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martedì 31 gennaio 2012

Mezzojuso. Icona musiva dedicata a S. Nicolò di Mira

Si racconta che Contessa Entellina, Palazzo Adriano e Mezzojuso traggano la loro origine nel XV secolo da gruppi di militari albanesi al servizio degli Aragonesi.
Mosaico bizantino sul prospetto della
Chiesa Madre di Contessa Entellina
Costoro erano stati disposti lungo la costa del trapanese a difesa delle frequenti incursioni babaresche e turche. Dopo un paio di anni dal loro ingaggio e dopo avere quindi cessato il rapporto lavorativo che li aveva portati in Sicilia alcuni di costoro tornarono nella loro terra di origine (dove la minaccia turca era ormai pure lì pressante) mentre altri accolsero le proposte loro avanzate da alcuni baroni di insediarsi all'interno dell'isola che soffriva di una pesante scarsezza di braccia da lavoro.
Da questi presupposti deriverebbero pertanto le similarità storiche esistenti nei tre paesi; similarità che mancherebbero sotto più aspetti cogli arbëresh di Piana degli Albanesi, la cui fondazione sarebbe più tardiva.
Oltre alla cadenza differente degli accenti nella parlata arbëresh, alcuni osservatori fanno notare come il santo patrone di Contessa Entellina, Palazzo Adriano e Mezzojuso sia San Nicola di Mira, mentre di Piana degli Albanesi è San Giorgio.

Rito per l'innaugurazione di un mosaico a S. Nicolò
-Mezzojuso 29.01.2012-
San Nicola secondo la versione storica -sopra delineata- sarebbe stato il patrono di casa Reres, un componente della quale sarebbe stato a capo delle guarnizioni militari precedentemente schierate lungo il litorale di Mazara del Vallo.
L'accenno storico brevemente sopra tratteggiato per la verità è fermamente contestato dal prof. Matteo Mandalà, dell'Università di Palermo, sulla cui interpretazione circa la fondazione delle comunità arbëresh di Sicilia in questo Blog ci siamo intrattenuti qualche tempo fà.

Innaugurazione di un mosaico dedicato a S. Nicolò
-Mezzojuso 29.01.2012-
Comunque siano andati i fatti una cosa è certa: San Nicolò è patrone e protettore delle sopra ricordate cittadine dell'interno della provincia di Palemo. Pochi anni orsono a Contessa Entellina nel prospetto della Chiesa Madre dedicata a San Nicola è stato posato un mosaico in stile bizantino dedicato al Santo.
Analoga iniziativa il 29 gennaio scorso è stato fatto a Mezzojuso e qui riportiamo alcune immagini della cerimonia a cui ha partecipato mons. Sotir Ferrara.
Mosaico innaugurato a Mezzojuso il 29.01.2012

Contessa Entellina. Usare l'acqua dell'acquedotto.. "ma non per il consumo umano"

Sembra incredibile, ma in Sicilia tutto può accadere e tutto accade. Politicanti che sanno fare solo i politicanti perchè senzamestieri, amministratori che stanno nei palazzi di città perchè traggono l'indennità di sostentamento in una terra che, purtroppo, è da sempre malgovernata (da tutti, che si tratti di governi di destra, sinistra, centro, sopra o sotto).
Andiamo al caso che ci riguarda !
Leggere l'ordinanza che integralmente si riporta qui sotto non può che lasciare stupefatti.
Il Sindaco, quello di Contessa Entellina, fa sapere, a noi cittadini, a noi utenti dell'Acquedotto Comunale a cui paghiamo il canone, di non usare il prezioso liquido perchè il Servizio del SIAM ha rilevato -evidentemente- qualcosa. Cosa non sappiamo.
L'ordinanza si presta alla comicità, però stante la gravità della questione non viene affatto da ridere a noi.
1) Non dice quali sarebbero i rischi, o le ragioni percui nessuno deve fruire dell'acqua somministrata dalla rete idrica;
2) non suggerisce usi consentiti, ed usi da escludere, modalità e limiti di un servizio (quello idrico urbano) che non può che essere destinato alle persone umane e certamente non alle bestie;
3) nelle premesse  l'ordinanza richiama una nota -sconosciuta al lettore- che "invita" a non utilizzare l'acqua mentre nel dispositivo l'ordinanza medesima "ordina" di non utilizzare l'acqua per il consumo umano;
4) un "invito" non necessita, ai sensi di legge,  di qualificare normativamente l'emissione di un provvedimento, invece una "ordinanza" deve essere resa nota con presupposti normativi che abilitano intanto l'emittente a servirsene e deve, nel dettaglio, indicare (motivare) le ragioni ed i rischi che si vogliono evitare, e deve richiamare la normativa e l'opportunità e l'adeguatezza della misura intrapresa.
Nel caso specifico si fa riferimento semplicemente ad "analisi batteriologici" che -come riferito- solo il Sindaco conosce.
La trasparenza non abita qui, da noi, a Contessa Entellina, evidentemente.

Ma passiamo alla lettura del comico documento, che non può che rispecchiare la concezione che si ha dei cittadini-utenti di un Servizio Pubblico, a cui fra l'altro non viene nemmeno suggerito o proposto in che come ovviare alla carenza idrica  che presumibilmente si protrarrà per un qualche tempo, giorni, settimane ....
Dell'auspicato ripristino del Servizio non c'è cenno nel documento comico.
Incredile ! ma vero. Leggiamo ..

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COMUNE DI CONTESSA ENTELLINA
Prov. Palermo

Ordinanza Sindacale n. 7 del 31 genn. 2012
IL SINDACO
Vista la nota del SIAN, a seguito degli esiti di analisi batteriologiche di acqua in uscita dal serbatoio Comunale sito in Via Marsala, con la quale si invita a non utilizzare tale acqua per il consumo umano ed a procedere a opportune operazioni di bonifica al fine di campionare l'acqua da sottoporre e nuovi e urgenti accertamenti.
ORDINA
DI NON UTILIZZARE TALE ACQUA PER IL CONSUMO UMANO FINO A QUANDO NON SARANNO EFFETTUATI LE VERIFICHE DEL CASO E RIPRISTINATO L'IGIENICITA' DELL'ACQUA DISTRIBUITA.
Contessa Entellina, lì 31.01.2012
IL SINDACO
(Dott. Sergio G. Parrino)
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In qualsiasi parte del mondo un documento come quello sopra riportato farebbe pensare che l'organo emittente o "è o ci marcia".
Piuttosto di esplicitare in assoluta trasparenza -come esige l'Ordinamento giuridico- una situazione di "antigienicità" in un Servizio estremamente delicato, antigienicità derivante ovviamente da negligenza e disattenzione da parte della Giunta Municipale che avrebbe dovuto vigilare e prevenire, si passa ad un blà, blà, blà, in cui si accenna ad "analisi batteriologiche", ad "inviti", ad "ordini", per arrivare ad enunciare divieti per il consumo umano, fermo restando .... immaginiamo noi gli altri usi.
Ma l'acquedotto comunale, oltre che per l'uso umano serve per caso anche per sopperire al ... caro carburante ?

Non ci resta da dire: "meno male che fra un anno i nostri 'pensionati'-indennizzati torneranno nelle loro casette.

Sicilia. L'ipocrisia abita a casa nostra

''Quando si tratta di dire che la mafia fa schifo, c'e' un esercito di palermitani pronti a mettersi in mostra per affermarlo, ma quando si tratta di fare scelte concrete, di non intrattenere rapporti compromettenti, allora si sceglie di non pagare questo prezzo e si continua ad adulare soggetti discussi''.
Lo ha detto il magistrato Alfredo Morvillo, vicepresidente della fondazione Falcone, a un seminario sulla legalita' promosso con l'universita' di Palermo e Confindustria Sicilia.

