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sabato 21 ottobre 2017

Elezioni Regionali. Sicuramente il rettore sarebbe un buon Presidente, ma la gente ha nausea di un pd finito in mano a ...gente lontana dai bisogni del territorio

Il dramma degli elettori siciliani:
--Hanno sperimentato il Centro-Destra
--Sanno dell'inadeguatezza politica del M5S
--Hanno subito l'inconcludenza parolaia dei politici post-comunisti 

1) Le elezioni siciliane secondo i sondaggi dovrebbero vedere vittorioso il Centro-Destra. Ad essere obiettivi noi siciliani abbiamo già conosciuto precedenti malgoverni del Centro-Destra in Sicilia: Cuffaro, Lombardo erano di Destra. E' poco immaginabile quindi che gli elettori ricadano negli stessi errori del passato.

Comizio M5S in un paese della
provincia siciliana: Ribera.

Il M5S in questa campagna è riuscito a
far riempire le piazze, rimaste deserte sia
per il Centro-Destra che per il Centro-Sinistra.
2) Stando però alle manifestazioni di popolo e alla partecipazione della gente agli eventi della campagna elettorale l'entusiasmo lo si vede solamente in favore del M5S. 
Ci auguriamo -cos'altro fare?- che il M5S siciliano abbia competenza e preparazione di governo superiore a quello stesso M5S che amministra Roma e a quello che amministra Torino (dove addirittura quei politici M5S si sono  scordati di esporre in bilancio un debito di 5ml. di euro). E' propri vero: i buoni politici non si improvvisano.  

3) Abbiamo, noi siciliani, pure scoperto l'inconcludenza assoluta e dannosissima della Sinistra quando questa si abbandona alla guida degli ex-comunisti. 
Per l'isola e soprattutto per le aree interne -prive di viabilità e di servizi ancora nel terzo millennio- certa sinistra parolaia e priva di concretezza per il mondo di oggi,  che in questi ultimi cinque anni si è professata addirittura "rivoluzionaria e comunista" nei sogni di Rosario Crocetta, è riuscita a far tramontare in tantissimi militanti del "Sol dell'avvenire" la speranza di una Politica Riformista.

4) Chi vincerà allora la tornata elettorale ?
E' sensazione diffusa, purtroppo, che vincerà la grande massa (stimata molto più ampia del 50%) degli astenuti, di coloro che per sfiducia verso l'intero magma dei politicanti diserteranno le urne. 


venerdì 20 ottobre 2017

Raccolta delle olive. In questi giorni nella Valle del Belice si inizia

Un’antica ricetta -che affonda nella notte dei tempi, forse ai greci di Sicilia- prevede la preparazione di un particolare intingolo per condire le olive.
Per la preparazione si usano i seguenti ingredienti: 
Oliva Nocellara del Belice
-prezzemolo, 
-menta, 
-aglio, 
-cipolla, 
-capperi, 
-acciughe sott’olio 
-e olio 
e il tutto viene pestato e amalgamato all’interno di un mortaio in pietra e utilizzando il pestello rigorosamente di legno. 
Con la salsa ottenuta, una sorta di pesto, si coprono le olive. 

A parte in un bicchiere si prepara l’agrodolce con dell’aceto di vino e zucchero. 

Si versa anche questo composto sulle olive, si mescola bene e si aggiungono: pinoli, mollica di pane secco grattugiata finemente e tanto olio buono. 
Le olive così condite dovranno riposare 2 ore ed eventualmente ci sarà, secondo il gusto di ciascuno, da aggiungere un pizzico di sale. 

Soldi di Chiesa. Hanno lo stesso fascino dei soldi profani e attraggono chiunque, pure i vescovi

Nella giornata di ieri tutti i media di Sicilia (giornali, siti internet etc.) hanno nuovamente riportato alla ribalta della cronaca giudiziaria l'ex vescovo di Trapani, Francesco Miccichè.
Avrebbe sottratto 800mila euro alla Fondazione Campanile, soldi destinati a bambini autistici,  e li avrebbe utilizzato per fini privati per comprare un attico di 210 mq. in pieno centro a Roma. 

Mons. Miccichè  è stato sollevato nel 2012 dall’incarico vescovile quando si seppe di un diverso e ben più consistente ammanco milionario nei conti della diocesi trapanese.


Dissero ... ...

