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martedì 31 maggio 2011

La spesa pubblica italiana è destinata agli sprechi, alle auto blù, .... mentre la stragrande maggioranza dei pensionati vive con €. 500,oo al mese

Il mondo dei pensionati
Agli estremi delle categorie di pensionati-Inps stanno, da un lato, gli ex-piloti che percepiscono in media 45.333,oo euro annui (3.500,oo mensili) e dall’altro gli ex-cococo (i precari) con 1.700,oo euro annui (poco più di 100 euro mensili)a carico della “gestione separata”.
La riforma pensionistica degli ultimi anni comincia a far vedere i suoi effetti con le pensioni di miseria che saranno la prospettiva dei nostri figli.
Il Rapporto annuale dell'Inps evidenzia inoltre che fruiscono di un assegno pensionistico leggero pure i preti (Fondo per il clero) con una cifra che va dalle 7.464,oo alle 14.404,oo euro annue.
Superano i lavoratori dell'aria solo gli ex dirigenti con una pensione annua media di 49.246 euro mentre i pensionati del fondo telefonici hanno un importo annuo medio di 25.416 euro, di poco superiore agli ex lavoratori elettrici (24.424).
Per gli ex coltivatori diretti la media dei trattamenti di pensione è di 7.940 euro, al livello di quella degli artigiani (7.937 per oltre 1,5 milioni di trattamenti).
Per gli esercenti attività commerciali si registra una media di 9.196 euro all'anno.
Vivere da pensionati è molto più difficile al Sud, dove l'assegno è inferiore del 19,5% rispetto al nord-ovest e del 12,1% rispetto alle media italiana.
Il 50% dei pensionati Inps, ossia la gran parte dei lavoratori con una vita lavorativa/contributiva precaria nel corso della loro vita, percepisce meno di €. 500,oo al mese. Questa è la cifra della quasi totalità dei pensionati di Contessa Entellina.

Quando andranno a casa i signori "politicanti" che da venti/trenta anni (s)governano il paese ?

C'è la crisi, ed abbiamo la sensazione che i politicanti ci facciano intendere che il conto -della crisi- lo debbano pagare i precari, i giovani disoccupati e  tutti gli italiani.
Perchè invece non pagano i politicanti di professione ?
A) Il Presidente della Provincia non ha soldi per conservare in condizioni discrete la viabilità del territorio, però dispone dei soldi per comprare auto blu da 60 o 70 mila euro.
In Italia basta insediarsi in un incarico pubblico e scattano compensi, segretari, segretarie, auto blù.
Tolte le quattro cariche dello Stato, (Presidente della Repubblica, Presitdente del Senato, Presidente della Camera e Presidente del Consiglio) tutti gli altri potrebbero girare con la Panda, o meglio ancora con i taxi. E invece no.
Abbiamo qualchè giorno fa preso atto che l'Istat ha rilevato che la retribuzione media di un italiano è inferiore a €. 1.300,oo; per quale ragione, quindi, gli italiani devono pagare le auto blù a Raffaele Lombardo e al signore che presiede la Provincia regionale di Palermo e a tutti i loro omologhi ?
B) Un altro degli scandali è quello dei finanziamenti pubblici delle campagne elettorali, quando ad ogni partito viene dato un rimborso di un euro per voto, anche nel caso di scioglimento prematuro delle Camere.
C) E c’è dell’altro.
Vi sono tanti ex, tra presidenti della Repubblica e delle Camere, presidenti dell’Assemblea regionale, presidenti di Commissioni, ministri, alti magistrati ed altri che continuano a usufruire di auto blu, di segreterie e di rimborsi di vario genere.
Tutto ciò non accade in Svezia o in Svizzera, dove ogni responsabile pubblico, alla fine della carriera o del mandato, ridiventa un privato cittadino e perde ogni indennità o privilegio, mentre continua a vivere con la pensione o con il reddito del proprio lavoro.
C) Le spese di Camera, Senato, Quirinale, Assemblea regionale, sono superiori alle corrispondenti istituzioni d’Europa. In particolare, Palazzo dei Normanni, con i suoi 171 milioni rispetto ai 72 milioni della Lombardia, è l’emblema dello spreco, del barocchismo, della scarsa “intelligenza” (nel senso di avvedutezza) dei nostri politici.
Sì, i nostri politicanti  sono più scadenti e costano di più !
Ci spiegassero almeno cosa fanno i “deputati” regionali siciliani in più rispetto ai consiglieri regionali della Lombardia !
Se poi gli elettori puniscono, come è giusto punire, i partiti che (s)governano la cosa pubblica, per perseguire i loro affari personali, fanno male ?
No, gli elettori italiani e regionali hanno la colpa di non essersi sbarazzati della classe politica che sta sempre lì, in più casi, da oltre trenta anni.
Un buon numero di parlamentari, si è talmente innamorato di Camera e Senato, che nell'ultima tornata elettorale (2008) si è fatto includere nelle liste (di nomina) pure le mogli.
Con la loro (e delle mogli) nomina a deputato/senatore fanno in pratica "casa e putia".
Il sistema elettorale italiano è tanto democratico, infatti, che fa in modo che quattro/cinque signori (Boss di partiti: Berlusconi, Bossi, Casini, D'Alema/Veltroni) scelgano i parlamentari in luogo degli elettori, cui compete solamente di riflettere "o ti mangi sta minestra, o ti jecchi da finestra".
Sono i quattro/cinque signori che, dopo aver compilato la lista dei "nominati", fingeranno durante la legislatura di litigare fra loro.

