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mercoledì 31 luglio 2013

Berlusconi. Una sentenza su evasione fiscale

E’ attesa per domani pomeriggio (giovedì 1 agosto) la sentenza del processo Mediaset.
Domani, intorno a mezzogiorno, il collegio tornerà a riunirsi in camera di consiglio dopo aver tenuto una breve udienza, alle ore 10, per altre cause già fissate.
Oggi è stato il turno delle arringhe difensive da parte degli avvocati del Cavaliere mentre ieri si è tenuta la requisitoria del procuratore generale Antonio Mura.

Hanno detto ... ...

ELVIRA TERRANOVA, giornalista palermitana
Intanto a Palermo ex dipendente ente di formazione si e' suicidato lanciandosi dalla finestra. Aveva 44 anni. Da dicembre era senza lavoro
 
FRANCESCO DE GREGORI, cantautore
Non voto più. La mia sinistra si è persa tra slow food e No Tav. Ringrazio Dio che il Pd non governi con Grillo. Forse potevamo farci meno domande su Noemi e più sull'Ilva.
Continuo a pensarmi di sinistra. Sono nato lì. Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani che magari oggi nemmeno sanno cos'è il Pd. Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica, delle pari opportunità, della meritocrazia. Tutto questo sta più nell'orizzonte culturale della sinistra che in quello della destra. Ma secondo lei cos'è oggi la sinistra italiana?
La vignetta di Giannelli - Dal Corriere della Sera del 31 luglio 2013
CLAUDIO PETRUCCIOLI, già presidente del Cda Rai
E' un triste spreco per l'Italia che Francesco De Gregori e chi pensa e sente come lui debba definirsi "inutile apota"
 
Avv. FRANCO COPPI, difensore di Silvio Berlusconi
 "Noi puntiamo all'annullamento radicale della sentenza di condanna perchè non c'è reato ma solo un illecito tributario".

In pensione a 50 anni. Ecco perchè gli italiani non tollerano i politicanti

L'ex consigliere regionale friulano, prima della Lega e poi del Pd, dal primo agosto percepisce un assegno da 3.700 euro al mese. Che le spetta dopo 15 anni di politica.Altro che legge Fornero, in Italia c'è ancora chi va in pensione a 50 anni. L'ultima privilegiata della casta è Alessandra Guerra, che in Friuli si è ritirata dall'attività lavorativa della politica con 3.700 euro netti al mese con cui vivere comodamente (4.388 euro l'importo lordo). Ha fatto il consigliere regionale per tre legislature; adesso può comodamente sopravvivere.

Il ministro Kyenge resista ! Le vogliamo bene

Fino a non molto tempo fa eravamo noi le scimmie. Sporche, brutte, cattive, da tenere alla larga.
Gli italiani, e soprattutto i siciliani, che andavano per il mondo a cercare lavoro e futuro (quelli onesti, non i mafiosi ), venivano considerati alla stregua di animali e spesso anche peggio.
Non sapevamo parlare, nemmeno la nostra lingua, l’italiano. Non riuscivamo ad adattarci, eravamo pane e lacrime, pasta e dialetto incomprensibile. Ci esprimevamo a gesti, riuscivamo a sentirci a nostro agio soltanto nei bar dei paisà, quando esistevano e non venivano distrutti.
Eppure, eravamo lì, in Germania, in Svizzera, in Belgio, in Francia e prima ancora in Canadà, negli Stati Uniti etc. per faticare: per costruire grattacieli, per coltivare campi, per estrarre carbone dalle miniere, per pulire piatti o rifare camere d'albergo.
Poveri, ma dignitosi: nonostante il sudore, l’impegno e le buone intenzioni, ci guardavano con disprezzo. Con quelle giacche strette e i pantaloni larghi, la cravatta irrimediabilmente storta.
Mio padre era a Sachingen, dove di contessioti ce n'erano centinaia e centinaia. Eppure lì e oltre il confine con la Svizzera esistevano quei cartelli messi in evidenza sui negozi, nei locali pubblici: vietato l'ingresso ai cani e agli italiani, e i cani venivano sempre prima.
Mio nonno e mia nonna erano a New Orleans, dove nacque pure mia madre. Eppure lì, fra migliaia di contessioti, avvenne una strage di immigrati siciliani sul finire dell'Ottocento. Rimasero morti pure dei contessioti, di cui mai nessuno ha fatto qui mai memoria.
Tutte le vicende di razzismo si assomigliavano: la diffidenza, la colpa di un misfatto doveva "per forza" ricadere su di noi ( Sacco e Vanzetti?).
"Ehi tu, mandolino, oltre a cantare sai fare altro? Ti rispondo io: rubare".
"Guardati: sei scuro come una scimmietta. Vattene!".
Come possiamo noi, proprio noi italiani, rivolgerci gli "altri" con odio? Le frasi di prima, vengono, oggi, riferite agli extracomunitari, a tutti coloro che hanno pelle e religione diverse da noi.
Il delinquente non ha carta d'identità, è un delinquente e basta. E i razzisti sono razzisti e basta. Non hanno giustificazioni, e non possono sedere in un parlamento che si dice democratico.
Il ministro Kyenge resista !
Non siamo tutti intolleranti e volgari, c'è tantissima Italia decisamente solidale, aperta, disponibile, democratica. Quell'Italia che non ha dimenticato le offese subite dai padri, dalle madri, dai nonni. Quell'Italia che conosce la forza di un abbraccio, e che conserva buona memoria in una marea di folla smemorata.