«Mi sono schierato contro tutti i papisti, contro il Papa e le indulgenze ma solo predicando la Parola di Dio. E quando io dormivo la parola di Dio operava tali cose che il Papa è caduto». 
Monsignor Nunzio Galantino, 
segretario generale dell’Episcopato Italiano,
ha letto ad alta voce questo brano di Martin Lutero
che per 5 secoli era considerato offensivo dai cattolici.
Ed ha proseguito,
«La Riforma avviata da Martin Lutero 500 anni fa è stata un evento dello Spirito Santo»
Mons. Nunzio Galantino 

Elezioni Regionali. Secondo i sondaggi Musumeci è primo, seguito a breve distanza da Cancelleri

Dopo la presentazione delle liste la corsa per la Presidenza della Regione si è ridotta a cinque candidati. La commissione elettorale ha precluso la corsa per irregolarità della documentazione a due aspiranti.
Il quadro che riportiamo segnala le impressioni degli elettori n queste ultime ore. Si è ridotta la distanza fra Musumeci e Cancelleri in conseguenza degli ultimi scandali -tipici dei politicanti siculi- che hanno colpito candidati all'Ars delle liste vicino al Centro-Destra.


Banca d'Italia. Molte funzioni del passato oggi sono state trasferite alla Bce

La Banca d'Italia è stata fondata nel 1893 tuttavia la carica di governatore è stata istituita soltanto nel 1928. 
I governatori succedutisi nel tempo sono:
  • Bonaldo Stringher (1928-1930),
  • Vincenzo Azzollini (1931-1944),
  • Luigi Einaudi (1945-1948),
  • Donato Menichella (1948-1960),
  • Guido Carli (1960-1975),
  • Paolo Baffi (1975-1979),
  • Carlo Azeglio Ciampi (1979-1993),
  • Antonio Fazio (1993-2005),
  • Mario Draghi (2005-2011),
  • Ignazio Visco (2011-).

Renzi e Bankitalia. ll sistema bancario secondo l'agenzia Agi.

In un’intervista al Quotidiano Nazionale dello scorso 18 ottobre, ​rispondendo alle polemiche montate sul caso Bankitalia e sulla mozione con cui il Pd ha sostanzialmente chiesto di non rinnovare il mandato del governatore uscente Visco, il segretario del Pd Matteo Renzi ha dichiarato: “Il governo non era semplicemente informato: era d’accordo. La mozione parlamentare non solo era nota al governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare questa mozione prevedeva che il governo desse un parere. Che c’è stato. Ed è stato positivo”.
Renzi ha poi anche detto: “Noi siamo quelli che hanno fatto i decreti per salvare i risparmiatori. Perché senza l’intervento del governo le banche avrebbero chiuso dalla sera alla mattina e i correntisti avrebbero perso tutti i soldi”.

La questione della vigilanza sulle banche

Preliminarmente all’analisi di queste dichiarazioni ci soffermiamo sul punto centrale dello scontro: il potere di vigilanza di Banca d’Italia. Secondo la mozione del Pd approvata lo scorso 17 ottobre dalla Camera, “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d'Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall'emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche, che a prescindere dalle ragioni che le hanno originate (…) avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione delle crisi bancarie”.
Insomma, Bankitalia sotto la guida di Ignazio Visco non ha fatto abbastanza – questa è l’accusa del Pd – per impedire le crisi e i dissesti bancari degli ultimi anni.
Ma di che poteri è investita Bankitalia?
Secondo quanti si legge sul sito dell’Istituto di Palazzo Koch, “La Banca d'Italia svolge compiti di vigilanza bancaria e finanziaria nei confronti degli intermediari bancari e non bancari, che sono iscritti in appositi albi. Dal novembre del 2014 la vigilanza sulle banche è svolta nell'ambito del Meccanismo di vigilanza unico”.
Il Meccanismo di Vigilanza Unico (MVU) europeo è il nuovo sistema di vigilanza finanziaria, nato dopo la crisi, che comprende la Banca centrale europea (Bce) e le autorità nazionali competenti (Anc) – per l’Italia è appunto Bankitalia – dei Paesi dell’area euro. Il MVU promuove l’applicazione di norme uniformi nella vigilanza sulle banche, per migliorare la solidità del sistema bancario dell’area euro.
All’interno del MVU la Bce - in base al regolamento europeo 1024/2013 -  è in posizione predominante rispetto alle Anc. Ha una serie di poteri (ad esempio rilascia e revoca le autorizzazioni alle banche) e, in generale, esercita la vigilanza diretta sugli enti creditizi classificati come “significativi”, e quella indiretta sui “meno significativi”, che sono in prima battuta affidati alle Anc.
Un ente creditizio è considerato significativo se soddisfa una qualsiasi delle seguenti condizioni: il valore totale delle attività supera i 30 miliardi di EUR o, a meno che il valore totale delle attività sia inferiore a 5 miliardi di EUR, supera il 20% del Pil nazionale; è uno de tre enti creditizi più significativi in uno Stato membro; riceve assistenza diretta dal meccanismo europeo di stabilità; il valore totale delle attività supera i 5 miliardi di EUR e ha rapporti con l’estero superiori a determinate soglie.
Qui è consultabile la lista di tutti gli istituti sottoposti alla supervisione della Bce.
Dunque Bankitalia, in quanto Anc, è competente per le banche “meno significative”, si occupa principalmente degli istituti minori, spesso locali (oltre a collaborare con la Bce sul resto). Quelli in cui, in effetti, negli ultimi anni si sono registrate crisi e dissesti. Si possono citare ad esempio Banca Etruria, Banca Marche, Cassa di risparmio di Ferrara, Carichieti, Casse di risparmio di Cesena, di Rimini e di San Miniato, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