lunedì 30 maggio 2011

Milano e Napoli vanno al polo del centro-sinistra, ma i due neo sindaci non sono (nè del pdl) nè del pd

L'Italia ha voglia di cambiare, vuole liberarsi dai ceppi che gli apparati politici hanno creato per "bloccare il sistema".
Il voto di Milano e Napoli, due realtà metropolitane diverse l'una dall'altra, dicono: "Non ne possiamo più dei partiti del parassitismo".
A Napoli e a Milano, diciamolo chiaro: hanno perso sia il PDL di Berlusconi che il PD di Veltroni, D'Alema ed altri inciuciatori.
Esponenti, personaggi di piccole formazioni politiche come Giuliano Pisapia di "Sinistra e Libertà", come De Magistris, appartenente a Italia dei Valori (ma verosimilmente indipendente) possono vincere sui candidati "opachi" che i due partiti  del finto bipartitismo (PDL e PD) mettono in campo, ed il cui unico onere è di rendere omaggio ai rispettivi "capi".
E' segno di stanchezza: l'Italia non ne può più di piccoli uomini, messi in  lista dai segretari dei partiti.
Il risultato di oggi sulle elezioni di Napoli e Milano dicono che gli italiani sanno scegliere da loro i propri amministratori, e che gli uomini di Berlusconi, Bossi, D'Alema e Veltroni ormai -alla luce di un bel pò di casi, che ovviamente non intendiamo generalizzare- fanno un pò di "nausea".
Adesso c'è da augurarsi che dopo la "rivolta" dell'elettorato, sia Pisapia che De Magistris, oltre alla loro etica di trasparenza ed onestà sappiano dimostrare di saper "amministrare".
E questo non è un aspetto secondario.
Intanto per oggi godiamoci la batosta inflitta agli apparati sia del PDL, che del PD; anche in questo caso con le dovute graduazioni di responsabilità fra l'uno e l'altro.

Agricoltura. Come gestire dal punto di vista previdenziale-retributivo i lavori occasionali, sottraendosi al lavoro nero

Dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni che sono iscritti ad un ciclo di studi possono lavorare in campagna nel periodo estivo ed essere remunerati con i buoni lavoro voucher. Un'iniziativa che potrebbe coinvolgere molti ragazzi per un'esperienza lavorativa una volta terminato l'anno scolastico.
Secondo la Coldiretti in estate saranno almeno 200mila i giovani impegnati nelle campagne di raccolta di frutta, verdura, nonchè nella vendemmia a fine stagione estiva.
In controtendenza rispetto all'andamento generale - sottolinea l'organizzazione agricola - è infatti tornata ad aumentare l'occupazione nelle campagne dove è giovane addirittura un lavoratore dipendente su quattro.
Nel 2010 si è verificato un aumento degli occupati in agricoltura dell'1,9% a fronte del calo generale dello 0,7%. Le opportunità di lavoro – sostiene la Coldiretti - si registrano per figure professionali tradizionali che vanno
dal trattorista
al taglialegna fino
al potatore,
ma anche per quelle innovative all'interno dell'impresa agricola come l'addetto alla vendita diretta di prodotti tipici,
alla macellazione,
alla vinificazione
o alla produzione di yogurt e formaggi.
Lo strumento dei voucher è stato introdotto per la prima volta proprio in occasione della vendemmia del 2008 e da allora sono stati oltre 3,3 milioni quelli dal valore di 10 euro staccati per remunerare il lavoro in campagna.
L'agricoltura è infatti il settore che ha più utilizzato questa opportunità di lavoro, con circa il 27% dei voucher totali emessi.