La corruzione. Non è problema di leggi, serve una classe dirigente del paese che sia credibile

Recentemente lo Stato Italiano, pressato dalla Comunità Internazionale (Convenzione contro la corruzione delle Nazioni Unite) ha varato una normativa anti-corruzione.
Per ruberie pubbliche il nostro paese si colloca al 67° posto -, accanto ai paesi dittatoriali dell’Africa e dopo il Ruanda. Eppure abbiamo una classe politica venuta fuori –ipocritamente- dall’indignazione di tangentopoli. Qualcuno ha fatto i calcoli ed ha esordito che in tutto il periodo di tangentopoli si è rubato di gran lunga meno di quanto avvenuto nell’ultimo decennio.
Secondo Piercamillo Davigo, magistrato, dopo tangentopoli i politici non  hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi. Allora molti si suicidarono per la vergogna, adesso i corrotti attendono che i segretari del Pd e del Pdl mettano il sigillo sulle leggi appropriate che possano attenuare la pena.
 
Il danno della corruzione non si misura solo nella ricchezza “rubata” ma anche nella violazione dei  principi fondamentali di uno Stato democratico quali :
􀂾 eguaglianza
􀂾 trasparenza
􀂾 fiducia nelle Istituzioni
􀂾 legalità e imparzialità dell’azione degli apparati pubblici.
Si, la corruzione ci ruba la “speranza” di un futuro migliore.

Paraklisis. Parole e suggestioni per affidare a Maria la propria vita con le difficoltà ed i limiti che essa comporta

Domani alle 17,15 nella Chiesa della Favara
ha inizio la quindicina 
Nel Cristianesimo occidentale, la venerazione di Maria è stata centrata sulla sua verginità perpetua.
Il cuore della devozione del Cristianesimo bizantino, la sua contemplazione e la sua gioiosa allegria in Maria sono sempre stati centrati  nella sua Maternità, nel suo rapporto di carne e di sangue con Gesù. L’Oriente si rallegra che il ruolo umano nel piano della salvezza sia capitale.
 
Quanta fede, quanta bontà, quante generazioni di gente che lotta per vivere secondo ciò che è alto e santo, sono state necessarie prima che l’albero della storia umana potesse generare un fiore così squisito e profumato – la Tuttapura Vergine e Tuttasanta Madre!
E da allora in poi, la Festa della sua Natività è anche la celebrazione della storia umana, la celebrazione della fede nell’uomo, la celebrazione dell’uomo.
Alexander Schmemann
Da: “Celebration of Faith"

Cose da conoscere ... ...

La Sicilia di Crocetta
La Sicilia depaupera miliardi per l’inutile formazione. Nessuno sa a cosa serva, tranne le mogli dei deputati del PD e del PDL.
Nell'immaginario pubblico, questa "formazionre" è fonte di corruzione per politici e per sindacalisti.
La Regione è bloccata nell'inconcludenza e nel dolce far nulla, le piccole e medie imprese sono però all’asfissia e molte di esse hanno cessato l’attività e decine di migliaia di lavoratori del settore privato restano a casa, in uno stato di grande sofferenza economica e sociale.
Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, brilla per la sua inazione rispetto ai macigni che gravano sulla Sicilia.
Il suo è un comportamento irresponsabile che assomiglia tanto a quello di Cuffaro e Lombardo.
Crocetta ha ereditato, è vero, i frutti velenosi di quei pessimi presidenti. Quando ha annunciato che voleva fare la rivoluzione, in tanti gli hanno aperto una linea di credito. Ma dopo nove mesi, la situazione economico-sociale e quella di cantieri e investimenti, è totalmente piatta.
Crocetta onori il suo impegno, oppure diverrà il terzo pernicioso presidente della Regione.

Cose da conoscere ... ...

Un politico italiano diceva: a pensar
male si fa peccato, però
in genere si azzecca
 
Il presidente Letta è stato nei giorni scorsi ad Atene. Lì. proprio lì. e non altrove, ha annunciato che il suo governo nel prossimo autunno (sempre che le vicende berlusconiane gli consentano di arrivare in autunno) dismetterà, ossia cederà ai privati, una serie di gioielli del patrimonio pubblico (Eni, Enel, Finmeccanica etc).
 