La mozione del Pd e il ruolo del governo

Veniamo dunque alla prima dichiarazione di Renzi. Il segretario del Pd ha ragione.
Come risulta dal resoconto stenografico della seduta (n. 872) della Camera del 17 ottobre, durante la discussione sulle “concernenti iniziative di competenza in merito alla nomina del governatore della Banca d’Italia”, il governo era rappresentato in Aula dal sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, Pier Paolo Baretta.
Questi ha dato parere contrario a tutte le mozioni presentate, “salvo parere favorevole sulla mozione Fregolent ed altri n. 1-01731” (quella del Pd poi approvata dalla Camera) su cui ha oltretutto richiesto e ottenuto anche alcuni aggiustamenti di forma.

Il decreto salva-banche

La seconda affermazione di Renzi riguarda il così detto “decreto salva-banche” e i singoli provvedimenti a questo agganciati. In questo caso il segretario democratico è fuorviante.
Il decreto salva-banche (dl 23 dicembre 2016, n. 237 “Disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio”) ha stanziato risorse – finanziate col debito pubblico (art. 27) – per 20 miliardi di euro (art. 24).
Facendo ricorso alle risorse stanziate da questo decreto, sono stati concessi più di 5 miliardi a Intesa San Paolo perché acquistasse la Banca Popolare di Vicenza e la Banca Veneta, mantenendo la capitalizzazione, non intaccando il capital ratio di Intesa e garantendo il rafforzamento patrimoniale dopo l’acquisto delle banche venete. Di fatto lo Stato si è accollato la “bad bank” coi crediti deteriorati dei due istituti.
Se si fosse fatto ricorso al meccanismo del bail-in - previsto dalle recenti normative europee, che sarebbero state necessariamente applicate se le banche fossero state ritenute “significative” - il salvataggio dei due istituti sarebbe stato fatto coi soldi di azionisti e creditori (non garantiti) che avessero depositato o investito somme superiori ai 100 mila euro. Uno scenario che, secondo gli esperti, avrebbe causato gravi danni al tessuto produttivo, all’occupazione e ai risparmiatori.
La strada della “nazionalizzazione” – cioè la ricapitalizzazione precauzionale, con lo Stato che diventa azionista e prende il controllo degli istituti di credito – era poi stata preclusa dal parere contrario delle Istituzioni europee.
Dunque è vero che, senza un intervento dello Stato, alcuni correntisti e risparmiatori avrebbero corso il rischio di perdere i loro soldi.
Tuttavia non si può ignorare il limite dei 100 mila euro, al di sotto del quale i depositi sarebbero comunque stati garantiti anche in caso di bail-in. Non si può poi nemmeno ignorare che diversi azionisti – 200 mila circa – hanno visto svanire i soldi investiti nei bond subordinati, cioè le obbligazioni più rischiose delle due banche.
Infine si deve citare anche il caso delle quattro banche (Carife, CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche) che sono state messe in risoluzione dal governo, in seguito al parere della Commissione europea contrario al salvataggio. I vecchi azionisti e i titolari di bond subordinati delle quattro banche hanno perso tutto nell‘ambito dell‘operazione servita per preservare i soldi dei clienti e degli obbligazionisti senior.
Banca Etruria era una banca popolare che aveva come azionisti oltre 60 mila soci cooperativi, secondo dati della vecchia banca. Tra gli azionisti delle altre tre banche, che pure hanno perso tutto, ci sono Fondazioni bancarie e molti piccoli risparmiatori e dipendenti.
Dunque affermare come fa Renzi che i risparmiatori siano stati salvati dall’intervento del governo è fuorviante. È infatti vero in alcuni casi, e con certi limiti, e falso in altri.