Mezzojuso. Cultura Siciliana, Viaggio della Memoria e Storia risorgimentale

Proseguiamo la pubblicazione dell'ultimo numero di ECO DELLA BRIGNA, rivista edita a Mezzojuso a cura di Don Enzo Cosentino

Dialetto Siciliano
Auschwitz
Francesco Bentivegna

Regione Sicilia e debito pubblico

La Regione Siciliana è stata declassata dalle società di rating  secondo una scala di valori standardizzata. La cosa qui, nella nostra terra, non interessa proprio nessuno nè la giunta di governo, nè il parlamento di Palazzo dei Normanni e meno che mai i siciliani.
Figurarsi che ci andiamo ad interessare, noi fieri siciliani, dei conti della Regione !
Qualche giorno fa nell'incontrare un vecchio amico, questi mi disse che ha due figli laureati e spera molto che in vista delle prossime elezioni regionali (2013) qualche conoscente candidato all'Ars riesca a sistemarglieli sotto le ali di Mamma Regione.
Il mio vecchio amico, da ciò che ricordo, legge i giornali e segue le vicende sociali ed economiche del paese.
Nulla c'è da dire !
C'è solo da pensare se non sia il caso di abbandonare questa terra e di andare a rigenerarsi altrove.

Ma torniamo alle società di rating.
Gli Stati sovrani, ossia qualsiasì entità rappresentativa di comunità indipendente, allo stesso modo degli enti che allo Stato sono collegati (Regioni, Province, Comuni..) sono scrutati e valutati nelle loro elaborazioni programmatiche, contabili e di resoconti da S&P, Moody’s e Fitch in base a parametri che  mirano a fissare l'affidabilità finanziaria degli organismi che emettono debiti pubblici, la qualità-credibilità dei loro bilanci, delle previsioni di spese e dei potenziali introiti finanziari.
Queste agenzie sono società specializzate in questo tipo di ricerche e di studi, nell'intento appunto di stabilire lo stato di salute economico-finanziario degli "organismi pubblici, ma anche privati".
Declassare la Regione Sicilia significa che il "rischio di credito", cioè la probabilità che vengano effettuati puntualmente i pagamenti di capitale e interessi del debito pubblico, è diminuito.
Da questo tipo di giudizio ne discende che chi presta soldi alla Regione Sicilia esigerà interessi sempre più alti.
 
Ci fermiamo qui, dopo comunque aver ricordato per l'ennesima volta che la malattia della Regione Sicilia si chiama "eccesso di spesa corrente (stipendi, parattitismo con erogazioni varie) e mancanza di investimenti".
Diagnosi che sa fare qualsiasi studente del primo triennio degli istituti tecnici commerciali.
Questo tipo di malattia presagisce, ove non curata, che anche fra trenta/quarant'anni la Sicilia continuerà ad essere terra di emigrazione, proprio come lo è dalla fine del Settecento, dopo le liberalizzazioni del Caracciolo.

lunedì 30 gennaio 2012

Sono le 320 opere pubbliche mai ultimate in Italia.