Sappiamo tutti cosa è accaduto in Grecia: la classe politica greca ha commesso imbrogli levantini di ogni genere, ingannando l’Unione europea, col presentare pur di entrare in Europa conti pubblici contraffatti.
L'Unione Europea (per meglio dire la Germania) le ha messo -per rivalersi- la camicia di forza. 
Oggi al governo -in Grecia-  vi è  un’ampia coalizione (sempre meno ampia) chiamata a fare il lavoro sporco, cioè la riduzione della spesa pubblica improduttiva.
Enrico Letta in Grecia: L’ultima imposizione dell’Ue è un aut aut: Atene deve licenziare venticinquemila impiegati pubblici.
Parallelamente quel governo, di Atene, deve dismettere gli asset pubblici, come immobili, partecipazioni, società controllate ed enti di vario genere (Porti, aeroporti e via discorrendo).
Dismettere in queste condizioni, su imposizione esterna, significa venderli a basso prezzo. Questo lo capisce anche chi è digiuno di "economia".
Ed ecco come la Germania, il paese che detta la linea all'Unione Europea, sta comprando -in Grecia- la Grecia. Sì, la Grecia per intero, attraverso il braccio finanziario di Deutsche Bank che è l’istituto tedesco KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau).
Si tratta dell’istituto di credito per la Ricostruzione, creato nel 1948, nell’ambito del Piano Marshall. Quindi, ha una notevole capacità di rimettere in moto l’economia greca, per imboccare la strada della crescita e di nuova occupazione produttiva, non più stipendificio pubblico.
E' certo -a questo punto- che la Grecia divenuta periferia della Germania, in prospettiva crescerà, inizierà a produrre. P
 
Però ....  in noi resta l'amaro: un popolo governato da imbroglioni sta patendo ... e deve sperare  di poter "crescere" dopo essersi venduto ad una potenza esterna.
Enrico Letta ... pensa forse di fare dell'Italia ... una seconda Grecia ? 

martedì 30 luglio 2013

Comuni. Flash sull'organizzazione

Nel nostro paese, in Italia, il personale delle amministrazioni comunali ammonta a 446.954 unità, distribuite su 8.040 comuni.
I dipendenti comunali sono 438.180, i dirigenti 5.168, i segretari comunali 3.517.
La figura del direttore generale si riscontra nei Comuni che nel 2010 avevano già effettuato la nomina; dal 2010, per effetto dell’art. 1, c. 1-quater, lett. d), D.L. n. 2/2010, convertito, dalla L. n. 4/2010 la nomina di tale figura è consentita solo nei comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
 
Nelle amministrazioni comunali italiane il costo medio sostenuto nel 2011 per ogni unità di personale è pari a 39.797 euro.
Nel 2011, le unità di personale che nei comuni italiani hanno un rapporto di lavoro flessibile ammontano a 43.904. Si tratta di personale comunale
che ha un contratto a tempo determinato, interinale, di formazione lavoro o è un lavoratore socialmente utile.
Se si confronta tale valore con il numero totale dei dipendenti comunali si rileva che 1 dipendente su 10 è inquadrato con un contratto di lavoro flessibile.
Lo squilibrio si coglie invece nel constatare che ben 13.760 unità (il 31,25%) di questo personale è addensato nei comuni siciliani.
 
 
 
 
 
 
 

Consiglio Comunale. Entro il 30 settembre va approvato il Bilancio di Previsione 2013

4. LA PROGRAMMAZIONE DEI LAVORI PUBBLICI.

Nell’ambito della programmazione generale (bilancio annuale, bilancio pluriennale, relazione previsionale e programmatica, piano esecutivo di gestione, indirizzi degli Organi politici, ecc.) si inserisce la programmazione dei lavori pubblici.

Quest’ultimo tema trae origine dalla legge 109/94 “Legge quadro dei lavori pubblici”, nota come “Legge Merloni”, più volte modificata ed ora confluita nel d.lgs. 163/06, denominato “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture” successivamente modificato più volte.

Molte di queste norme sono state recepite inoltre dalla legislazione regionale siciliana.

Secondo l’anzidetta normativa gli enti pubblici, tra i quali i comuni, devono approvare il Piano triennale e l’elenco annuale dei Lavori pubblici.

Con circolare 30.10.12, n. 4536 il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha dettato i primi chiarimenti in ordine all’applicazione del DPR 207/10.

La normativa che riguarda i lavori pubblici è stata disciplinata da numerose norme applicative.

Con DM 22 giugno 2004 (G.U. n. 151/04), come modificato dal D.M. 09 Giugno 2005  G.U. n. 150/05), sono state dettate le regole della pubblicazione informatica della programmazione triennale e dell’elenco annuale dei lavori pubblici e ridefinite le schede e le tabelle. In particolare tale decreto stabilisce che la pubblicità degli adeguamenti del programma triennale nel corso del primo anno di validità è assolta con la pubblicazione dell’atto che li approva, mentre devono essere pubblicati per 60 giorni gli aggiornamenti del programma del secondo e del terzo anno.

Va precisato che il richiamato DPR 207/10 è applicabile agli enti locali nella parte indicata all’art. 1.3 del medesimo decreto.
Il D.M. 09.06.05 ha introdotto alcune modifiche alle schede di programmazione:
- nella scheda 2 “ Articolazione della copertura finanziaria “ è stata introdotta una colonna nella “ Stima dei costi del programma “, che riporta il totale dei tre anni;
- nella scheda 3 “Elenco annuale” è stata introdotta una colonna in cui inserire l’importo della prima annualità nel caso in cui il costo dell’intervento sia ripartito in più annualità;
- nella tabella 4 è stata aggiunta la voce SC (stima dei costi) tra gli “Stati della progettazione approvata”.