COSA SONO I BUONI LAVORO VOUCHER
I Voucher Inps, per la loro flessibilità e mobilità si prestano con una certa facilità al pagamento di tutte quelle prestazioni di lavoro che sono dette occasionali e accessorie.
I buoni oggi messi in circolazione hanno valori predeterminati e non sono divisibili. Ne esistono di tre tagli:
• 10 euro;
• 20 euro (consistono in due buoni da dieci euro unificati e non separabili);
• 50 euro (consistono in cinque buoni da dieci euro unificati e non separabili);
Il valore nominale di ogni voucher, qualunque sia il suo taglio, comprende la contribuzione a favore della gestione separata INPS che verrà accreditata sulla posizione contributiva del lavoratore, la contribuzione in favore dell’INAIL per l’assicurazione anti infortuni, e un compenso al concessionario per la gestione del servizio (pari al 5%).
Il valore netto di un voucher da 10 euro si riduce dunque a 7,50 euro, 15,50 nel caso di un voucher da 20 euro e 37,50 per un voucher da 50 euro.
Dove acquistare i buoni
Lo si può fare rapidamente tramite la procedura cartacea, la procedura telematica o più semplicemente recandosi presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati.
Dove riscuotere i buoni
I lavoratori potranno riscuotere i buoni semplicemente recandosi presso gli uffici postali presenti nel territorio nazionale. Il buono dovrà essere compilato in ogni sua parte (codice fiscale del committente, codice fiscale del lavoratore, data inizio, data fine etc) in maniera chiara e precisa, per un corretto accredito dei contributi previdenziali.
La riscossione potrà avvenire anche tramite procedura telematica , e in questo caso il lavoratore dovrà accertarsi d’aver comunicato in maniera corretta il proprio indirizzo all’Istituto che provvederà in breve tempo all’invio di comunicazioni, bonifici domiciliati e quant’altro.
Chi, oltre alle aziende agricole, può utilizzare lavoratori occasionali mediante Voucher ?
•Le famiglie;
•Gli enti senza fini di lucro;
•I soggetti non imprenditori;
•Le imprese familiari
•imprenditori operanti in tutti i settori;
•committenti pubblici (in caso di prestazioni per manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e di lavori di emergenza o di solidarietà, rese direttamente dal lavoratore senza il tramite di intermediari, il beneficiario può essere anche un committente pubblico).
•Gli Enti locali possono impiegare i voucher anche per lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione edifici, strade, parchi e monumenti.
Chi sono i soggetti che possono essere pagati, per lavori occasionali, con voucher ?
•I pensionati titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio;
• Gli studenti nei periodi di vacanza
(sono considerati studenti "i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l'Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado”.
I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte del genitore o di chi esercita la potestà genitoriale).
-Per “periodi di vacanza” si intendono (Circolare n. 4 del 3 febbraio 2005 del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali):
 a) per “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;
 b) per “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell'Angelo;
 c) per “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre;
Gli studenti possono effettuare prestazioni di lavoro occasionale anche il sabato e la domenica in tutti i periodi dell’anno, oltre che nei periodi di vacanza e compatibilmente con gli impegni scolastici.
Gli studenti iscritti ad un ciclo regolare di studi universitari possono svolgere lavoro occasionale accessorio in qualunque periodo dell'anno.
• I percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito (anni 2009-2010 e 2011) cassintegrati, titolari di disoccupazione ordinaria, disoccupazione speciale per l'edilizia e i lavoratori in mobilità;
• I lavoratori in part-time (anni 2010 e 2011)
(i titolari di contratti di lavoro a tempo parziale possono svolgere prestazioni lavorative di natura occasionale nell'ambito di qualsiasi settore produttivo, con esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale).
• altre categorie di prestatori inoccupati, titolari di disoccupazione a requisiti ridotti o disoccupazione speciale per agricoltura, lavoratori dipendenti pubblici e privati, nell'ambito delle tipologie di attività individuate dalla norma.
Attività lavorative in cui è ammessa l'opportunità dei voucher
In base alla normativa attuale, sono considerate prestazioni di lavoro occasionale accessorio le attività svolte nell’ambito:
•di lavori domestici;
•di lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti (tali prestazioni possono essere richieste anche dagli Enti locali);
•dell’insegnamento privato supplementare;
•di manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli o di lavori di emergenza o di solidarietà (tali prestazioni possono essere richieste anche da committenti pubblici oltre che da aziende e da committenti privati);
•in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti locali, Scuole e Università, il sabato e la domenica e nei periodi di vacanza e compatibilmente con gli impegni scolastici da parte dei giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università o un istituto scolastico di ogni ordine e grado (per qualunque tipologia di attività);
•di attività agricole rese a favore di:
- imprenditori di aziende di qualunque dimensione, limitatamente però alle attività di carattere stagionale e solo per le prestazioni rese da casalinghe, pensionati, giovani di cui alla lett. e) e – per gli anni 2010 e 2011 – soggetti percettori di misure di sostegno al reddito e lavoratori in part-time;
- imprenditori con volume d’affari non superiore a 7.000 euro, per le prestazioni rese dalla generalità dei soggetti, anche per attività non stagionali;
•dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del codice civile, nell’ambito di tutti i settori produttivi, sia per le attività espressamente contemplate alle lett. b, d, h, sia per altre attività specifiche;
•della consegna porta a porta e della vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica;
•di attività svolte nei maneggi e nelle scuderie;
•in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti locali, da parte dei pensionati;
•in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti locali, in via sperimentale per gli anni 2009-2010 e 2011, da parte di percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito, compatibilmente con quanto stabilito dall'art. 19, c. 10 della L. 2/2009;
•in qualsiasi settore produttivo, compresi gli Enti locali, per i lavoratori in part-time (anno 2010 e 2011) con esclusione della possibilità di utilizzare i voucher presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.