Il record delle incompiute spetta alla Sicilia.
D'altronde i nostri politicanti sono qualitativamente parlando i più svegli.Ecco la lista della vergogna:Invaso incompleto – Cammarata (AG)
Variante di Porto Empedocle – Sicilia – Porto Empedocle
Viadotto Burgio – Sicilia – Burgio
Trenino Cogne-Pila – Valle D’Aosta – Cogne
Ospedale Sant’Isodoro – L’Aquila
Stadio “Tommaso Fattori” – L’Aquila
Palazzo dello sport – L’Aquila – Paganica
Centro Polifunzionale – L’Aquila
Metropolitana – L’Aquila
Bretella tra Brignano e Torrione – L’Aquila
Depuratore – Chieti – Francavilla al Mare
Porto di Francavilla al mare – Chieti
Ponte – Chieti
Campus universitario di Madonna delle Piane – Chieti
Ospedale – Chieti – Ripa Teatina
Ospedale Clinicizzato “Santissima Annunziata” di Colle dell’Ara – Chieti
Villaggio del Fanciullo – Teramo – Silvi
Complesso Ospedaliero di Casalena – Teramo
Ospedale “Sant’Egidio alla Vibrata” – Teramo
Ponte ciclo pedonale – Teramo – Silvi
Autoporto di Castellalto – Teramo
Autoporto di Roseto – Teramo – Roseto degli Abruzzi
Carcere Mandamentale – Matera – Irsina
Aeroporto di Pisticci – Matera
Ferrovia Matera-Ferrandina – Matera
Cinema Ariston – Potenza
Ex caserma dei Vigili del Fuoco – Potenza
Ex-Cip Zoo – Potenza
Ex-dispensario – Potenza
Palestra – Potenza
Stazione autobus extraurbani – Potenza
Diga sul Monte Marello – Catanzaro – Cannalia
Diga di Gimigliano sul fiume Melito – Catanzaro
Diga sull’Alaco – Catanzaro – San Sostene
Diga del Redisole – Catanzaro – Torrente Fiumarella
Ospedale – Catanzaro – Girifalco
Centro Polifunzionale – Catanzaro
Palazzetto dello sport – Catanzaro – Borgia
Piscina comunale di San Giovanni in Fiore – Catanzaro
Diga sul Laurenzana – Cosenza – Fiume Trionto
Diga sul Monte Pettinascura – Cosenza
Grande mattatoio consortile – Cosenza – Cetraro
Nuovo mercato coperto – Cosenza – Diamante
Mattatoio comunale – Cosenza – S. Pietro di Guarano
Diga di Tarsia – Cosenza
Diga sul Basso Savuto – Cosenza
Mattatoio consortile di Diamante – Cosenza
Diga Basso Esaro – Cosenza
Diga sull’Alto Esaro – Cosenza
Mercato coperto di Diamante – Cosenza
Casa albergo – Cosenza – Buonvicino
Diga del Votturino – Cosenza – Altopiano della Sila
Mattatoio consortile – Cosenza – Casole Bruzio
Sala Conferenze di Diamante – Cosenza
Casa albergo – Cosenza – Saracena
Scuola Materna – Cosenza – Diamante
Istituto di riabilitazione “Papa Giovanni” – Cosenza – Serra d’Aiello
Ospedale di Scalea – Cosenza
Stadio di Paola – Cosenza
Palazzetto dello Sport – Cosenza – Cittadella di Capo
Trasversale di Serre – Cosenza – Serre
Campo di calcio di Crotone
Diga sul Lordo – Reggio Calabria
Diga inutilizzata – Reggio Calabria – Laureana in Borrello
Diga sul fiume Metrano – Reggio Calabria – Gioia Tauro
Diga sul Melito – Reggio Calabria
Diga sul Menta – Reggio Calabria – Roccaforte del Greco
Ospedale di Cittanova – Reggio Calabria
Ospedale di Gerace – Reggio Calabria
Palazzetto dello sport – Reggio Calabria – Taurianova
Bretella di completamento – Reggio Calabria – Lauria
Autostrada A3, Salerno – Reggio Calabria
Tangenziale Est di Vibo Valentia
Biblioteca comunale – Caserta
Mattatoio comunale – Caserta – Piedimonte Matese
Mattatoio comunale e foro boario – Caserta
Ospedale “San Rocco” – Caserta – Sessa Aurunca
Piscina – Caserta – Piedimonte Matese
Ospedale di S. Bartolomeo in Galdo – Benevento
Ospedale “Maria SS. Delle Grazie” – Benevento
Albergo – Napoli – Alimuri
Vasca d´alaggio – Napoli – Torre Annunziata
Ospedale – Napoli – Boscotrecase
Ospedale “S. Maria di Casascola” – Napoli – Gragnano
Spirito nuovo tra antiche mura – Salerno – Sassano
Cementificio – Salerno – Sapri
Nuova casa comunale “Spirito nuovo tra antiche mura” – Salerno – Sassano
Ospedale “San Michele di Pogerola” – Salerno – Amalfi
Ospedale – Salerno – Roccadaspide
Palazzetto dello sport – Salerno – Cava de’ Tirreni
Rampa di collegamento (Ponte) – Salerno – Cava de’ Tirreni
Ex-statale 447 – Salerno
Ospedale del polo di Cona – Ferrara
Variante di valico – Bologna
Bowling – Pordenone – Roveredo
Diga Ravedis – Pordenone – Montereale Valcellina
Ospedale Nuovo – Frosinone
Centro Intermodale – Latina
Autostrada Rieti-Torano
Parcheggio sotterraneo – Roma
Anello ferroviario, stazione Vigna Clara – Roma
Colonia Fano – Genova
Messa in sicurezza del Torrente Sturla – Genova – Bavari
Ospedale “Luigi Frugone” – Genova – Busalla
Ospedale civile “Arnaldo Terzi” – Genova
Sede dell’Agenzia delle Entrate – Bergamo
Borgo di Consonno – Lecco
Canale fluviale Milano-Cremona
Ponte di Vedano – Milano
Strada provinciale Mirazzano – Vimodrone – Milano
Chiusa Golasecca – Varese
Palazzetto dello sport – Varese – Cantù
Pista d’Atletica Zengarini – Tribuna – Pesaro – Urbino – Fano
Traforo della Guinza – Pesaro – Urbino – Mercatello sul Metauro (PU)
Centro visite del sito archeologico di Sepino – Campobasso
Ospedale “Vietri” – Campobasso – Larino
Ospedale “SS. Rosario” – Isernia
Palafuksas – Torino
Orfanotrofio ex-Ipai – Vercelli
Parcheggio interrato Piazza XX Settembre – Bari – Trani
Ponte – Bari – Palese
L’asilo incompiuto a Trani o rudere di Via Di Vittorio – Bari
Casa di riposo – Bari
Stazione ferroviaria di Palese – Bari
Pretura – Brindisi
Impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani – Brindisi
Istituto “Tanzarella” – Brindisi
Centro per anziani – Brindisi
Palazzetto dello sport – Brindisi – Fasano
Piscina Coperta – Foggia – Vieste
Invaso Pappadai – Lecce
Casa di riposo per anziani – Lecce – Nardò
Centro sportivo – Lecce – Cesarea Terme
Impianto sollevamento acqua – Taranto
Scuola elementare – Cagliari – Monserrato
Chiesa San Giovanni Evangelista – Cagliari – Quartu Sant’Elena
Elettrificazione della “dorsale sarda” – Cagliari
Strada “La Fumosa” – Olbia – Tempio – Tempio Pausania
Campo sportivo – Oristano
Teatro – Sassari – Villasor
Ufficio senza destinazione d’uso – Sassari – Li Punti
Mercato civico – Sassari – Villasor
Nuova caserma dei carabinieri – Sassari – Bono
Ospedaletto – Sassari – Benetutti
Piscina – Sassari – Benetutti
Centro sportivo polivalente – Sassari – Benetutti
Ippodromo – Sassari – Benetutti
Strada camionale – Sassari
Teatro popolare Samonà – Agrigento – Sciacca
Museo di via Roma – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Piscina comunale – Agrigento – Sciacca
Museo – Contrada La Salina – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Pretura – Agrigento
Deposito d’acqua di Monte Imbriacola – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Deposito di Aria Rossa – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Diga di Gibbesi – Agrigento – Naro
Deposito d’acqua zona scalo nuovo di Cala Pisana – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Deposito di Poggio Monaco – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Case popolari – Agrigento – Cattolica Eraclea
Approdo di Cala Pisana – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Casa per anziani – Agrigento – Casteltermini
Deposito d’acqua di Taccio Vecchio – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Ospizio – Agrigento – Cattolica Eraclea
Ospedale – Agrigento – Cattolica Eraclea
Piscina Comunale Ctr Imbriacola – Agrigento – Lampedusa e Linosa
Campo di calcio Villaggio Mosé – Agrigento
Piscina – Agrigento – Cattolica Eraclea
Polisportivo coperto – Agrigento – Castrofilippo
Campo da rugby Villaggio Mosé – Agrigento
Palazzetto dello sport – Agrigento – Cattolica Eraclea
Piscina Comunale Coperta – Agrigento – Sciacca
Stadio d’atletica – Agrigento
Linea ferroviaria Canicattì – Riesi – Agrigento
Messa in sicurezza della statale SS 115 – Agrigento – Sciacca
Carcere mandamentale – Caltanissetta – Gela
Diga Disueri – Caltanissetta – Gela
Caserma dei carabinieri – Caltanissetta – Gela
Diga Comunelli – Caltanissetta – Gela
Dissalatore – Caltanissetta – Gela
Caserma dei Vigili del Fuoco – Caltanissetta – Gela
Piscina comunale – Caltanissetta – Milena
Linea ferroviaria Caltanissetta – Misteci – Caltanissetta
Svincolo Irosa – Caltanissetta – Resuttano
Teatro Nuovo – Catania – Giarre
Teatro di viale Moncada – Catania
Centro congressi comunale – Catania – Mascali
Approvvigionamento idrico della città di Catania – Piedimonte Etneo
Mercato dei fiori – Catania – Giarre
Centro diurno e comunità alloggio per anziani – Catania – Giarre
Case popolari – Catania – Bronte
Case popolari – Catania – Adrano
Pretura – Catania – Giarre
Parco tematico dei divertimenti – Catania – Fiumefreddo
Diga di Pietrarossa – Catania
Depuratore delle acque – Catania – Biancavilla
Distaccamento provinciale dei Vigili del Fuoco – Catania
Diga di Pietrarossa – Catania – Caltagirone
Parcheggio multipiano – Catania – Giarre
Pista delle macchinine – Catania – Giarre
Parco – Catania
Ponte cosiddetto “Dei Sospiri” – Catania – Linguaglossa
Mercato ortofrutticolo – Catania – Caltagirone
Bambinopoli – Parco “Chico Mendes” – Catania – Giarre
Ospedale Vittorio Emanuele – San Marco – Catania
Nuovo complesso policlinico Universita di Catania
Ospedale – Catania – Biancavilla
Ospedale – Catania – Grammichele
Ospedale Sant’Isodoro – Catania – Giarre
Ospedale – Catania – Randazzo
Ospedale “Rinaldi” – Catania – Vizzini
Casa albergo per anziani – Catania – Giarre
Campo di polo – Catania – Giarre
Palestra comunale – Catania – Mascali
Campo sportivo – Catania – Misterbianco
Velodromo “Salinelle” – Catania – Paternò
Palestra comunale – Catania – Sant’Alfio
Centro sportivo polifunzionale – Catania – Giarre
Piscina Olimpionica coperta – Catania – Giarre
Piscina comunale – Catania – Giarre
Palazzetto dello Sport – Catania – Palagonia (CT)
Colonnato lungo i binari – Catania – Bronte
Ponte – Catania – Randazzo
Diga Morello – Enna – Villarosa
Teatro “Garibaldi” – Enna
Parco archeologico del castello di Nicosia – Enna
Invaso Olivo – Enna
Invaso Pozzillo – Enna – Ragalbuto
Mercato ortofrutticolo – Enna
Mercato ortofrutticolo Leonforte – Enna
Carcere – Enna
Diga Ancipa – Enna – Troina
Mattatoio comunale – Enna – Nicosia
Ospedale “Ferro Branciforte Capra” – Enna – Leonforte
Sanatorio – Enna – Pergusa
Palazzetto dello sport – Enna – Leonforte
Piscina – Enna – Centuripe
Superstrada nord – sud – ss177 – Enna – Leonforte
Linea ferroviaria Leonforte – Nicosia – Enna
Superstrada NORD-SUD – ss117 – Enna – Nicosia
Carcere – Messina – Patti
Dissalatore – Messina – Lipari
Carcere – Messina – Mistretta
Lavori di consolidamento del torrente Simeto – Messina – San Piero Patti
Casa per anziani – Messina – Mistretta
Linea ferroviaria Santo Stefano di Camastra – Mistretta – Messina
Ponte sullo stretto di Messina
Strada “Dei due Mari” – SS 117 Centrale Sicula – Messina – Santo Stefano di Camastra
Diga dello Scanzano – Palermo – Lago Scanzano
Diga di Blufi – Palermo
Diga di Rosamarina – Palermo – Termini Imerese
Diga Poma – Palermo – Lago Poma
Centro servizi – Palermo – Capaci
Diga Garcia di Roccamena – Palermo – Termini Imerese
Asilo nido – Palermo
Scuola media – Palermo – Mezzojuso
Azienda ospedaliera “Villa Sofia” – Palermo
Sanatorio – Palermo – Piana degli Albanesi
Ospedale “Villa delle Ginestre” – Palermo
Padiglioni polichirurgici e Ospedale via Ingegneros – Palermo
Ospedale “Casa del Sole” – Palermo
Azienda Ospedaliera “V. Cervello” – Palermo
Viadotto sul cuore delle Madonie – Palermo
Anello metroferroviario – Palermo
Passante ferroviario. Raddoppio metropolitana Palermo centrale – Punta Raisi – Palermo – Cinisi
Linea ferroviaria Palermo Lolli – Santa Ninfa
Sottovia scatolare – Palermo – Bolognetta
Galleria interna al parco delle Madonie – Palermo – Petralia Soprana
Raccordo Autostradale – Palermo
Adduttore del fiume Irminio – Ragusa
Ex ospedale psichiatrico – Ragusa
Ospedale “G.B Odierna” – Ragusa
Teatro Comunale di Siracusa
Invaso di Lentini – Siracusa
Asilo nido – Siracusa – Priolo Gargallo
Centro scolastico polivalente per scuole elementari e materne – Siracusa – Priolo Gargallo
Scuola-albergo – Siracusa
Ex Ospedale Neuropsichiatrico – Siracusa
Ospedale civile – Siracusa – Pachino
Casa albergo per anziani – Siracusa – Priolo Gargallo
Ospedale “E. Muscatello” – Siracusa – Augusta
Centro diurno per gli anziani – Siracusa – Priolo Gargallo
Nuovo ospedale generale – Siracusa – Lentini
Sopraelevata SP26 – Siracusa – Rosolini
Porto di Pantelleria – Trapani
Teatro di Gibellina – Trapani
Monumento ai Mille – Trapani – Marsala
Pista ciclabile – Trapani – Mazara del Vallo
Chiesa Madre (c.d. Chiesa di Quaroni) – Trapani – Gibellina
Dissalatore – Trapani – Nubia
Ponte – Trapani – Mazara del Vallo
Acquedotto di Montescuro-ovest – Trapani
Alloggi della polizia – Trapani – Gibellina
Serbatoi Paceco, Trinità, Rubino, Zafferana – Trapani
Centro turistico – Trapani – Gibellina
Cimitero – Trapani – Contrada Ciappola – Cutusio
Scuola – Trapani – Erice
Piscina comunale – Trapani
Ospedale “San Biagio” – Trapani – Marsala
Ospedale “Vittorio Emanuele II” – Trapani – Castelvetrano
Centro cure per disabili – Trapani – Castellammare del Golfo
Ospedale Nuovo – Trapani – Marsala
Palestra – Trapani – Erice
Litoranea Nord – Trapani
Porto “Banchine versante Ronciglio” – Trapani
Linea ferroviaria Kaggera – Vita – Salemi – Trapani
Porto di Castellammare del Golfo – lavori di prolungamento e messa in sicurezza – Trapani
Galleria tra la Valle dell’Adige e il lago di Garda – Trento
Linea tramviaria Scandicci – Santa Maria Novella – Firenze
Acquario pubblico “Diacinto Cestoni” – Livorno
Porta del parco Appennino Tosco Emiliano – Massa Carrara – Filattiera
Scolmatore acque – Pisa – Pontedera
La strada quadrilatero umbro-marchigiana – Perugia
Superstrada Perugia-Ancona
Nuovo ospedale comprensoriale – Terni
Superstrada Terni – Rieti
Metropolitana – Terni
Diga di Beauregard – Aosta – Valgrisenche
MO.S.E. – MOdulo Sperimentale Elettromeccanico – Venezia
Idrovia Venezia – Padova
Ospedale “San Bortolo Nuovo” – Vicenza
Istituto Elioterapico – Vicenza – Roana