Tale decreto è però stato sostituito dal D.M. 11.11.11 (G.U. 55/12) a valere per il triennio 2013/2015.

Nel nuovo programma è previsto anche l’inserimento dell’acquisto di beni e servizi.

Circa la competenza degli Organi, si ritiene che il programma triennale e l’elenco annuale, prima della loro pubblicazione, vadano approvati dalla Giunta, così come i progetti preliminari (art. 48 T.U.). Lo schema va redatto entro il 30 settembre ed approvato dalla Giunta entro il 15 ottobre di ogni anno.

Il programma triennale e l’elenco annuale dei lavori pubblici, compilati sulla base degli schemi tipo definiti con Decreto Ministeriale, sono approvati, unitamente al bilancio di previsione, in via definitiva dal Consiglio comunale. Per l’adeguamento dell’elenco annuale cfr D.M. 11.11.11, art. 4.

E’ evidente che il programma triennale e l’elenco annuale dei lavori pubblici devono trovare riscontro nel bilancio annuale, nella relazione previsionale e programmatica, nel bilancio pluriennale, nel piano esecutivo di gestione, o documento sostitutivo, nonché negli indirizzi che gli Organi politici trasmettono agli uffici.

Sul punto, è bene precisare che, relativamente al bilancio di previsione:

vanno stanziati i fondi per finanziare i lavori che produrranno effettivo movimento finanziario nella gestione dell’Ente pubblico (ad es. un project financing a totale capitale privato non va inserito in bilancio);

la spesa totale del programma lavori pubblici non coincide con il totale del titolo II. Le spese per la manutenzione ordinaria vanno infatti stanziate al titolo I e quelle di importo non superiore ai 100.000 euro/anno vanno iscritte in bilancio, ma possono non essere inserite nel programma lavori pubblici (art. 128.1 d.lgs. 163/06 e art. 105 DPR 207/10).

il concetto di lavori pubblici non coincide con quello di opere pubbliche. La nozione di lavoro pubblico è infatti molto più ampia di quella di opera pubblica. Mentre infatti è impossibile avere un’opera pubblica che non tragga origina da un lavoro pubblico, è possibile avere un lavoro pubblico senza che si abbia un’opera pubblica, un quid novi.

Si pensi alle manutenzioni, ai recuperi, ai rifacimenti o alla distruzione di un’opera pubblica che minaccia di crollare o una attività che può avere per oggetto un’opera non pubblica, come la ricostruzione di edifici privati danneggiati da calamità naturali.

Ebbene si è in questi casi in presenza di lavori pubblici, ma, in tutta evidenza, non di opere pubbliche. Da ultimo si osservi che l’art. 92.5 del d.lgs. 163/06, a riguardo dell’incentivo di progettazione, parla di “un’opera o di un lavoro”; ciò che non avrebbe senso se si trattasse della medesima cosa. (vedasi anche art. 3.8 d.lgs. 163/06).

L’inclusione di un lavoro nell’elenco annuale è subordinata, per i lavori inferiori a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione di uno studio di fattibilità e, per i lavori di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro, alla previa approvazione del progetto preliminare (art. 128.6 d.lgs. 163/06).

Il medesimo articolo porta da 1 milione a 1,5 milioni di euro il valore delle procedure ristrette di cui all’art. 122.1 del citato d.lgs. 163/06 e da 20.000 a 40.000 il valore. Relativamente al numero minimo di candidati da invitare nelle gare ristrette di importo superiore a 40.000 euro cfr art. 63 d.lgs. 163/06, come modificato dal D.L. 70/11, convertito dalla legge 106/11.

E’ importante rilevare che un lavoro non inserito nell’elenco annuale può essere realizzato solo tramite autonomo piano finanziario che non utilizzi risorse già previste tra i mezzi finanziari dell’Amministrazione al momento della formazione dell’elenco, fatta eccezione per le risorse resesi disponibili a seguito di ribassi d’asta o di economie. (art. 128.9 d.lgs.163/06).

Inoltre, fatti salvi gli interventi eventualmente imposti da eventi imprevedibili o calamitosi, ovvero da modifiche normative statali o regionali, i lavori non ricompresi nell’elenco annuale non possono ricevere finanziamenti da parte di altre pubbliche amministrazioni (art. 128.10 d.lgs. 163/06).

L’art. 160-bis del d.lgs. 163/06, introdotto dal d.lgs. 113/07, stabilisce che per la realizzazione di opere pubbliche e di pubblica utilità i committenti possono far ricorso anche al contratto di locazione finanziaria e l’art. 44 del D.L. 1/12, convertito dalla legge 27/12, autorizza anche il ricorso al contratto di disponibilità.