Basilio Randazzo, francescano, conoscitore delle tradizioni popolari di Sicilia

All'età di 81 anni, si è spento per un male incurabile il sociologo padre Basilio Randazzo, francescano minore conventuale. E’ stato docente alla facoltà teologica «San Giovanni Evangelista» di Sicilia, dove fu preside dal 1987 al 1990 e collaboratore del cardinale Salvatore Pappalardo.
Profondo conoscitore delle tradizioni popolari di Sicilia, ha scritto vari testi, in particolare «Sicilianità» e «Mistagogia e pietà popolare in Sicilia». Ha partecipato a Contessa Entellina, nell’Aula Consiliare, a Convegni sulle peculiarità arberesh del paese.. Per 10 anni è stato superiore del Centro Kolbe di Carini, dove ha animato il corso di formazione etico-politica.

Redditi da lavoro degli italiani. Siamo europei solo sulla carta

La retribuzione netta di un italiano in media non supera i 1.300 euro mensili.
E’ una cifra che nasconde, però, la forte differenza che c'è tra uomini e donne, con le lavoratrici che hanno retribuzioni più basse del 20% e gli stranieri, che ricevono una busta paga sotto i mille euro. I giovani -inoltre- scontano il fatto di essere neo-assunti e nei primi due anni di lavoro il salario medio è di appena 900 euro.
La fotografia reddituale è stata scattata dall'Istat sulle retribuzioni nette mensili per dipendente nel 2010.
Nel Rapporto annuale sulla situazione del Paese, l'Istituto calcola che lo stipendio medio di un cittadino italiano è di 1.286 euro, frutto di una ricompensa di 1.407 euro per i lavoratori e di 1.131 euro per le lavoratrici; in altre parole le donne sono pagate un quarto in meno.
Sugli stranieri la riduzione è ancora più forte, visto che la busta paga si ferma a 973 euro (-24%). A riguardo l'Istat spiega che «in confronto al 2009, lo svantaggio degli stranieri è divenuto ancora più ampio».

domenica 29 maggio 2011

Diminuisce nei comuni in cui oggi si è votato l'afflusso alle urne. Perchè ? Perchè i partiti inseguono interessi dei politicanti ai danni delle comunità

La maggioranza che alla Regione sorregge il governo di Raffaele Lombardo continua ad essere scossa da polemiche: questa volta è Italia dei Valori che non vuole fare alleanze con il Terzo Polo, ma soprattutto con il governatore Raffaele Lombardo.
Il Pd, ossia quel partito che era sorto appena pochi anni fà come "alternativa" al polo moderato dovrà quindi fare una scelta tra l’appoggio, interno od esterno al Terzo polo (ossia il governatore Raffaele Lombardo) oppure mantenere una propria identità, ma a scapito di alcune poltrone in Giunta a Palazzo d’Orléans. E sappiamo come il pd siciliato aspiri, fortemente, con tutte le voglie umane, alle poltrone.
Non è un fatto solo che capita all'ARS; nei piccoli comuni -come Contessa Entellina-, due signori siedono in Giunta col Sindaco (prima Forza Italia, poi PDL e adesso -da quel che si dice- Miccicheiano).
Cosa ci fanno due signori (che si autodichiarano del Pd) in una Giuntà col sindaco Miccicheiano è tutto da scoprire: ma non è difficile arrivare alla soluzione; amano fortissimamente, pazzescamente, incassare mensilmente l'indennità di carica.
Destra o Sinistra purchè "se magna". 