L'elenco lo si può leggere leggere su www.incompiutosiciliano.org

Chiesa della Martorana. Collaborazione con altre parrocchie di rito romano

A distanza di alcuni mesi dall'insediamento alla guida della Parrocchia greco-bizantina di Palermo, Papas Nicola Cuccia ha impresso ormai la sua impronta e la sua indole alla Comunità cattolica che fa riferimento alla Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio (la Martorana). Chiesa che continua comunque a restare chiusa alle celebrazioni per gli impegnativi lavori di restauro che hanno investito sia aspetti strutturali che i mosaici dello storico complesso architettonico. E' verosimile che queste necessarie ed improcrastinabili opere -volute fortemente da Papas Vito Stassi- possano essere ultimate entro il 2012.
In attesa che possa essere riattivata a Piazza Bellini la sede della Parrocchia bizantina palermitana, funge da sede comunitaria la Chiesa di Santa Macrina, in Via dei Picciotti.

Prove di Canto
In vista delle solennità pasquali Papas Nicola, all'insegna del detto secondo cui chi canta prega due volte, il martedì pomerigio alle 17,oo, nei locali di Via dei Picciotti, sta curando il rilancio del coro parrocchiale.

Attività nel quadro dell'Unione dei Cristiani

I=I Il 22 Gennaio 2012 Papas Nicola unitamente ai diaconi Paolo Gionfriddo e Luciano Aricò è stato invitato nella Chiesa Madre di Alcamo, dove è stata celebrata la Divina Liturgia in rito Bizantino.

I=I L'1 febbraio 2012, una celebrazione liturgica in rito bizantino sarà tenuta nella Chiesa Madre di Sambuca di Sicilia alle ore 18,oo da Papas Nicola e dal diacono Luciano Aricò.
I=I Il 3 febbraio 2012, una celebrazione liturgica in rito bizantino, seguita dalla benedizione delle gole, sarà tenuta nella Chiesa di San Biagio all'Albergheria -a Palermo- alle ore 11,30 da Papas Nicola e dal diacono Paolo Gionfriddo.