Conclusione

Senza avere la pretesa di chiarire le eventuali responsabilità nei singoli casi, è vero come abbiamo detto preliminarmente che Bankitalia avesse delle responsabilità nella vigilanza degli istituti di credito, in particolare di quelli più piccoli (“meno significativi”).
Renzi ha poi ragione a sottolineare che il governo fosse necessariamente a conoscenza della mozione con cui si è chiesto di non rinnovare il mandato di Ignazio Visco, visto che  ha dato il suo parere favorevole.
Infine, il segretario del Pd è fuorviante nel rivendicare il salvataggio di risparmiatori e correntisti: è vero che in una certa misura sia accaduto, ma Renzi è impreciso nel non citare il limite dei 100 mila euro, trascura il caso delle quattro banche “risolte” e degli obbligazionisti delle banche venete che hanno perso il proprio investimento.
(Elaborato Agi)

Renzi e Bankitalia. Il gioco dei ragazzini che si incolpano reciprocmente

Noi -come Giannelli- la vediamo così
L'Italia dei politicanti che ...
e poi additano il poliziotto che fa la pinnichella.

La mozione presentata in Parlamento dal PD di Renzi addita la vigilanza di Bankitalia come responsabile dei disastri che hanno colpito alcuni istituti negli ultimi anni (tra cui uno in particolare che porta l'antico nome della Toscana romana). 
Alcuni osservatori in questa operazione tipicamente renziana leggono una sorta di scaricabarile (=mascalzone non è chi ruba, bensì la vigilanza che non ha vigilato).

La politica dei politicanti, sempre pronta a colpevolizzare il controllore che si sarà verosimilmente assopito. 

Ovviamennte chi si è assopito non va esente da colpa, ma non per questo il ladro non è più ladro.
  
L'Italia degli inaffidabili !!!

giovedì 19 ottobre 2017

Contessa Entellina. Una foto alla volta

La gente ormai è andata via.
Contessa Entellina di oggi è un guscio vuoto.

Una amica pochi giorni fa mi ha ricordato che fra poco meno di tre mesi saranno trascorsi 50 anni  dal terremoto del Belice. Mi disse: "Bisogna fare qualcosa per non dimenticare".


Un cinquantennio si sarà chiuso nel gennaio prossimo a Contessa Entellina; forse è più corretto però cominciare a dire che si sarà conclusa un'epoca e con essa sarà pure tramontata definitivamente la sostanza dell'identità di ciò che fu Contessa Entellina prima del terremoto e continuò ancora ad esserlo -per certi aspetti nel bene (l'identità) e nel disagio (baraccopoli, avvio non facile del processo della ricostruzione)- nel primo decennio post-terremoto. 
La ricostruzione edilizia, nella sua impostazione programmatica e attuativa, fu portata avanti qui a Contessa grazie ad un solido sostegno cittadino da un uomo "politico" nel decennio successivo al sisma il quale alla manodopera locale che fino allora lavorava "a jurnata" fece conoscere i contratti di lavoro, la dignità del lavoro collettivo nei grandi cantieri e nelle grandi opere. 
Strade, case, diga Garcia, strutture civili (edifici pubblici, strutture sportive etc.) tutte furono immaginate in una visione che segnava il tramonto del vecchio mondo contadino, della miseria del vivere in vecchie catapecchie e sotto sotto il giogo dello sfruttamento umano.

