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mercoledì 11 febbraio 2015

Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

11 Febbraio

Patti Lateranensi sottoscritti fra la Santa Sede e lo Stato Italiano sono -nella sostanza- accordi di reciproco riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede e sono tuttora, con alcuni mutamenti intervenuti nel 1984, il documento istituzionale che regola i rapporti Stato – Chiesa. 
Anche nella versione attuale (quella sottoscritta da Bettino Craxi in un intento, per la verità non conseguito, di laicizzazione dello Stato) il Concordato è vincolante per la Repubblica italiana, non può essere proposto un referendum per l’abolizione o la sua  modifica, o delle leggi collegate ad esso perché non sono ammessi, nel nostro ordinamento, referendum riguardanti i trattati internazionali.


L’11 febbraio ricorreva l’anniversario dell’apparizione di Nostra Signora di Lourdes; la scelta di firmare il Concordato in quell’occasione intendeva rimarcare la soddisfazione da parte vaticana per i nuovi patti e poteva avere -pure- altri significati politici. 
Il 13 febbraio 1929, Pio XI, tenne un discorso a Milano ad un’udienza concessa a professori e studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che passò alla storia per un passaggio in cui Benito Mussolini è indicato come «l’uomo che la Provvidenza ci ha fatto incontrare». 


I Patti presero il nome dal palazzo di San Giovanni in Laterano in cui avvenne la firma degli accordi. Il rapporto tra Stato e Chiesa era precedentemente disciplinato dalla cosiddetta «legge delle Guarentigie» del 1871 dopo la presa di Roma. Legge questa delle Guarentigie non venne mai riconosciuta dai Pontefici.

I Patti Lateranensi constavano di tre distinti documenti:
- il Trattato che riconosceva l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e fondava lo Stato della Città del Vaticano; 
-con diversi allegati, fra cui, importante, la Convenzione Finanziaria; 
-e il Concordato che definiva le relazioni civili e religiose in Italia tra la Chiesa ed il Governo (prima d’allora sintetizzate nel motto: «libera Chiesa in libero Stato»). 


La “Convenzione Finanziaria” regolava le questioni sorte dopo le spoliazioni degli enti ecclesiastici, in pratica ciò che era avvenuto, per esempio, sul territorio di Contessa Entellina relativamente all'ex Monastero di Santa Maria del Bosco. 
È stata poi prevista l’esenzione, al nuovo Stato denominato «Città del Vaticano», dalle tasse e dai dazi sulle merci importate ed il risarcimento di «1 miliardo e 750 milioni di lire e di ulteriori titoli di Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un miliardo di lire» per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale. 
Il governo italiano acconsentì di rendere le sue leggi sul matrimonio ed il divorzio conformi a quelle della Chiesa cattolica di Roma e di rendere il clero esente dal servizio militare.
Il Concordato (ma non il Trattato) fu rivisto, dopo lunghissime e difficili trattative, nel 1984, fondamentalmente per rimuovere la clausola riguardante la religione di Stato della Chiesa cattolica in Italia. 
La revisione che portò al nuovo Concordato venne firmata a Villa Madama, dall’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi, per lo Stato italiano, e dal cardinale Agostino Casaroli, in rappresentanza della Santa Sede.
Su queste innovazioni torneremo nei prossimi giorni.

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