Leonardo Sciascia, una intervista del 1979 (VI)

I precedenti stralci di questa lunga intervista del grande scrittore
 siciliano -resa a Thomas Baldwin- sono riportati su questo Blog come segue:
1°  - 13.02.2011
2°  - 16.02.2011
3°  - 03.03.2011
4°  - 05.03.2011
5°  - 17.04.2011
Quanta passione per un mistero
D.:  Lei ha detto che Morte dell'Inquisizione le è piaciuto di più di qualsiasi altro libro, perchè era un libro "incompiuto".
R.: Sì, in un certo senso, un libro non finito. Cioè: è finito, però per me non ancora, perchè vorrei trovare ancora qualcosa, qualche documento che lo completasse.
D.: Vorrebbe dunque aver un'idea compiuta su un libro ? Non lasciarci qualche elemento di mistero ?
R.: Sì, in questo caso vorrei sapere dalle carte inquisitoriali quale fosse effetivamente l'eresia di fra Diego La Matina. Invece ci sono arrivato per via di ipotesi. Vorrei esserne certo. Probabilmente il libro non lo riscriverei:  il libro va bene così com'è. Ma così, per appagamento personale, per una curiosità mia vorrei trovare il documento risolutivo.
D.: E in questo caso, riscriverebbe un'appendice ?
Non lo so, forse riporterei il documento  così com'è, senza più toccare il libro.
D. : Questo è interessante: per uno scrittore come lei che s'interessa allo schema del romanzo poliziesco (ha scritto anche articoli sull'argomento) l'idea dello "incompiuto", del non finito, sembra più misteriosa e attraente; fa appello alla fantasia del lettore, più di un libro "finito". C'è forse un conflitto interiore in lei, fra lo storico che vorrebbe documentare tutto quanto, condua termine tutto quanto, mettere in evidenza i documenti, in modo da lasciare giudicare i lettori - e lo scrittore che lascia al lettore il beneficio dell'ipotesi ?
R. : Documentare, sì. Ma non c'è un conflitto vero e proprio.  Questo libro Morte dell'Inquisizione  io lo ritengo finito, come libro. Come scrittore ne sono soddisfatto, ma siccome il personaggio è uno del mio paese, è uno che è nato a Recalbuto, ecco -è esatto come se fosse una persona conosciuta. Allora vorrei sapere esattamente quali fossero stati i suoi pensieri, le sue idee: è una curiosità sul piano non letterario. Per il resto so benissimo che anche i documenti risolutivi non fanno che rendere più ambigua la verità. Nell'indagine che ho fatto sulla morte di Raymond Roussel, per esempio,  alla fine sono arrivato alla conclusione che il mistero, attraverso i documenti, diventa più forte di quanto non fosse senza i documenti.
I giudizi della critica
D.: A quale genere letterario appartiene Il giorno della Civetta ? Come lo classifica la critica ?
R. : Mah, le dirò, a me interessano poco i giudizi della critica. DEbbo dire che non c'è una critica. In Italia non credo che esista. L'ultimo grande critico è stato Giacomo Debenedetti e c'è stato anche un filologo che era Salvatore Battaglia. Io credo che il miglior articolo che abbia avuto in Italia sia quello che ha scritto Salvatore Battaglia anni fà su Il Dramma. Poi ho avuto delle buone recensioni, ma non si può dire che ci sia una critica.
D.: Consegnandole il Prix Séguier nel 1975 Jacques Nobécourt ha detto: "...Ciò che l'attribuzione del Premio Séguier ha voluto sottolineare in lui, è il ritorno alla letteratura spoglia e semplice, portatrice di metafore che sono la chiave di ogni realtà umana".
R.: Sì, può andare, può anche andare ...
D.: Le onorificenze le interessano o meno ?
R.: Ma, a seconda. Veda io, in Italia, per esempio, non voglio questi grandi premi, dall'apparenza democratica, in cui vota molta gente, che è tutta una ipocrisia. No, non mi piacciono questi premi, tipo "Strega", tipo "Campiello". A questi non ho mai voluto concorrere. E' per questo che ho rotto con Einaudi. Se mi danno un premio in provincia, per esempio, allora io ci vado, lo prendo, perchè mi pare giusto così di rifiutare i grossi premi, i premi clamorosi, e di accettare i piccoli premi. E' questione di oèpinione, di convincimento, di reazione personale. Certi premi non mi piacciono, no. Ma i piccoli premi, così li accetto. Il Premio Crotone, il Premio SAvarese, una volta; così altri premi generalmente in provincia.
D.: Da chi le è stato assegnato il Premio Crotone ?
R. : Ma allora era interessante la commissione del Premio Crotone perchè il presidente era Giacomo Debenedetti. Poi c'erano Carlo Emilio Gadda, Moravia, Concetto Marchesi. Sì, era un premio interessante.
D.: A che cosa era dovuta l'attribuzione ?
R.: C'è la motivazione del premio che ha scritto Giacomno Debenedetti. Molto bella, molto interessante. Ma quello era il premio per Le parrocchie di Regalpetra. E poi mi hanno dato un secondo Premio Crotone per Il giorno della civetta, sì. E c'era ancora Giacomo Debenedetti, piemontese, di Biella. Io lo considero sempre uno dei più grandi critici che abbia avuto l'Italia. I saggi critici di Giacomo Debenedetti son importantissimi.
(Continua)