Dopo quel nostro concittadino che possedeva visione politica, seguirono decenni che furono più facili per gli ulteriori amministratori che attuarono quel disegno già tracciato.  Quel disegno della "ricostruzione" si è esaurito comunque da parecchio tempo -lo constatiamo tutti ogni giorno- e sarebbe stato buona cosa se fossero arrivati altri a "programmare" e a credere in ulteriori visioni di modernità nell'ambito dello Stato Centrale più consapevole dei bisogni delle periferie. 
Non è arrivato nessun altro purtroppo in tutta la Valle ed oggi siamo con strade in pessimo stato di conservazione attraverso cui tutti i nostri giovani fuggono dalle case antisismiche che sono state realizzate. Fuggono non più attraverso la statale Corleone-Marineo ma attraverso la fondovalle Palermo-Sciacca e poi la Mazara-Palermo per raggiungere l'aeroporto Falcone-Borsellino. Vanno a Roma, Milano, Toscana, Francia, Germania. Vanno e sanno che non torneranno mai più, se non nei primi anni di emigrazione per assistere ancora alla festa della Madonna della Favara e rivedere pure i loro sempre più vecchi parenti.

  La ricostruzione post-terremoto fu solo una parentesi per costruire partite catastali edilizie antichissime e inidonee da sempre, da quando nel periodo post-garibaldino iniziò l'emigrazione ininterrotta fino al periodo fascista (quando fu bloccata d'autorità) per 'America e riprendere dopo massicciamente negli anni cinquanta e primi sessanta.

Le case da sole non bastano per tenere la gente in questo lembo di Sicilia. Tutte le case della Valle del Belice sono oggi gusci vuoti. In una abitazione su otto a Contessa come a Salaparuta, Roccamena,  Poggioreale vivono pensionati, persone occupati nella pubblica amministrazione (burocrati, forestali, insegnanti  ..)  e disoccupati cronici. Le altre sette abitazioni su otto sono letteralmente disabitate e l'attuale Amministrazione Comunale ha pure l'istinto di rifiutare un massiccio flusso di immigrati.
In questo quadro è patetica la campagna elettorale amministrativa in questi paesi. I pochi giovani che vorrebbero non lasciare i luoghi natii sono spinti a gareggiare per essere eletti amministratori non perchè possiedono sogni, visioni, programmi  ma per l'avvilente indennità di carica.

Manifestazione per le vie del Paese -a Contessa- mentre i sindaci
del Belice, fra cui F.sco Di Martino, pressavano a Roma per il finanziamento
dei programmi di rinascita della Valle,
sostanziatasi alla fine nella semplice ricostruzione edilizia
e con poche infrastrutture (Diga Garcia, strada veloce Palermo-Sciacca
e autostrada Palermo-Mazara).

I sindaci puntarono allora
sullo sviluppo socio-economico realizzando a Capo Granitola un polo
industriale, ma non tutti gli stanziamenti per il Belice si
trasformarono in investimenti per il Belice. Il cratere del sisma arrivò
a comprendere realtà territoriali molto oltre la Valle.

^ ^ ^   

Tutti gli anni settanta furono caratterizzati da manifestazioni e volontà di riscatto dall'antico stato di
miseria in cui versava la Valle del Belice.
Quel centro-sinistra di allora rese le pensioni decenti, e nella Valle furono
scoperti dai lavoratori da sempre usati a fini di sfruttamento i contratti di lavoro sia nell'edilizia che nella forestale.

La gente scoprì pure in quest'angolo di mondo (la Valle) che rivendicare diritti (scioperare) era necessario e serviva a far sentire la propria voce.

Erano tempi in cui la Politica era branca del vivere "nella serietà". I politici portavano nomi credibili
e di lunga visione: Nenni, Moro, Ingrao, La Malfa, Fanfani, Riccardo Lombardi, Brodolini etc.

E' inutile in questo Blog ribadire che la "ricostruzione" ed il risveglio dal vecchio mondo con manifestazioni e scioperi
per le vie del paese e frequentemente per le strade di Palermo furono opera di quel sindaco che fu Francesco Di Martino, collaborato
da personaggi animati dal desiderio di un vivere umano e di riscatto, quale furono certamente  G.ppe Raviotta, (vice-sindaco), G.ppe Calvacante (anima della Camera del Lavoro), il dott. G.ppe Amico,
il dott. Giovanni Genovese, la dott.ssa G.ppina Cuccia,  il dott. Mimmo Cuccia e decine e decine di altri che è bene -successivamente- ricordare.

Mezzojuso. Sorge la Scuola Agiografica (iconografica)

Con il patrocinio dell’Eparchia di Piana degli Albanesi e del Comune di Mezzojuso, la Parrocchia di San Nicola di Mezzojuso insieme all’Associazione Culturale Mezzojuso Bizantina che la rappresenta, ha istituito presso il Monastero di Santa Maria una Scuola Agiografica (iconografica) dedicata al maestro Joannikios che ha scritto le icone storiche di Mezzojuso. 

