunque dalla culla alla tomba e il lavoro è garantito a chiunque per garantirgli una vita dignitosa, nel Sahara e nel Sub-Sahara le condizioni sono invece del tutto diverse, lì la maggior parte della popolazione vive in condizione più che precarie e i servizi che noi occidentali riteniamo essenziali (previdenza, sanità e istruzione) sono o inesistenti o di qualità scadente.

Lo sviluppo economico
Noi che viviamo in Sicilia, in un'area che rispetto al Nord Italia e al Nord Europa è certamente ad un livello piuttosto basso ed arretrato di sviluppo socio-economico potremmo, e dovremmo, ben capire che uno dei primi elementi che influisce per disporre di un discreto stato di benessere è il livello di reddito pro-capite di ciascun individuo.

Perché il reddito individuale di ciascuno sia sufficiente per i bisogni è ovvio che deve esistere un apparato produttivo diversificato e capillare sul territorio e comunque produttivo (autosufficiente per la propria sopravvivenza) e mai bisognoso dei finanziamenti pubblici e politici (cosa che caratterizza tutto ciò che si fa in Sicilia).

Un apparato produttivo efficiente, privo di ingerenze politico-partitiche, è in condizione di fornire posti di lavoro e soprattutto non disperde risorse per finanziare il politico di turno (corruzione attraverso le tangenti).
Un sistema produttivo auto-propulsivo è capace di immettere nel circuito socio-economico disponibilità di capitali e soprattutto di "conoscenze tecniche e scientifiche". 

In Svezia, in Germania, in Francia, nel Nord Italia questi frutti raggiungono la grande maggioranza della popolazione. Il sistema economico riesce a creare abbastanza posti di lavoro e il politico-amico-corrotto è una figura inesistente o quasi: in ogni caso la corruzione politica fuori dall'Italia è fenomeno raro e, soprattutto, biasimato dall'opinione pubblica. 

Al di fuori del nostro Meridione la "leggina" dell'Ars o dei Consigli regionali per finanziare comparti parassitari e improduttivi (che non accrescono la ricchezza del territorio) non esistono e se per circostanze particolari compaiono vengono biasimate dai giornali e dall'opinione pubblica.

Nei paesi del Sahara e Sub-Sahara il reddito pro-capite annuo (indicatore di sviluppo) è di 200-250 dollari annui, in Svezia poco meno di 55mila dollari. 

Essere paese sviluppato implica che quel paese sia attento:
--alla sostenibilità ecologica, elemento a cui pare gli Usa in queste ore vogliano sottrarsi,
--all'equa distribuzione sul territorio dell'apparato produttivo, elemento inesistente in Italia,
--all'eliminazione tendenziale della povertà, purtroppo in crescita nel nostro Paese,
--alla parità di trattamento sui posti di lavoro fra uomini e donne, circostanza presente solamente sulla carta nel nostro Paese,
--all'accesso generalizzato per tutti fino ai massimi livelli di istruzione e di assistenza sanitaria, circostanze anche queste presenti solamente sulla carta nel nostro Paese,
--alla partecipazione e tutela dei diritti democratici e dei diritti umani di ciascun cittadino. 

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