Sotto l’aspetto organizzativo l’art. 10 della normativa in esame prevede “un responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento previsto dal programma triennale dei lavori pubblici, per le fasi della progettazione, dell’affidamento e dell’esecuzione”. Quest’ultima figura riveste un ruolo centrale in materia di lavori pubblici per le vaste funzioni che la legge, ed ancor più il Regolamento di attuazione, le assegnano (cfr artt. 9 e 10 DPR 207/10).

E’ ovvio che la normativa sui lavori pubblici non può essere scoordinata rispetto a quella relativa alla predisposizione dei bilanci. Pertanto è necessario che, in relazione alle dimensioni del comune ed al suo modello organizzativo, le funzioni del responsabile del programma e/o quelle del responsabile di procedimento siano correlate con quelle del Segretario Comunale e dei Responsabili dei servizi. Ad esempio, la responsabilità di programma può essere assegnata al Segretario) o al responsabile dell’Ufficio tecnico e quella di Responsabile di procedimento al responsabile di servizio, specie  nei comuni minori, tenuto comunque presente che il responsabile del procedimento deve essere un tecnico. Ove non si presenti tale figura, le competenze sono attribuite al responsabile del servizio al quale attiene il lavoro da realizzare. Sull’argomento vedasi anche art. 2 legge 241/10. Inoltre, in caso di particolare necessità, per appalti di importi inferiori ai 500.000 euro, il responsabile del procedimento coincide con il capo dell’Ufficio tecnico (artt. 9 e seguenti DPR 207/10).

Nei comuni maggiori i responsabili di procedimento vengono nominati dal responsabile di servizio (art. 9 contratto lavoro in G.U. n. 95/99, art. 5 legge 241/90 e art. 5.2 d.lgs. 165/01).

I sindaci del Nord Italia minacciano di non presentare Bilanci di Previsione 2013: i conti non quadrano

Finanza locale - Al via gli Oscar di Bilancio della Pubblica amministrazione 2013Ieri un centinaio di sindaci del Nord Italia, prevalentemente lombardi, si sono a Palazzo Marino -sede del Comune di Milano-, alla presenza del presidente nazionale dell'Anci, Piero Fassino, per discutere delle possibili mosse da intraprendere e delle forme di protesta da mettere in campo nei confronti del governo, anche per spingerlo a rivedere il cappio del Patto di Stabilità e per respingere lo spauracchio di un ulteriore taglio dei trasferimenti (resosi necessario, secondo il governo, per il ridotto gettito Imu, rispetto alle aspettative).
«Vogliamo dare indicazioni, dando però anche dei termini entro cui si devono prendere delle decisioni. E se le decisioni non tengono conto della situazione reale del Paese, è evidente che ci dovrà essere una presa di posizione eclatante - ha spiegato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia -. Questa riunione riguarda solo i sindaci lombardi, ma può sicuramente rappresentare un punto di riferimento nazionale».
 
Il ministro agli Affari Regionali, Graziano Delrio - ex presidente Anci - ha intanto rassicurato che «il governo intende incontrare a breve i sindaci».



Hanno detto ... ...

La vignetta di Giannelli - Dal Corriere della Sera PAPA FRANCESCO,
"Se una persona è gay e cerca il Signore io non giudico. Se è una persona di buona volontà ma chi sono io per giudicare?".
 
ANNA FALCONE, politico
Dicono che l'Italia sia la patria dei 'furbetti', ma qui in Francia lo scontrino fiscale è quasi uno sconosciuto, per di più oggetto di ingenui tentativi di 'falsificazioni' e 'spaccio': l'altra sera un ristoratore voleva convincerci ad accettare come 'documento fiscale' un biglietto con timbro illeggibile e importo scritto a penna!...Ma si può??? o_O
Una bella signora di Rovigo in vacanza in Sicilia mi diceva la scorsa settimana quant’è bella Palermo, bellissima, peccato che i palermitani non lo capiscano e la trattino con noncuranza quando non con disprezzo. Camminare per i vicoli del centro storico, raccontava, regala emozioni antiche, peccato per quei palazzi diroccati lasciati lì dalla fine della guerra, e peccato per i cumuli di immondizie e che fatica, poi, trovare un cestino dove riporre un pacchetto di sigarette consumato
Una bella signora di Rovigo in vacanza in Sicilia mi diceva la scorsa settimana quant’è bella Palermo, bellissima, peccato che i palermitani non lo capiscano e la trattino con noncuranza quando non con disprezzo. Camminare per i vicoli del centro storico, raccontava, regala emozioni antiche, peccato per quei palazzi diroccati lasciati lì dalla fine della guerra, e peccato per i cumuli di immondizie e che fatica, poi, trovare un cestino dove riporre un pacchetto di sigarette consumato


GIOVANNI VILLINO, giornalista del GdS
Forse oggi sarà emessa la sentenza. Forse domani, forse giovedì. Forse.

FRANCESCO PIZZETTI, giurista
Situazione oggi:sospesa...in attesa...di domani..e poi? ...Poi...

MICAELA BIANCOFIORE, parlamentare berlusconiana
«A tutti interessa la parte politica, a me quella umana: Berlusconi è una persona educata, generosa, perbene





 
 
 
 

Cose da conoscere ... ...