La presentazione della scuola avverrà sabato 28 Ottobre alle ore 18.30 presso il Monastero basiliano di Mezzojuso.


CORSO INTENSIVO DI I LIVELLO

Il corso propone ai suoi allievi la scrittura di una icona attraverso i diversi passaggi teologici, tecnici e artistici.
Ha come obiettivo di fornire gli elementi fondamentali dell'iconografia, non pretendendo in alcun modo di formare iconografi, ma di avvicinare il più possibile al mistero del volto di Cristo discostandolo dal puro gesto pittorico e valorizzandone l'aspetto spirituale che esso rappresenta.

Soggetto: Mandylion

Processo esecutivo:
  • Cenni storici sull'icona
  • Preparazione della tavola (incamottatura e gessatura)
  • Realizzazione del disegno preparatorio
  • Trasporto del disegno su tavola
  • Incisione
  • Doratura
    • Preparazione della colla di albume
    • Preparazione del bolo armeno
    • Posa del bolo
    • Posa della foglia d'oro zecchino
    • Brunitura (lucidatura) della foglia d'oro con pietra d'agata
  • Preparazione della tempera all'uovo
  • Descrizione dei pigmenti e preparazione dei colori sulla tavolozza
  • Primi passaggi sulla pittura dei panneggi
  • Velature e rifiniture dei panneggi
  • Il volto e la carnagione di base
  • Gli schiarimenti
  • Rifiniture
  • Iscrizione dell'aureola
  • Grafia dei nomi
  • Verniciatura finale
Materiale in uso agli allievi:
  • Tavola legno tiglio 20 x 25 cm (l'allievo porterà con se a fine corso)
  • Dispense del corso
  • Tutto l'occorrente per la scrittura completa dell'icona (pennelli, pigmenti, colle, attrezzi vari, oro zecchino, bolo armeno, vernici, pietra d'agata) verrà dato in uso agli allievi solo ed esclusivamente per la durata del corso.
Il corso ha la durata di 7 giorni. 

CORSO ANNUALE

OBIETTIVO: acquisire le conoscenze teoriche e le abilità tecniche di base del linguaggio pittorico e simbolico dell’icona.
  • Conoscenza ed uso degli strumenti della rappresentazione grafico-pittorica dell’icona
  • Esperienze compositive grafiche, disegni e calchi
  • Uso dei materiali e dei colori minerali
  • Storia dell’arte e della Chiesa
  • Teologia e Canto liturgico
  • Preparazione della tavola
  • Doratura, scrittura e verniciatura dell’icona
  • Teoria del colore: armonia, simbologia, contrasti, combinazioni, rapporto forma-colore
  • Esperienze compositive ed esercitazioni sulla linea, sui volumi e sul colore
 Materiale in uso agli allievi:
  • Tavola legno tiglio 30 x 40 cm (l'allievo porterà con se a fine corso)
  • Dispense del corso
  • Tutto l'occorrente per la scittura completa dell'icona (pennelli, pigmenti, colle, attrezzi vari, oro zecchino, bolo armeno, vernici, pietra d'agata) verrà dato in uso agli allievi solo ed esclusivamente per la durata del corso.
Il Corso annuale si conclude con la solenne benedizione delle icone.
L’intero Corso Annuale si svolge nell’arco di 9 mesi, con 2 incontri settimanali di 4 ore.

WORKSHOP

OBIETTIVO: approfondimento delle conoscenze acquisite nei precedenti corsi e incontro con nuove tecniche.
  • Doratura (tecniche di incisione e decorazione dell’oro)
  • Pittura (studio del volto e degli incarnati)
Durata 3 giorni.

Quota di partecipazione

La quota di partecipazione comprende tutte le lezioni teoriche e pratiche, e tutto il materiale occorrente per realizzare un’icona.
  • € 270 - Corso Intensivo di I livello
  • € 650 - Corso Annuale
  • € 150 - Workshop di Doratura e di Pittura

Pagamento quota di partecipazione

A titolo di reciproca e mutuale garanzia è richiesto un'anticipo di:
  • € 70 - Corso Intensivo di I livello
  • € 200 - Corso Annuale
  • € 50 - Workshop di Doratura e di Pittura
 Da versare al momento dell'iscrizione.