Italia, Grecia e classi politiche inaffidabili

Non è una novità che la Grecia stia molto male, non sia in salute.
I giornali ci informano in questi giorni, in queste ore, che il governo tedesco è disponibile a fare di più pur di salvare il paese ellenico ma esige una sorta di commissariamento dell'attività di governo. Chiederebbe in buona sostanza che ad applicare il menù liberista di risanamento sia un rappresentante della Commissione europea stante l'impossibilità dei governanti greci a sapersi, o a volersi,adeguare.
Questa che potrebbe apparire, ed è, una strana ipotesi arriva comunque dopo che il Parlamento di Atene ha bocciato, pochi giorni fà,  una proposta di ampliare .... gli orari delle farmacie.
Ovviamente sono  gli aspetti maggiori del risanamento ellenico a restare carenti:
-scarsi successi contro l’evasione fiscale,
-ritardi nel liberalizzare le professioni,
-ostacoli alla vendita delle aziende pubbliche.
Tutte cose che noi italiani capiamo al volo e che da decenni e decenni ci trasciniamo appresso. Tutte cose a cui probabilmente l'indole mediterranea non è portata. In Grecia questa indole è ancora più consistente per la sua contiguità al tradizionale Levante, quel mondo lento, misterioso, dove ogni cosa, ogni concetto ha mille facce.
I tedeschi molto probabilmente sono esasperati dalla mentalità mediterranea e non fanno nulla per comprenderla; però è chiaro che fra i paesi partner dell'Europa non può esistere alcuna ipotesi di commissariamento; come non è immaginabile un commissariamento degli inetti e parassitari 90 parlamentari che siedono all'Assemblea Regionale Siciliana, a Palazzo dei Normanni.  Non si tratta infatti di calare dall’esterno qualcuno che decide; si tratta di saper e volere attuare le decisioni prese. Se gli uffici tributari greci non sono capaci (ma molto più probabilmente non vogliono)  scovare gli evasori, certo non diventerebbero bravi se glielo ordinasse un commissario tedesco, olandese o filandese. Se alla gente di Palermo, di Catania o Siracusa piacciono i modi di fare alla Lima, Cuffaro, Lombardo non ci sarà commissario trentino, valdostano o ligure che cambiera la testa ai siciliani.

Per fortuna l'Italia dei tesoretti di Prodi e delle barzellette di Berlusconi pare che -in questa fase- sia entrata in ombra e che un personaggio di prestigio internazionale come è Mario Monti stia tentando di evidenziare una Italia diversa. 
Auguriamoci allora che noi italiani possiamo riuscire dove la Grecia, a quel che pare, non vuole nemmeno provare.
Forse l’Italia, come altre volte in passato, sotto un pesante vincolo esterno sta riuscendo a reagire bene. Ma per ridurre la profondità della situazione economica che ci investe occorre prima di tutto che la consapevolezza del baratro a cui ci ha portato la classe dirigente del paese sia diffusa fra molti.
Classe dirigente quella di questi ultimi decenni formata non solo di berlusconiani ma di veltroniani, casiniani (o meglio casisinisti), dalemiani ed altri simili. Tutta gente capace affollarsi davanti ai microfoni televisivi, di dire nulla ed di mostrare sottobraccio chili di giornali.
Tutta gente amante delle parole a vuoto, delle parole inutili. Tutta gente che (non scordiamocelo) ha raccolto milioni di consensi elettorali, però. Segno che gli italiani in loro, purtroppo, si rispecchiano.

Mezzojuso. Eco della Brigna n. 85/2012

pagg. 4-5-6-7-8-9-10 della rivista ECO DELLA BRIGNA n. 85/2012 edita a Mezzojuso a cura di
Don Enzo Cosentino

domenica 29 gennaio 2012

Non serve usare i forconi, basta usare la testa

Frange del mondo berlusconiano a guidare i forconi

 Nei giorni scorsi Raffaele Lombardo, pressato dalle proteste che dilagavano in più angoli della Sicilia, è andato a Roma. Qualcuno si è chiesto che ci va a fare ? Se il 90% degli argomenti che costituiscono la piattaforma degli scioperanti ricade nelle competenze dello Statuto Siciliano, perché Raffaele Lombardo è andato a Roma ?
Qualcuno ha risposto che il viaggio a Roma di Lombardo a Roma era corrispondente ai viaggi a Bruxelles che ricorrentemente fa Mario Monti.
Se così veramente dovessero stare le cose ed avendo Mario Monti appreso la lezione che continuamente viene impartita a Bruxelles, dove ad ogni viaggio gli verrebbe chiesto: “Avete rimesso le carte a posto?”, il premiere, con la sua flemma tutta inglese avrà posto a Raffaele Lombardo la seguente domanda: “Hai sistemato le carte, hai fatto il taglio della spesa regionale parassitaria ?”.
In cosa consiste l'allusione ? Non c’è dubbio:
-agli otto miliardi di fondi europei 2007-2013 non utilizzati e di cui finora risultano impegnati solamente il 7 o l’8%.
-all’eccesso di spesa corrente, rispetto agli investimenti, del bilancio regionale.
 Se così dovessero stare le cose e purtroppo così stanno non c’è dubbio che Mario Monti non ha molto da operare nell'immediato per risolvere la crisi dei forconi che ha visto impegnati agricoltori, pescatori, autotrasportatori e studenti.
Ad affrontare le relative questioni dovrà essere la Regione (a Statuto Speciale) in forza delle immense attribuzioni istituzionali che su di essa ricadono.
Esistono però problemi infrastrutturali strategici su cui a non  avere le carte a posto è lo Stato.
Nel Meridione il reddito medio pro-capite è pari al 60% di quello medio degli italiani, le infrastrutture civili (strade, ferrovie, ospedali etc.) sono del 40% carenti rispetto alla media dell'intero paese. In Sicilia le famiglie sotto il livello di povertà sono il doppio della media del paese.
Nel Meridione il grado di fiducia nei politici (politicanti) è inesistente, anche se bisogna riconoscere che nel resto del paese la situazione non è migliore, con i tanti scilipodi che vengono fuori con l'attuale legge elettorale.
Conclusione
La situazione qui, nel Meridione, è grave ma ribellismo, demagogia e populismo pur essendo sintomi di malessere sono in ogni caso soluzioni errate e miopi.
Forse dovremmo iniziare a selezionare rappresentanti che rispecchino la realtà sociale. Dovremmo, in Sicilia, cominciare ad essere consapevoli che quando ci rechiamo alle urne –ad ogni livello- dobbiamo scegliere personaggi di cui si abbia contezza di probità, serietà, onestà e competenza; continuare a votare chi viene segnalato da notabili che reggono le storiche reti clientelari significa comportarsi come nel periodo (poi non così lontana) in cui il potere si reggeva sulla catena galantuomini-mafiosi-baroni.

Auto blu. Dovrebbero competere solo alle quattro cariche più alte dello Stato - Non in Sicilia, però

articolo ripreso da LA REPUBBLICA
La fidanzata di Armao sull'auto blu - la Procura apre un'inchiesta

La decisione dopo un articolo pubblicato dall'Espresso, che ha mostrato le immagini della donna sul mezzo di servizio del compagno

sabato 28 gennaio 2012

Mezzojuso. Il primo numero 2012 di Eco della Brigna

Come di consueto si apre con l'editoriale di Don Enzo Cosentino il n. 85/2012 di Eco della Brigna, edito a Mezzojuso .