In Italia siamo al collasso delle istituzioni
e della burocrazia. Il rischio è che
la severità delle leggi non si traduca
nelle "grida" di manzoniana memoria
 
Le ultime leggi, (dalla 64/2013 al decreto del Fare in approvazione proprio in questi giorni in Parlamento), si pongono il nobile obiettivo di inchiodare i dirigenti pubblici alle proprie responsabilità: costoro, quando  non saranno efficienti nello svolgimento del proprio lavoro, o perché essendo parenti o amici degli amici sono "inetti" o perché per svolgere il loro dovere esigono la tradizionale "mazzetta",  dovranno pagare rimettendoci di tasca propria.
Una grande rivoluzione che vuole garantire maggiore efficienza nella Pubblica amministrazione e tutelare i cittadini.
Dovrebbero -ci auguriamo- cessare i tempi biblici per ottenere risposte dalla Pubblica amministrazione.
Il decreto del fare prevede multe in capo ai responsabili dei procedimenti amministrativi in caso di ritardo nella conclusione dell’iter iniziato a istanza del cittadino. Lo stesso provvedimento sblocca debiti prevede i fari puntati su chi non ha rispettato o non rispetta il rigido calendario imposto per pagare le imprese creditrici: sanzioni pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo.
Accanto alla soddisfazione dinnanzi a queste leggi, esiste nel cittadino onesto l'amara constatazione che, se si è arrivati a questo punto, è segno che la corruzione ed il clientelismo ha superato ogni margine.

lunedì 29 luglio 2013

Palermo-Sciacca. Ancora un incidente mortale

L'incidente al km 3,7, nei pressi di Altofonte.
Un motociclista è morto questo pomeriggio sulla strada statale 624, Palermo-Sciacca, a causa di uno scontro frontale che ha coinvolto due auto e la moto della vittima.
A perdere la vita, Salvatore Virga, 37 anni. 
 

Sfogliando i giornali ...

Dal Giornale di Sicilia
Il Consiglio comunale di Canicattì, nell'Agrigentino, avrebbe dovuto riunirsi in via straordinaria per festeggiare il centesimo compleanno dell'arciprete monsignor Vincenzo Restivo, ma la seduta è saltata e le forze dell'ordine hanno inviato una relazione di servizio all'autorità giudiziaria, a causa della presenza in aula, tra il pubblico, di alcuni esponenti politici pregiudicati.
Tra questi l'ex assessore regionale dell'Udc Vincenzo Lo Giudice, due volte sindaco di Canicattì, condannato per associazione mafiosa nel processo scaturito dall'operazione «Alta mafia» del 29 marzo 2004. Scarcerato all'inizio di luglio, dopo aver scontato la condanna a dieci anni di carcere.
Lo Giudice, interdetto dai pubblici uffici con obbligo di dimora a Canicattì per cinque anni, tra le prescrizioni avrebbe anche quelle del divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche e di incontrare altri pregiudicati.

Comune di Palermo. La Sezione di controllo della Corte dei Conti ci fa sapere che l'ente non è in buona salute

Viene evidenziata in particolare 
-la “bassa capacità di riscossione delle entrate accertate nel corso dell’esercizio, con particolare riferimento alle entrate tributarie ed extratributarie”, soprattutto quelle derivanti dalle sanzioni per violazione del codice della strada e dal recupero dell’evasione fiscale;
-“l’elevato ammontare dei residui attivi e di quelli passivi tenuti in conto nel bilancio”, con un tasso di realizzazione dei residui attivi bassissimo e dunque negativo se raffrontato allo smaltimento dei residui passivi;
-“l’elevato ammontare dei debiti fuori bilancio, che denota come la gestione di considerevoli risorse pubbliche si sia svolta in contrasto con le disposizioni e i principi contabili che regolano la fase della spesa”;
-il mancato rispetto nel rendiconto di gestione del 2011 dei limiti imposti dalla legge 78/2010 alle spese di rappresentanza e alle spese per le missioni;
-“il mancato adeguamento nel previsionale 2012 alle disposizioni in materia di contenimento della spesa per il personale a tempo determinato”;
-“il mancato consolidamento tra il bilancio dell’ente e quelli delle società partecipate”, che rende impossibile “una rappresentazione contabile unitaria” con un disallineamento tra i crediti delle partecipate e quelli coperti dal bilancio di 65 milioni fino al 2011.

Proprio le municipalizzate sono, come troppo spesso accade, la nota dolente nell’analisi dello stato di salute delle casse comunali.
Essendo la delibera dei giudici contabili relativa agli anni 2009, 2010 e 2011, essa non tiene conto di due eventi eclatanti accaduti nel frattempo: il fallimento dell’Amia e la messa in liquidazione della Gesip, i cui 1.800 dipendenti, seppur di fatto mai licenziati dall’azienda, vengono impiegati per attività di pubblica utilità per conto del Comune.
Delle partecipate si rilevano “le perduranti perdite di esercizio per importi rilevanti, l’elevatissima incidenza dei costi del personale rispetto ai costi di produzione, la fortissima esposizione debitoria (nel 2011 i debiti Amia ammontavano a 223 milioni di euro, quelli Amat a 117, quelli Gesip a 14) e la mancata comunicazione da parte dell’ente delle misure che intende adottare per il riordino e il risanamento delle aziende”.

