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sabato 2 giugno 2012

In questa delicata fase della vita nazionale non è il caso di strumentalizzare. Non è il caso di coinvolgere pure i simboli dell'Unità del paese

2 giugno 2012
Parata ai fori imperiali in forma ridotta - è durata solo un'ora - e con omaggio alle vittime del terremoto dell'Emilia.
La sfilata "sobria", come è stata definita, non ha placato però le polemiche. E nuove polemiche sono scoppiate non solo per l'assenza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ma anche per l'attacco del leader Idv, Antonio Di Pietro, che ha parlato di «sagra dello spreco». 
Nel pomeriggio la secca replica di Napolitano: «Sagra dello spreco? Di Pietro non sa di cosa parla».
Immediata la controreplica di Di Pietro rivolta a Napolitano «non solo non sa quel che fa, ma addirittura non se ne rende proprio conto», 

Quanto ci viene offerto di sentire in queste ore non è polemica politica.
E' segno come l'autorità, l'autorevolezza delle istituzioni nel nostro paese siano in netta caduta verticale.
Il nostro paese ormai non è più una comunità entro cui liberamente ognuno pensa e reca opinioni diverse.
No, da noi -dal momento in cui si attaccano i simboli dell'Unità comunitaria- ci si muove ormai per bande; l'uno contro l'altro senza sapere a priori dove andremo a finire. 
Questo è segno della grave crisi; non solo crisi economico-finanziaria, ma crisi di identità, di principi e di speranza per il domani.
Soffriamo la crisi di leadership.

Quanto avremmo fatto a meno di dover ascoltare tutte quelle espressioni fuori luogo !

A noi serve una classe dirigente che possieda il "senso dello stato", non ci serve la lotta senza quartiere per la lotta senza quartiere, in assenza cioè della visione verso il baratro verso cui stiamo andando.

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