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venerdì 1 luglio 2011

Rendiconto Regione. Se i siciliani vivessero la situazione socio-economica della Lombardia sarebbero più "leghisti" di Bossi E Maroni

Dice la Corte dei Conti:
-La Regione siciliana ha un numero altissimo di dipendenti e dirigenti regionali,
-La spesa dalla sanità è elevata
-E’ diminuita l’assegnazione degli appalti.
Ieri, in forma solenne, alla presenza delle autorità in udienza pubblica la Corte ha espresso il giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio 2010.
Costi e numeri della Pubblica amministrazione
Nel corso del 2010, tra personale a tempo determinato ed indeterminato, la Regione ha avuto a disposizionei 20.717 persone impiegate. I dirigenti della Regione sono 1.963 a tempo indeterminato oltre ad altri 70 assunti con contratto fra “persone esterne”. Nel dato non sono computati gli oltre 6 mila precari regionali, (né ovviamente i 24 mila precari degli enti locali).
La Regione Lombardia ha quasi il doppio degli abitanti della Sicilia e tuttavia, per il 2010 ha utilizzato solo 3.175 dipendenti e 223 dirigenti.
Il costo del personale regionale in servizio, escludendo i pensionati quindi, è stato di 1 miliardo e 28 milioni di euro. In Lombardia per la stessa voce nel 2010 si sono spesi 127 milioni di euro.
Costi e numeri della Sanità
La spesa della Sanità, nel 2010 è continuata a costare ai contribuenti circa 1 milione di euro all’ora. Le strutture convenzionate costano, circa 1 miliardo e 96 milioni di euro, e sono precisamente 1.646. Il Piemonte ne conta solo 144.
Negativo è il dato sulla mobilita sanitaria extraregionale, la differenza tra quanto spende la Regione per i siciliani che vanno a curarsi fuori (mobilità passiva) e quanto incassa per ricoveri di non siciliani che si curano in Sicilia (mobilità attiva): si sono incassati circa 51 milioni e si sono spesi quasi 238 milioni di Euro, con un saldo negativo di 187 milioni di euro. Un dato che si deve ai calabresi che vengono a curarsi nell’Isola.
La spesa farmaceutica ascende a 1 miliardo e 52 milioni, cioè + 1,19 per cento rispetto al precedente anno.
Situazione Appalti pubblici
Gli appalti pubblici di importo superiore a 150 mila euro, e le conseguenti aggiudicazioni sono state solo 652 per l’anno 2010. Una mazzata per il settore delle costruzioni; si pensi che nel 2007 le aggiudicazioni sono state 1.022. In Sicilia si sta verificando quanto accadeva ai nobili (gli aristocratici) qualche tempo fa: vivevano sul patrimonio, ossia vendevano le proprietà per mantenere il tenore di vita di un tempo. In Sicilia non facciamo più investimenti, ci stiamo mangiando tutto in stipendi clientelari, inventando posti di lavoro che non esistono, invece di “investire” e creare occupazione “vera”.
Altro problema sollevato dalla Corte dei Conti riguarda la lentezza degli appalti aggiudicati nel 2005. Solo il 46 per cento risultano terminati e collaudati. C’è quindi più della metà, il 54%, che dopo sei anni è ancora in corso di completamento.
I 1.738 cantieri di lavoro aperti nell'isola hanno dato una sia pure minima opportunità per a 28.000 disoccupati siciliani.
In conclusione
la fotografia della burocrazia siciliana è brutta e deprimente. La Corte dei Conti non l’ha detto, lo diciamo noi, “i siciliani non dispongono di una vera classe dirigente”. Abbiamo dei politicanti al posto dei politici, al posto degli “uomini di stato”.

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