Comuni in difficoltà. Il governo vuole scaricare agli enti locali il mancato gettito Imu, rispetto alle previsioni

L'Anci, l'associazione dei comuni italiani, fa sapere che senza chiarimenti urgenti su molte questioni aperte , sarà difficile per i Comuni chiudere i bilanci entro il termine fissato del 30 settembre.
I sindaci lamentano in particolare la mancanza di chiarezza sull'assetto dell'Imu e la differenza tra il gettito stimato  e il gettito reale relativamente al passato.
Sullo sfondo c'è lo spettro di ulteriori tagli per le casse già magre dei comuni ( a cui il Governo vorrebbe imputare il ridotto gettito Imu rispetto alle previsioni).

Hanno detto ... ...


MARCELLO LALA, avvocato e pubblicista
E ti svegli con la notizia di una tragedia che coinvolge soprattutto i cittadini di Mugnano........un pulman che precipita da un viadotto

ELVIRA TERRANOVA, giornalista palermitana
In merito al programma Agora. Scusate, ma oggi con i 38 morti in Irpinia risulta irritante sentire Renata Polverini e altri discettare sulle sorti di Berlusconi
 
VITTORIO SGARBI, critico dell'arte ed altro
In merito alla chiusura del Museo Mandralisca.  “Crocetta non si vergogna ?”
 
OSCAR GIANNINO, giornalista
La vignetta di Giannelli - Dal Corriere della Sera di lunedì 29 luglio 2013Spagna, Il macchinista della strage è libero ed indagato "per imprudenza", Da noi anni di galera per omicidio doloso agli amministratori delegati  delle aziende per incidenti su lavoro.
 
SALVINO PEZZOTTA, già segretario generale Cisl
Obama dice che la disuguaglianza mette a rischio la democrazia: attendo che lo si dica anche in Italia.
 
CECILE KIERGE, ministro della Repubblica
«Fiera di essere italiana»

domenica 28 luglio 2013

Paraklisis. Parole e suggestioni per affidare a Maria la propria vita con le difficoltà ed i limiti che essa comporta

Il testo della Paraklisis offre ai fedeli, ai credenti, parole e suggestioni per affidare a Maria la propria vita con tutte le difficoltà e i limiti che essa comporta.
L'Inno alla Vergine sarà dal primo al 15 agosto elevato nella Chiesa della Favara, ogni pomeriggio (dalle ore 17,15).
 
La Paràklisis (dal greco paràklesis/parakaléo, il chiamare a sé, in aiuto; esortazione, consolazione, supplica) è un Inno di supplica in onore della Vergine.
Viene cantato nelle chiese e comunità di rito bizantino dal 1° al 14 agosto in preparazione alla celebrazione della festa della Dormizione della Madre di Dio.
 
 Senso
Maria, la Madre di Dio, è accanto al mistero della Chiesa e al mistero dell’uomo.
Lungo le nove odi del cànone si coglie la voce dell’uomo oppresso dalle angosce, l'uomo che trova nella Madre di Dio il rifugio, la pacificatrice, la liberatrice, per mezzo di Cristo e nel mistero di Cristo.
L’uomo turbato e smarrito è condotto da Maria al porto, che è Cristo. Qui l’uomo è praticamente accolto  dalla misericordia divina per mezzo della Madre di Dio e rallegrato da Colei che genera Colui che è la gioia del mondo, Cristo.
L’uomo viene salvato da Dio per l’incarnazione del Verbo nel seno di Maria.

Consiglio Comunale. Entro il 30 settembre va approvato il Bilancio di Previsione 2013

N. 3 - L’ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE E DEGLI OBIETTIVI AI DIRIGENTI O RESPONSABILI DI SERVIZI E LORO FUNZIONI RISPETTO ALLA PROGRAMMAZIONE.
 