L'editoriale

Lettera di Mons. Sotir Ferrara
(Continua)

Flash sulla nostra Storia

A proposito delle liberalizzazioni di Mario Monti
Tributi,
Angarie,
Perangarie varie
soffocavano le misere popolazioni delle Terre feudali di Sicilia nel XVII e XVIII secolo.
A Contessa, come d'altronde in tutte le Terre baronali, vigeva l'obbligo di "macinare" il grano esclusivamente nei mulini di proprietà del Marchese di Giuliana (quelli di Bagnitelle).
I mugnai-gestori di Bagnitelle (monopolio dei primogeniti Clesi già ai primi del Cinquecento) in quel contesto socio-economico assolvevano al ruolo di agenti riscossori della tassa sul macinato sia nell'interesse del marchese di Giuliana (i principi Colonna) e sia dell'Università di Contessa (il Comune).
Il clero era allora esentato dall'imposta sul macinato e forse questa circostanza aiuta a spiegare l'elevato numero di papas (spesso eccedenti le venti unità) presenti a Contessa.
Solo un paio di decenni prima che finisse il Settecento la popolazione ha avuto la possibilità di scegliere di poter lavorare i campi al di fuori del territorio baronale -che peraltro aveva cominciato a frammentarsi- e di macinare eventualmente nei mulini del monastero di Santa Maria del Bosco (Alvano ed altri).
Sempre grazie a questo splendido processo di liberalizzazione avviato da un uomo dell'Illuminismo settecentesco, il Vicerè Caracciolo, iniziò pure il primo flusso, sia pure labile ma significativo, di emigrazione contessiota verso il Texas, che sarebbe diventato un fiume in piena un secolo dopo (nel dopo Unità) in direzione -questa volta- della Louisiania.

Senso civico, tasse e disagio cittadino: cosa è l'Imu ?

A partire dal corrente anno (2012) scompare l'I.c.i. -la tassazione sugli immobili- ed arriva una nuova imposta municipale.
La nuova imposta accorpa a sè l'imposta irpef sui redditi fondiari degli immobili non locati.
L'I.M.U. -questo il nome- rispetto all'I.c.i. va applicata anche sull'abitazione principale, che come sappiamo risultava esente dal 2008.
La base imponibile coincide con quella dell'I.c.i. e però con coefficenti di moltiplicazione rivalutati da 100 a 160.
La prima rata andrà versata entro il 18 giugno ed il saldo entro il 17 dicembre.
Le aliquote sulla base dello 0,76% saranno fissate dai Comuni che potranno -entro margini- manovrarli entro il termine del 30 giugno.  Saranno sempre i Comuni a fissare la scaletta delle agevolazioni.

Va tenuto presente che oltre la metà dell'introito andrà allo Stato.
Una delle novità di rilievo, rispetto alla vecchia I.c.i., è che il concetto di 'abitazione principale' è parecchio più stringente: è richiesta la residenza anagrafica congiuntamente al titolo di proprietà. La conseguenza è che non costituisce più abitazione principale quella affidata in comodato ai familiari.
(Continua)

Religioni. Le fratture sono facili, le ricomposizioni non altrettanto


Il complesso architettonico della chiesa ortodossa russa di Bari, dedicata a san Nicola di Myra, è passato nella piena disponibilità del al Patriarcato Russo.
La consegna  è avvenuta nei giorni scorsi alla presenza del sindaco della città, Michele Emiliano, dell’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Meshkov, del responsabile delle Istituzioni estere del Patriarcato, arcivescovo Mark Golovkov, e del rettore della chiesa, Andrej Boitsov.
Avvenne l'1º marzo 2009 che il capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, consegnò simbolicamente le chiavi di San Nicola al presidente russo Dmitrij Medvedev.
La Chiesa era stata costruita ai primi del '900 dall'Impero dello Zar, sotto il fascismo divenne proprietà del Comune di Bari, e solamente dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa romana mostrò disponibilità nei confronti della Chiesa Ortodossa.

venerdì 27 gennaio 2012

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera e la giungla dei privilegi