Leggiamo insieme il libro di Anton Blok su Contessa Entellina (2)

Quella riportata sotto è una libera interpretazione
curata dal coordinatore del Blog -Mimmo Clesi- del testo di Anton Blok
"La Mafia di un villagio siciliano 1860-1960", edizione di Comunità
L'intenzione è quella di invogliare chi lo desideri a leggere il testo dell'Autore.
Il primo capitolo è stato liberamente interpretato l'11 aprile 2011

Capitolo secondo
Il territorio comunale
Il territorio comunale di Contessa Entellina si estende per una superficie di quasi 135 chilometri quadrati. La delimitazione, ossia i confini, formano un continuo di 76 chilometri. A nord-ovest i confini sono segnati dal fiume Belice, a nord-est e' il torrente Realbate ed altri piccoli corsi d'acqua a segnare il confine. A sud il confine corre lungo una diramazione dei monti Sicani. La parte piu' bassa del territorio comunale e' a 300 mlm, mentre la parte piu' alta raggiunge i 1200 mlm.
Il territorio dal punto di vista morfologico appartiene alla regione collinosa del terziario,  presenta strati del miocene, con un corrugamento in generale poco accentuato, e strati del pliocene interessati da grandi sollevamenti prodottisi senza movimenti violenti. . ..
Nell'area di Contessa Entellina sono assenti molti degli aspetti piu' gradevoli del clima mediterraneo. L'estate e' lunga, calda e secca; la piovosita' (circa 800 millimetri) comincia a ottobre e dura fino ad aprile (ed in questo 2011 fino a maggio inoltrato), mentre l'inverno e' rigido, con gelate e nevicate che a volte durano fino a marzo. Manca in buona sostanza la "eterna primavera" di cui tanto e' decantata la Sicilia. Dall'inverno si passa all'estate senza che spesso ci sia un periodo di transizione.
La composizione dei terreni e' prevalentemente argillosa frammista a sabbia e calce. Accanto a terreni (sulle colline e sui rilievi montuosi) sterili vi sono aree pedologiche potenzialmente fertili (aree a valle); comunque in linea generale i terreni sono poveri di humus e soggetti a erosioni prodotti dalla natura e da interventi dell'uomo.
Nei secoli trascorsi il bosco ricopriva vasta parte dell'attuale territorio comunale;  fino all'Unita' il bosco si estendeva per 700 ettari. Sul finire dell'Ottocento gran parte di esso e' stato abbattuto per destinare il terreno alla cerealicoltura, che ben presto tuttavia fu riconvertito a pascolo.
L'assetto ecologico e' stato gravemente danneggiato dall'uomo.
Il bosco per lungo tempo assicuro' ai contadini il legname per gli attrezzi agricoli e per il materiale da costruzione, la legna secca, le ghiande, le piante commestibili, i funghi, i frutti e la selvaggina.
Grandinate, scirocco e improvvisi periodi di siccita' rendono la terra e l'ambiente spesso inospitale.
Benché il paese non sia mai stato infestato dalla malaria, grazie alla sua posizione elevata, vaste parti del territorio nel periodo estivo, nel passato, erano inaccessibili.
Buona parte della Sicilia e' classificata zona sismica e la Valle del Belice, su cui Contessa Entellina ricade e' tale.