Tutte le risorse finanziarie devono essere assegnate, una volta approvato il Bilancio, ai dirigenti e/o responsabili.
1) Per ogni servizio vengono assegnate al medesimo responsabile sia le entrate sia le uscite. Ma il PEG prevede anche l’assegnazione delle risorse umane e strumentali. In conclusione, ad ogni responsabile devono essere assegnate quote di:
stanziamenti di spesa;
previsioni di entrata;
personale;
beni mobili;
beni immobili.
E’ bene precisare che nei servizi che generano anche entrate, le spese e le entrate medesime vanno assegnate e gestite ad/da un unico responsabile. (Si vedano: artt. 107, 109, 165.9 e 169 T.U.; art. 3 d.lgs. 279/97; art. 17 d.lgs. 165/01; contratti di lavoro).  
E’ bene pure precisare che qualsiasi immobile comunale ha un responsabile che si occupa (o non si occupa) di esso. Quando frequentemente, a Contessa Entellina, vediamo in stato di abbandono gli edifici pubblici (porte spalancate e montagne di immondizia dentro) dovremmo informarci chi sia il responsabile di quello sconcio, che -lo ricordiamo- percepisce un speciale trattamento economico. 
Secondo la Commissione per la vigilanza, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (Civit, delibera 121/10) il PEG dovrà essere trasformato in un documento programmatico triennale.
Abbiamo asserito che tutte le risorse finanziarie vanno assegnate agli uffici. Ciò ha creato qualche equivoco poiché ci sono norme speciali (ad es. artt. 82.1 e 90.3 T.U.) che attribuiscono competenze in materia di impegni agli Organi politici. Ebbene, anche in tali casi gli stanziamenti di spesa vanno assegnati ai responsabili, i quali provvederanno alla loro erogazione, anziché mediante determinazioni, per il tramite di proposte di deliberazione (art. 49 T.U. e s.m.). Secondo il principio della semplificazione amministrativa non è invece consentito formare sia la deliberazione sia la determinazione.
2) Assegnazione delle risorse e degli obiettivi nei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti. L'art. 11.3 d.lgs. 77/95 (ora art. 169.3 T.U.) dichiara facoltativa l'adozione del PEG in detti Enti.
In linea di massima è bene che l'approvazione di tale essenziale strumento di programmazione e di organizzazione dell'attività avvenga da parte di tutti i Comuni. La normativa ha infatti predisposto gli strumenti adeguati a tale scopo.
Ed invero:
l'art. 97.4 T.U. consente al Sindaco di nominare il Segretario comunale responsabile di alcuni (o anche tutti) i servizi. Circa la nomina delle posizioni organizzative negli enti provvisti di dirigenti va ricordato che l’art. 9 del CCNL prevede tale adempimento da parte dei dirigenti stessi per un periodo massimo non superiore a 5 anni, previa determinazione dei criteri generali da parte degli enti.
il comma 4 dell’art. 11 del vigente contratto di lavoro (G.U. n. 95/99) prevede la convenzione tra Comuni per la gestione di determinati servizi con un unico responsabile.
l'art. 13.1 della legge 265/99, modificativo dell'art. 51 della legge 142/90, avendo abolito l'art. 2 del DPR 347/ 83, attribuisce la possibilità di assumere dirigenti anche ai piccoli comuni (Si veda ora art. 89.5 T.U.).
Resta tuttavia il fatto che in molti comuni al di sotto dei 15.000 abitanti il PEG non viene approvato e che in talune situazioni il comma 3 dell'art. 169 del T.U. viene interpretato nel senso che le risorse possano essere gestite direttamente dalla Giunta. Va detto subito che tale ultima situazione è palesemente illegittima in base alla legge fondamentale di riforma e ad una serie di norme attuative. (artt. 42.2, 109.2 e 165.9 T.U.; art. 4 d.lgs. 165/01 e successive modificazioni). Dunque è chiaro l’obbligo di assegnazione delle risorse, almeno di quelle derivanti dagli stanziamenti di bilancio, ai responsabili dei servizi, i quali sono competenti, in via generale, alla gestione della spesa (e dell’entrata) in tutti gli Enti locali, compresi i comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti (art. 165.9 T.U.).
A Contessa Entellina il PEG e l’assegnione dei fondi ai responsabili dei servizi risale alla gestione di Piero Cuccia.
Il comma 3-bis dell’art. 169 T.U., introdotto dall’art. 3 del D.L. 174/12, convertito dalla legge 213/12, stabilisce che il PEG è deliberato in coerenza con il bilancio di previsione e con la RPP. Al fine di semplificare i procedimenti di pianificazione, il piani dettagliato degli obiettivi di cui all’art. 108.1 T.U. ed il piano delle performance di cui all’art. 10 del d.lgs. 150/09, sono unificati organicamente nel PEG.
Secondo la Corte di Cassazione è illecito sottrarre competenze ai responsabili dei servizi (n. 11835/09).
Rimane l’eccezione dei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, nei quali, in determinate situazioni, la funzione di responsabile dei servizi può essere assegnata, previa apposita norma regolamentare, ai componenti della Giunta, compreso il Sindaco (art. 53.23 legge 388/00; art. 29.4 legge 448/01 e Sentenza Consiglio di Stato n. 1070/09). La generale competenza dei dirigenti e/o responsabili dei servizi trova inoltre qualche eccezione per materia, come la nuova formulazione dell’art. 49.1 T.U. espressamente contempla. Tolte le  suddette eccezioni, la competenza rimane assegnata, senza ombra di dubbio, in tutti gli Enti locali, agli Uffici. (vedasi anche TAR Lazio 1211/07).
La Corte costituzionale, con Sentenze numeri 103 e 104/07, ha ribadito l’imparzialità della funzione dirigenziale.
E' questo un principio fondamentale che la Legge di riforma delle Autonomie locali solennemente sancisce e che peraltro trova riscontro in tutti i comparti della pubblica amministrazione del nostro Paese.