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venerdì 23 agosto 2013

Storia Contemporanea (n. 4). Siamo figli dell'Illuminismo (qualcuno aggiunge: "nel bene e nel male")

L'Illuminismo è un movimento filosofico e culturale, nato in Inghilterra e diffusosi in Europa e nel mondo a partire dalla prima metà del Settecento, soprattutto attraverso la Francia. E' qui, infatti, che fiorisce grazie al contributo di pensatori del calibro di Rousseau, Voltaire, Montesquieu, Diderot e D'Alembert.
L’Illuminismo è un movimento filosofico e culturale. Prima di esso c’erano stati altri movimenti culturali, artistici e filosofici  (Rinascimento, Umanesimo, Barocco). L’Illuminismo nasce in Inghilterra e si diffonde in Europa e nel mondo a partire dalla prima metà del Settecento, soprattutto attraverso la Francia dove fiorisce soprattutto grazie al contributo di pensatori del calibro di Rousseau, Voltaire, Montesquieu, Diderot e D'Alembert.
Montesquieu diventerà il padre, in politica, della teoria della divisione dei poteri in:
- legislativo;
- esecutivo;
- giudiziario.
L’esecutivo, oggi appannaggio dei governi, allora era affidato al Re;
Il potere legislativo appartiene al Parlamento;
Il potere giudiziario appartiene alla Magistratura.
Rousseau teorizza invece l’importanza della democrazia (=tutti i cittadini, che non sono ormai più sudditi, devono partecipare alla vita politica e alla costruzione del bene comune.
Voltaire invece sottolinea l’importanza e la necessità della tolleranza, tolleranza religiosa ma anche tolleranza fra idee diverse.
Alla base dell’Illuminismo c’è l’idea che tutte le persone possono liberamente esprimere la propria idea.
Diderot e D'Alembert introducono invece il concetto del “sapere per tutti”, infatti la loro Enciclopedia aveva l’obiettivo di diffondere le scoperte scientifiche a tutti coloro che erano in grado di comprenderle in un linguaggio semplice. Non ci sono caste e classi sociali, non ci sono nobili o contadini, non ci sono uomini di serie A e uomini di serie B: tutti gli uomini sono dotati di Ragione ed è proprio per questo che devono avere pari possibilità di potenziare le proprie possibilità. Questo non solo per una idea di bene individuale ma per una idea di bene comune.
In che modo si devono sviluppare le proprie potenzialità ?
1)      Accedendo alla cultura, e qui è importante il lavoro fatto da Diderot e D’Alembert.  Gli illuministi teorizzano la scuola pubblica gratuita per tutti. Se tutti possono sviluppare la Ragione e le potenzialità di cui sono dotati non si corrono i pericoli delle diseguaglianze sociali. Il tutto in un clima di tolleranza e di libertà nella diffusione delle idee, altrimenti diventa difficile crescere da questo punto di vista.
2)      Partecipando alla vita politica, se gli uomini accedono alla cultura devono avere la possibilità di partecipare alla vita politica. Non esistono più sudditi ma cittadini consapevoli.
3)      Non dando per scontate le verità di Fede. L’Illuminismo prende le distanze, anche se non le condanna, dalle verità di fede rivelate. Perché ? Perché queste devono poter essere controllate dalla Ragione.
Conclusione:
La caratteristica principale dell’illuminismo fu dunque la fiducia nella ragione, che avrebbe progressivamente migliorato le condizioni della civiltà umana, liberandola dai vincoli dell’ignoranza e della superstizione.
Proponendo una concezione laica della vita, l’illuminismo si basò sui principi d’uguaglianza e di libertà di tutti gli uomini portando cambiamenti in vari campi:

-dalla visione della storia per esempio, che cambiò radicalmente abbandonando l’idea della storia tracciata dalla Provvidenza.
-e soprattutto al nuovo spirito scientifico dell'età moderna, cioè alla convinzione che il progresso dipende da un lato all'osservazione diretta dei fenomeni, dall'altro all'uso autonomo della ragione e tutto ciò  conseguentemente condusse al grande sviluppo di nuove scienze in ogni campo del sapere e alla realizzazione dell' Enciclopedia, quando fino ad allora tutto il sapere era racchiuso nella Teologia.

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