Il centro abitato
Contessa Entellina e' un paese, un centro agricolo, della Sicilia Occidentale, a 90 chilometri da Palermo. All'osservatore esterno balza subito all'attenzione come l'interno dell'isola, entro cui -appunto- e' Contessa, sia sotto il profilo agricolo nettamente diverso dalla fascia costiera. Alle culture intensive (vigneti, frutteti ed orti) di quest'ultima zona stanno invece la scarsità o l'assenza di vegetazione della prima ove prevale -da secoli- la coltura estensiva ed in cui si alternano pascoli e cerealicoltura.
Contessa Entellina sorge -col suo abitato compatto- alle pendici di una collina.
L'autore del libro sostiene di avere visto per la prima volta la sagoma del paese in un pomeriggio del giugno 1961 provenendo, grazie ad un passaggio in automobile ottenuto dal parroco del paese -Papas Janni Di Maggio-, da Bisacquino. Allora era alla ricerca di un paese che potesse rispondere alle esigenze di studio e ricerca che egli si proponeva.
Il paese gli apparve nella sua estensione, quando la macchina di papas Janni ha imboccato la curva di Cascia. Le case di allora, prima del terremoto, erano grigie o bianche e tutte ammassate fra loro. Il paese gli sembro' a mo' di anfiteatro alle pendici di Brjgnat (la collina). L'abitato di allora (parecchio più concentrato dell'attuale) aveva un altitudine rispetto al livello del mare che andava dai 520 ai 570 metri.
Le vie erano strette e tortuose e l'abitato era attraversato in tutta la sua estensione da una strada principale (la via Morea) ai cui estremi stavano le due chiese più importantio. Nella piazza -attraversata da questa strada principale- stava una piccola chiesa, un circolo, un bar e qualche bottega.
In genere nel retro delle case stavano i ricoveri degli animali. I muri erano costruiti con pietre irregolari sovrapposte e tenute insieme con malta. Molte erano le case che risalivano al settecento, e talvolta a secoli anteriori. Generalmente si elevavano su due livelli e  disponevano sia di acqua potabile che di energia elettrica.
Continua l'Autore: le case di più recente costruzione sono realizzate con blocchi di arenarie e definite con marmi.
La dimensione delle case e' strettamente proporzionata alla ricchezza e benessere della famiglia. Volendo sintetizzare esistono i grandi fabbricati con ampi balconi, terrazze e cortili ed appartengono ai proprietari terrieri e ai professionisti e le case -spesso ad un solo piano- dei contadini in cui sono annessi solai e stalle.
Dal 1960, grazie alle rimesse dell'emigrazione, anche queste case contadine sono state riadattate e modificate su imitazione del tipo precedente.
Il paese non e' strutturato per quartieri che implichino distinzioni di classe; tuttavia i piccoli allevatori generalmente abitano le periferie del paese, mentre i bottegai sono insediati principalmente lungo la via principale.
In piazza gli uomini adulti si incontrano per fare due passi, sedere al bar o ai tavolini all'aperto, nei circoli o nei saloni dei barbieri. Le donne invece evitano di farsi vedere in piazza. Esse generalmente stanno in casa.
La viabilità
Nell'ambito del sistema stradale provinciale Contessa non e' attraversata da importanti vie di comunicazioni. Chi desidera visitarla deve recarvisi appositamente. Delle tre strade di collegamento col mondo esterno solo una e' decentemente percorribile. I centri abitati piu' vicini sono a 15 chilometri di distanza.
Le strade che si diramano dal paese sono delle strette mulattiere; nel corso degli anni cinquanta qualcuna e' stata trasformata malamente in strada con ghiaia e asfalto.
In un rapporto del 1914 si legge che Contessa Entellina dall'avvenuta Unita' d'Italia aveva conseguito solamente un chilometro e mezzo di strada percorribile.
Nel 1967, poco dopo la partenza dell'Autore, da Contessa si e' svolta una seduta del Consiglio Comunale (siamo nel primo mandato della sindacatura di Francesco Di Martino) per affrontare il grave problema della viabilita'.
Storicamente per spostarsi da un centro all'altro la gente si avvaleva dei muli, anche per raggiungere Palermo.
Sul finire dell'Ottocento fu costruita una ferrovia che da Palermo raggiungeva alcuni paesi dell'interno latifondista. Dal secondo dopoguerra ai treni sono subentrati le corriere e adesso (1961) un certo numero di abitanti raggiunge Palermo in automobile dopo un percorso di un paio d'ore.