Dialoghi per la pace: Iniziative e programmi per il dialogo interreligioso

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il 27 ottobre si celebra la Giornata del dialogo islamo-cristiano in Italia, in tanti luoghi, spesso con una dimensione ecumenica, fin dalla definizione dei programmi delle iniziative locali; tra queste iniziative viene qui di seguito riportato 
il programma della Giornata promossa dall’Ufficio, diretto dal diacono Paolo Gionfriddo della diocesi di Piana degli Albanesi, per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale della Sicilia, nella quale mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, è il vescovo delegato per il dialogo. 
Questa giornata costituisce una tappa di un cammino pluriennale che ha coinvolto diverse realtà in Sicilia, sostenute in questo dall’azione dell’Ufficio regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso. 


Con le immagini ... ... è più facile

Per essere credibili ci insegnavano anni fa
a scuola, al catechismo e nella vita civica e pubblica
BISOGNA ESSERE CREDIBILI, 
S-E-M-P-R-E
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Renzi in un titolo de La Repubblica di oggi
Il segretario del Pd insiste sul caso della mozione parlamentare di sfiducia nei confronti del governatore uscente Ignazio Visco: "Auspico che scelgano la persona migliore"

Dove sta il problema ?
Il Renzi in modalità Grillo prova a far dimenticare il Renzi in modalità Andreotti.
Piccolo ostacolo: Banca Etruria
(tomaso montanari)

Ignazio Visco, 
governatore della Banca d'Italia (ansa)




























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ACCORPARE II PICCOLI COMUNI SERVE -FRA l'ALTRO- PER ELIMINARE I PICCOLI AMMINISTRATORI, QUELLI CHE RITENGONO CHE LE COSE DI TUTTI SIANO COSE LORO.

Don Pino Puglisi. Riflessione teatrale e musicale

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

martedì 17 ottobre 2017

Entro pochi mesi. Elezioni regionali, nazionali, comunali (e in Sicilia, forse, provinciali). I meccanismi del consenso sono sempre quelli democristiani degli anni ciinquanta

Come mai l'Italia è il più indebitato
 dei paesi europei (insieme alla Grecia) ?

La legge di bilancio, ci informano i tg governativi della rai, evita l’aumento dell’IVA -in prossimità delle elezioni di primavera-  però evitano di farci sapere che ciò avviene attraverso la crescita del debito pubblico ed il connesso costo degli interessi.

La stessa legge mette a disposizione delle imprese per investire in macchinari importi in misura doppia di quanti ne metta a disposizione per contrastare la diffusa povertà. E chi vive a Contessa può saperne qualcosa.
 Altri soldi vengono messi a disposizione delle imprese con la scusa di creare lavoro per i giovani.

  Il problema non è il sostegno agli investimenti che potrebbe essere meritevole; il problema
è che il sistema italico non crea nè nuovi posti di lavoro nè decollo produttivo. Basta ascoltare i tg della solita rai (non quelli più o meno indipendenti): in Italia la normativa di sostegno alla produzione prevede -ammette- che si licenzino i dipendenti che sono stati assunti in precedenza e si assumano nuovi soggetti a cui applicare nuove regole.

Con questi meccanismi si creano illusioni ed inganni sull'entità delle assunzioni. Non si crea nessuna crescita del Paese.



  Viviamo una politica da anno elettorale. 
A breve ci attendiamo  l’ennesimo condono per chi -furbo- conosce il gioco dei politicanti alla pd o alla fi.


La mancia verrà garantita comunque alle fasce misere costrette a vivere di clientelismo.

  Perché l'Italia è un paese super-indebitato ?

Hanno detto ... ...

DAPHNE CARUANA GALIZIA, giornalista maltese, uccisa ieri

«Ci sono corrotti ovunque, ora. La situazione è disperata»

CARLO ALBERTO REDIgenetista e accademico dei Lincei 

"Ho conosciuto un bambino di Reggio Emilia, nato e cresciuto in Italia e con gli occhi a mandorla. Gli ho chiesto se sia mai stato in Cina, e mi ha risposto: mai. Allora perché sui documenti è cinese?"

ROSARIO CROCETTA, presidente uscente della Regione Sicilia

"Ho rinunciato alla candidatura alla presidenza. Ho rinunciato a quelle di Palermo e Catania. Ho rinunciato alla lista, e secondo un sondaggio Ipsos di marzo solo il simbolo vale 50mila voti".