Corriere della Sera

il confronto tra le buste paga delle giunte locali

Regioni, la giungla dei privilegi
In Sicilia e Sardegna stipendi record

Tagli per Vendola e Chiodi. Ma a Cota vanno 1.779 euro in più della Bresso

Raffaele Lombardo (Imagoeconomica) Raffaele Lombardo
ROMA - Al governatore siciliano Raffaele Lombardo
la sola definizione di gabbie salariali «fa schifo». La sua coerenza è da lodare. Alla guida di una Regione con un numero di abitanti pressoché identico a quello del Veneto, ma un costo della vita inferiore del 9,4%, Lombardo porta a casa fra indennità e rimborsi il 43% in più del suo collega Luca Zaia: 170.319 euro netti l'anno contro 118.703, secondo i dati contenuti nel sito ufficiale della conferenza dei governatori ( www.parlamentiregionali.it ). Senza considerare, poi, la differenza abissale nella ricchezza di quei due territori. Il prodotto interno lordo del Veneto, dice l'Istat, è del 75% superiore a quello della Sicilia.
La verità è che in Italia le uniche gabbie salariali esistenti (quel sistema in voga un tempo per cui gli stipendi erano più bassi dove il costo della vita era inferiore) ce le hanno i politici. Però al contrario. Ha senso che un consigliere regionale molisano, dove la vita costa il 32,8% in meno, intaschi ogni mese fra indennità e rimborsi vari 10.125 euro netti contro gli 8.639 del suo collega della Liguria? E sorvoliamo sul fatto che il Molise ha un quinto degli abitanti della Liguria e una ricchezza procapite del 37% inferiore.
Ha senso che un consigliere regionale dell'Emilia Romagna abbia un appannaggio netto pari a metà di quello del consigliere della Sardegna (5.666 euro contro 11.417)? O che la busta paga del governatore della Calabria, pure dopo essere stata tagliata di 27 mila euro, sia ancora di 43 mila euro l'anno superiore a quella del presidente della Toscana?
Conosciamo le argomentazioni di chi difende il proprio status quo: i dati vanno presi con le molle, anche quelli ufficiali. Vero, ma anche con queste precauzioni certi numeri fanno sempre fare un salto sulla sedia. Per quanto il presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder si dica profondamente convinto di meritarsi i 25.620 euro che fra stipendio e rimborsi gli toccano ogni mese, perché lui lavora dall'alba a notte fonda, è stato rilevato che l'impegno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama non è certamente inferiore al suo: per 2.600 euro di meno nella busta paga.
Così, se si deve accogliere con un applauso l'affermazione del governatore sardo Ugo Cappellacci, il quale ha fatto presente di aver rinunciato «già da tempo all'indennità di presidente e anche all'auto blu per dare un segnale personale in un momento difficile per tutti», è impossibile non ricordare come per mantenere il Consiglio regionale ogni cittadino della Sardegna sopporti una spesa almeno sei volte superiore rispetto a ciascun lombardo o a ogni residente in Emilia-Romagna. Tanto che basterebbe semplicemente equiparare il costo dei 20 parlamentini regionali per far risparmiare ai contribuenti una somma tutt'altro che trascurabile: 606 milioni di euro l'anno. Anche perché se i Consigli regionali dell'Emilia-Romagna o della Lombardia funzionano bene con circa 8 euro per abitante, non si capisce perché per l'Assemblea regionale siciliana ne debbano servire quasi 35 e per il Consiglio della Valle D'Aosta addirittura 124.
Il fatto è che troppo spesso, nelle Regioni Italiane, l'autonomia ha avuto risvolti insensati, dando vita a una giungla di privilegi e retribuzioni nella quale sarebbe opportuno mettere finalmente un po' d'ordine. L'occasione per uniformare voci come le indennità e i rimborsi poteva essere offerta dalla necessità di tagliare i costi della politica. È accaduto invece esattamente il contrario, e quella giungla è diventata se possibile ancora più fitta. Istruttivo è il confronto fra gli emolumenti massimi dei governatori e dei consiglieri di cinque anni fa e quelli di oggi, entrambi rilevati dalla stessa fonte: il sito www.parlamentiregionali.it . La tabella in questa pagina paragona gli «stipendi massimi» mensili, pubblicati dalla conferenza dei presidenti regionali nell'estate del 2007, e riportati dal Corriere il 2 agosto di quell'anno, con quelli aggiornati al 23 gennaio scorso. Dove per «stipendio massimo» si intende la somma della indennità di carica e dei rimborsi (massimi) consentiti.
Fra i governatori, il taglio più consistente è quello subito dagli emolumenti di quello abruzzese. Roberto Chiodi ha diritto oggi a una retribuzione, comprensiva dei rimborsi, pari a 8.450 euro netti al mese: 5.394 euro in meno rispetto a quella spettante nel 2007 al suo predecessore di centrosinistra Ottaviano Del Turco. C'è poi la Puglia: al presidente della giunta regionale toccano 14.595 euro netti al mese. Fra indennità e rimborsi, Nichi Vendola ha ridimensionato il proprio assegno di 4.290 euro. Al terzo posto il Veneto, il cui governatore leghista, Luca Zaia, ha una busta paga più leggera rispetto a Giancarlo Galan, che guidava la giunta nel 2007, di 2.724 euro al mese. Una sforbiciata analoga a quella subita dagli emolumenti dei loro colleghi Vasco Errani (Emilia-Romagna, meno 2.238 euro) e Giuseppe Scopelliti (Calabria, meno 2.224). Fin qui i tagli più evidenti, ai quali si devono aggiungere quelli ancora più considerevoli apportati agli assegni dei consiglieri semplici emiliano-romagnoli (-5.387), abruzzesi (-7.283) e piemontesi (-8.975). In queste tre regioni le retribuzioni dei «peones» nei consigli regionali sono state ridotte di ben oltre la metà. A giudicare però dai dati forniti dalla conferenza dei governatori non si ride nemmeno in Puglia, i cui consiglieri hanno dovuto rinunciare a 3.398 euro netti al mese. E neppure nel Lazio, dove il giro di vite è stato di 2.747 euro mensili. Anche se in questo caso c'è da dire che la tosata interessa oggi praticamente un solo consigliere: Antonio Cicchetti, l'unico senza un incarico che dia luogo a qualche indennità supplementare.
Fin qui le sforbiciate più appariscenti. Perché ci sono anche Regioni che al massimo hanno tagliato le doppie punte. Come la Sicilia: Raffaele Lombardo guadagna oggi 136 euro al mese in meno di Totò Cuffaro. O la Basilicata, che ha ridotto la paga del governatore di 285 euro al mese, da 9.506 a 9.221 euro netti. O ancora la Lombardia. Se Roberto Formigoni si è visto ridurre lo stipendio di 325 euro fra il 2007 e il 2012, un semplice consigliere regionale lombardo prende attualmente 12.523 euro al mese: 32 in meno nel confronto con cinque anni fa. Un caffè al giorno. E la sua retribuzione, considerando anche i rimborsi che gli spettano, è quella record fra tutte le Regioni. Di più: Lombardia e Puglia hanno un sistema di calcolo della liquidazione ben 2,4 volte più favorevole rispetto a quello delle altre assemblee legislative regionali, dello stesso Parlamento, nonché di tutti i comuni mortali. Lì, per ogni mandato di cinque anni, i consiglieri hanno infatti diritto a un anno di stipendio.
Per non parlare di chi quelle paghe le ha fermate nel tempo, come la Sardegna. Mentre c'è chi è arrivato anche ad aumentarle. Secondo il sito della conferenza dei presidenti regionali il governatore del Piemonte Roberto Cota ha diritto oggi, fra indennità netta (5.506 euro) e rimborsi (7.543 euro) a emolumenti per un totale di 13.049 euro. Cifra superiore di 1.779 euro a quella che lo stesso sito riportava cinque anni fa, quando la giunta piemontese era guidata da Mercedes Bresso. Con un aumento di 501 euro al mese il presidente della giunta regionale dell'Umbria, ha quindi scavalcato il suo collega toscano che è scivolato così in fondo alla classifica delle retribuzioni. Nelle Marche c'è stato invece un ritocchino di 184 euro al mese, mentre in Friuli-Venezia Giulia i consiglieri «semplici» hanno superato la barriera degli 8 mila euro netti al mese grazie a un incremento di 685 euro. Idem in Basilicata. Ma qui l'aumento è stato di oltre mille euro.
E continua a far sorridere il fatto che pur con tutti questi tagli i presidenti delle nostre Regioni restano ancora, e in qualche caso di gran lunga, più pagati dei governatori americani.
Sergio Rizzo
Sicilia. Normanni, forconi e parassitismo
In questi giorni in cui i “forconi” hanno sfilato per le vie di Palermo, hanno piegato la gracile economia dell’isola paralizzando la circolazione delle persone e dei beni, a più di qualcuno è venuto in mente di rispolverare la Storia di Sicilia, dai Normanni ai Vespri, dai feudi ai baroni, dai nobili barocchi ai principi illuminati alla Caracciolo, da Garibaldi ai Fasci. Sullo sfondo di tanti entusiasmanti avvenimenti c’è sempre stato il nobile Palazzo dei Normanni. Oggi in quell’edificio è ospitata l’Assemblea Regionale, l’organismo politico per eccellenza dell’isola. Lì con la media di un’ora alla settimana si riuniscono 90 signori, trenta dei quali indagati dalla Magistratura, per comunicare fra loro più con gesti, scacciatine d’occhio e battute di spalle che con discorsi o con visioni progettuali.
In quell’Aula, nei sessant’anni di Autonomia Regionale, sono passati figure di spessore che hanno esercitato con passione il ruolo da loro impersonato. Oggi cercare fra i 90, superpagati da nababi,  persone  culturalmente e politicamente in gamba è davvero una impresa.
Chi scrive queste righe ha avuto personalmente l’opportunità di conoscere alcuni di costoro. Per mostrarsi all’altezza del loro compito non sfoggiano né l’attitudine culturale né l’acutezza della visione politica ma, tutti, tengono a mostrare di essere “furbi”, “svegli”, “uomini di questo mondo”, persone in gamba insomma.
In quel nobile Palazzo si vive la Storia, ma gli inquilini odierni sembrano voler dire “Oggi ci siamo e domani forse non ci saremo.   Facciamo ciò che ci serve e al resto pensa Dio”.
Certo i 90 pensano a loro e alle loro remunerazioni da €. 20.000,oo mensili in su, ma pensano anche all’apparato amministrativo di oltre 200 dipendenti che nel Palazzo pure vive e respira l’aria, già respirata da Federico II.
Costoro, i funzionari dell’Ars, hanno retribuzioni agganciate in automatico al trattamento economico del Senato della Repubblica.
Il ridicoilo  è che tutto questo arraffa arraffa di soldi viene giustificato con l’autorevolezza dell’esercizio delle funzioni che, andando indietro nella Storia, si fanno risalire alla nazione siciliana voluta, niente di meno, da Ruggero II.
Se l’Ars fosse davvero sede di un nobile organismo e avesse rispetto del proprio ruolo, specialmente in questo frangente di difficoltà che attraversa l’isola, ragguaglierebbe le proprie spese a quelle del Consiglio regionale della Lombardia con un risparmio di almeno cento milioni di euro. Ma il presidente Cascio e con lui tutti i 90 non hanno avviato alcuna iniziativa tendente a tale riassestamento.
Quel Palazzo è opaco, non sente i guai che vive oggi il territorio siciliano e continua ad andare avanti sulla strada della pomposità barocca (ovviamente per non fare dispetto a Ruggero II o a Federico II).
Gli stipendi di dipendenti e dirigenti sono non solo abnormi rispetto a quelli degli altri dipendenti della stessa regione Sicilia e degli altri di pendenti statali e degli Enti locali, ma fruiscono pure di una  “indennità compensativa di produttività”, sin dal 2004.
Quest’indennità equivale ad una sorta di sedicesima -secondo quanto scrivono i giornali-  perché va a conguagliare l’orario da 37,5 a 40 ore settimanali, festività soppresse ed altro.
279 dipendenti che vivono fuori dal mondo e che respirano l’aria di Ruggero II.
Tutto ciò mentre gli aristocratici di un tempo, a cavallo, guidano le sfilate dei "forconi" per le vie di Palermo.

Malessere siciliano e spazi vuoti della politica

Ieri, in appena un'ora di discussione, Raffaele Lombardo ha riferito all'Assemblea Regionale (Ars) la sostanza della sua recente missione romana per incontrare Mario Monti e per raccordarsi col governo nazionale su come affrontare il malessere della gente dell'isola, esploso nella ribellione dei "forconi".
A Roma da quel che ha riferito il governatore si è discusso:
-del costo del carburante,
-del traghettamento sullo Stretto di Messina,
-e delle tariffe autostradali.
Su questi punti Monti ha ricordato che già in precedenza i costi autostradali sono stati abbattuti per gli autotrasportatori e che per il 2011 sono stati messi a disposizione da parte dello Stato ben 130 milioni di euro e per il 2012 circa 70 milioni, più altri 100 milioni in corso di assegnazione.
L'Assessore Piero Carmelo Russo (l'assessore meno che cinquantenne e pensionato regionale per dover assistere un familiare) ha specificato che la Sicilia ha ottenuto
- L'immediato ripristino di almeno un treno a lunga percorrenza notturno, con destinazione Milano o Torino, secondo le indicazioni della Regione,
- l'impegno a migliorare complessivamente la frequenza dei collegamenti ferroviari da e per la Sicilia,
- Per il settore infrastrutturale   sono state date importanti conferme sulla immediata disponibilità delle risorse, circa tre miliardi di euro, destinate ad opere strategiche, a cominciare dalla direttrice ferroviaria Catania-Palermo ad alta capacità.
La Regione Siciliana aveva portato all'attenzione del Governo Monti diciannove problematiche.
-Nell'ambito dell'applicazione del federalismo, la Sicilia pare abbia ottenuto che le prime materie che verranno affrontate nei tavoli tecnici istituiti a Roma quelle delle accise sui carburanti e della compartecipazione alla spesa sanitaria da parte della Regione.
-Il ponte sullo Stretto -ha confermato il governatore- non e' stato definanziato nell'ultima seduta del Cipe, bensì nel corso di un rastrellamento di miliardi di euro che e' avvenuto precedentemente. Adesso, sostiene Lombardo, si attende l'ok della valutazione di impatto ambientale per poi eventualmente reperire le risorse necessarie.
-Una risposta negativa sarebbe invece arrivata per quanto riguarda la tutela dei prodotti agricoli siciliani, perchè secondo quanto riferisce una nota di Lombardo, l'Unione Europea interverrebbe sul comportamento di favore.
 
=Roma avrebbe posto l'attenzione a che la Regione punti al contenimento della spesa pubblica anche al fine di consentire una rapida approvazione del bilancio.
=Monti avrebbe raccomandato una piu' rapida attuazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali ed avrebbe pure garantito la disponibilita' del Governo a fornire ogni ulteriore assistenza tecnica e amministrativa utile al conseguimento degli obiettivi comuni sopra indicati.
= Il premier avrebbe inoltre preso atto dell'impegno del Governo regionale ad adoperarsi per il ritorno alla normalita' in materia di ordine pubblico e di libera circolazione delle persone e delle merci, apprezzando il clima di leale collaborazione istituzionale nel quale si e' svolto l'incontro.
Quello tratteggiato è quanto fatto conoscere dai politici siciliani; ben altro è stato diffuso invece dalle fonti giornalistiche, ossia che dei 19 punti sollevati da Raffaele Lombardo ben il 90% delle problematiche competono all'esclusiva competenza della Regione a Statuto Speciale Sicilia.

27 gennaio, giorno della memoria

« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

La memoria.
E’ essa il fondamento su cui si regge la convivenza civile, è attraverso di essa che si trasmette la cultura.
Ci dicono che nel nostro organismo esistono miliardi e miliardi di neuroni che hanno il compito di ricordare, che si preoccupano di organizzare nel nostro cervello una specie di biblioteca. Ora, se strutturalmente siamo fatti per ricordare, è chiaro che la “memoria” è essenziale all'essere umano. D’altronde ognuno di noi possiede una “umanità”, una “personalità”, una identità che è alimentata dalla memoria che ci portiamo appresso.
Lo sviluppo dell’Occidente, sin dall’origine greca ad oggi, attinge proprio al valore della “memoria”, ai fatti che ci hanno preceduto  per  sviluppare il presente, anzi per vivere il presente e per progettare il futuro.
Tutti abbiamo un passato, senza un passato non esisteremmo; la vita, la cultura, tutto ciò che abbiamo e che siamo lo riceviamo dal passato.
Noi tutti viamo dei nostri ricordi e di ciò che abbiamo nel cuore. Avere memoria significa avere radici, saper vivere adeguatamente il presente e non avere angoscia per il futuro.
Memoria significa di certo ricordare il passato con le sue luce e le sue ombre e sotto questa angolatura la “memoria” ci serve per vincere, superare, i nostri tanti errori, cui siamo chiamati a dare attenzione con senso critico e con senso di responsabilità.
Tanti di noi puntano sull’oblio per non presentare il conto dei propri errori. In questo caso si parla di “dimenticare”, nel senso di far uscire dalla mente, oppure di “scordare” nel senso di far uscire dal cuore. Qualche volta l’oblio può servire, ma non deve e non può significare sottrarsi alle proprie responsabilità.
Giorno della memoria, oggi 27 gennaio, deve significare ed in effetti significa essere consapevoli di ciò che è avvenuto con la Shoah: esseri umani che hanno sterminato altri esseri umani inermi senza che esistesse una spiegazione umana. Significa anche dare atto ai tanti eroi che a rischio della vita si sono adoperati a salvare altre vite.
Ciò che è accaduto, quell’esperienza, quella memoria non è “neutrale”; quei fatti implicano infatti un giudizio, un giudizio di condanna perché non abbiano mai più a ripetersi.
La memoria, non essendo un esercizio rievocativo neutro di fatti storici ma coscienza e consapevolezza che essi non abbiano mai più ad accadere nel nostro presente, proprio per questa ragione sta alla base della nostra civiltà.