Con le immagini ... ..... è più facile

Quando una valorosa giornalista anti corrotti
è uccisa da una bomba, tutti si sentano colpiti:
o è mafia o peggio mafia di Stato
RICORDO DI UNA DONNA BLOGGER 
La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa in una piccola località  dell'isola di Malta, da una bomba che ha fatto saltare in aria la sua Peugeot 108, mentre lei era a bordo. 
È morta sul colpo. 
Quindici giorni fa aveva segnalato alla polizia locale di aver ricevuto minacce di morte. 
La famiglia ha chiesto la sostituzione del magistrato incaricato delle indagini sulla morte perché "titolare di procedimenti giudiziari intentati contro la giornalista a causa dei suoi articoli".
La giornalista indagava sui
«Panama papers».Si tratta di un fascicolo di oltre 214.000 società offshore,
documenti che mostrano come individui ricchi  (funzionari pubblici e politici), nascondano i loro soldi dal controllo statale.

Nei documenti sono menzionati i leader di cinque paesi — 
Arabia SauditaArgentinaEmirati Arabi UnitiIslanda e Ucraina — ma anche funzionari di governo, parenti e collaboratori stretti di vari capi di governo di più di 40 stati; tra questi, BrasileCinaFranciaIndiaMalesiaMessicoMaltaPakistanRegno UnitoRussiaSiriaSpagna e Sud Africa.

lunedì 16 ottobre 2017

Hanno detto ... ...

CLAUDIO FAVAcandidato alla presidenza della Regione siciliana per la Sinistra


"Di Maio che invoca gli osservatori Osce per le elezioni siciliane mi ricorda gli inviati della Cnn che sbarcavano a Palermo con il giubbotto antiproiettile. Solo che quelli erano americani, Di Maio no. In Sicilia, per affrancare il voto dalle obbedienza, dalle proteste, dalle appartenenze non servono i caschi blu né l'Osce.
    Bastano candidati che chiedono un voto libero e responsabile. E i voti liberi da condizionamenti in Sicilia sono ben più numerosi di quanto immaginano Lega, 5Stelle e compagnia. Il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale, con la matita in mano: lo diceva Paolo Borsellino. E questo va spiegato a Di Maio. Quanto al rischio di voto mafioso, più che gli osservatori Osce basta mettere gli amici dei mafiosi fuori dalle proprie liste: e questo va spiegato a Musumeci"

RENATO BRUNETTAcapogruppo di Forza Italia alla Camera
"Dopo tutto quello che ha combinato il Movimento 5 stelle in Sicilia, e non solo, Di Maio ha ancora la faccia tosta di parlare? Mi pare che i grillini abbiano avuto un po' di inquisiti sulla faccenda delle firme false, proprio a Palermo, o mi sbaglio? 
La Sicilia è una grande terra che ha una cultura politica, non saranno certamente i 5 Stelle a dare lezioni di moralità agli altri".

FABRIZIO MICARI, candidato Pd alla Presidenza della Regione Sicilia

Da un lato c’è Musumeci che si circonda di impresentabili piazzati nelle sue liste ma la parentopoli Cinquestelle è altrettanto vergognosa: la Sicilia ha bisogno di persone pulite e di gente che merita, non possiamo consegnare questa terra a chi pensa di occupare le istituzioni con sorelle, figli, fratelli e fidanzate.
Giancarlo Cancelleri che ha perso la voce a furia di urlare la parola impresentabili farebbe meglio a guardare cosa succede in casa sua e spiegare quali ‘meriti’ hanno portato la sorella Azzurra ad essere eletta alla Camera.
Ma l’elenco della “Parentolopi Cinquestelle” è lungo ci sono compagni di parlamentari assunti al parlamento come portaborse, c’è il fratello di un parlamentare regionale che è stato candidato tre volte negli ultimi cinque anni, ci sono marito e moglie che si alternano nelle candidature, e poi ancora figli e familiari che vengono candidati, eletti o assunti.
Sia chiaro essere parente di un parlamentare non è un reato, ma utilizzare la politica per piazzare e assumere i propri parenti nelle istituzioni quando si urla ‘onestà’ e ‘trasparenza’, beh, questo si che è vergognoso. Io che da 30 anni ho formato giovani cervelli, ragazze e ragazzi bravi, costretti a partire per cercare lavoro dico che il merito sarà la mia stella polare e mi circonderò solo di siciliani che conoscono qualcosa, e non qualcuno. Questa è #lasfidagentile che serve alla Sicilia.