Prima dell'Unita' raramente la gente usciva da Contessa. Ogni comune sviluppava infatti una vita a se'. Persino nel linguaggio e nel tono dell'espressione ogni paese si differenziava da ogni altro. Il territorio di ciascun comune veniva chiamato, per accentuare la condizione di isolamento, "stato".
Il valore del tempo, in quelle condizione di isolamento, era misurato dalla stagione del raccolto che si susseguivano.
L'isolamento non era comunque assoluto. Il grano veniva infatti regolarmente trasportato a dorso di muli nei centri costieri per essere destinato all'esportazione. I braccianti agricoli impiegavano parte dell'anno in lavori nelle zone "marine" ed i soprastanti dei feudi si recavano in città per relazionare ai proprietari. I funzionari ed i sacerdoti venivano formati in città.
Con lo stato unitario (1860) fu introdotto il servizio militare obbligatorio e pertanto l'orizzonte mentale della gente si amplio'. Ampliamento avvenuto anche grazie all'emigrazione massiccia in America e, nel secondo dopoguerra, nel nord Europa.
I rapporti fra la gente di Contessa con le istituzioni dello Stato unitario sono comunque rimasti molto precari, per non dire inesistenti. I contadini producevano beni prevalentemente necessari all'autoconsumo familiare. La stragrande maggioranza di essi non disponeva direttamente della terra e dipendevano dalla volonta' dei proprietari o dei gabelloti, persone piu' coscienti e più addentro ad intrattenere le relazioni con le istituzioni dello stato.
La moneta non veniva che raramente come mezzo di compensazione per beni o servizi. Tutto cio' che serviva per le necessita' della famiglia veniva acquisito con pagamento mediante altri beni prodotti direttamente.
I contadini vivevano in condizioni di estrema povertà e di analfabetismo.
L'analfabetismo e' stato consistente nella zona di Contessa anche per gran parte del Novecento.
Nel 1861 l'elettorato non raggiungeva l'1 per cento della popolazione. Vi furono graduali allargamenti nel 1882, 1913, 1919 e finalmente il suffragio universale nel 1946.
Lo stato unitario riusci' ad incapsulare, ad avere il controllo, di Contessa Entellina con molta lentezza. In questa situazione in cui lo stato non era in condizione di controllare la periferia della nazione, si è creata l'opportunita' di accrescere l'influenza ed il potere di quei personaggi che, nel corso del libro verranno definiti "intermediari" o "mediatori politici".
 Si trattava di figure che riuscirono a svolgere ruoli attivi, dinamici, all'interno della comunita' da un lato e con gli apparati statuali dall'altro. In pratica l'elite contessiota ha svolto un ruolo di mediazione, sensaleria, fra le strutture statuali nazionali e quelle locali. Costoro, in pratica, disponevano delle informazioni e conoscenze che le mettevano in collegamento con le personalita' del mondo esterno; verso il mondo delle istituzioni pubbliche statuali costoro furono gli unici anelli di congiunzione. In altre parole il potere dell'etile locale e' stato tanto più grande quanto più ridotta era la sua composizione. Il potere era inoltre piu' grande quanto maggiore era l'isolamento e la segmentazione della realtà sociale locale.
Pur essendo Contessa un paese isolato i legami con l'esterno erano comunque minimi. Uno dei canali come detto era quello scaturente dal trasporto del grano, subito dopo il raccolto, attraverso sentieri battuti e prima che cominciassero le piogge invernali, a Palermo.
L'autorita' dello stato aveva in tutti i comuni dell'interno uno capacità di accedere molto debole in quanto quei centri vivevano in uno stato di autosufficienza locale. Ad ostacolare la penetrazione di un apparato centrale nelle realtà locali, isolate e frammentate, sono state appunto le elite di ciascun paese. Furono loro ad assumersi il ruolo di "intermediari" col mondo esterno nell'intento di preservare l'isolamento.
Loro preoccupazione e' stata di conservare a se stesse i contatti in graduale espansione con le istituzioni dello stato.
E' questo (questo tratto ora esposto) un punto essenziale per capire il contenuto del libro di Anton Blok. A Contessa dall'Unita' in poi i contatti con la società pubblica più ampia sono stati ridotti al massimo e intrattenuti dall'elite del posto.

La Storia
A nord ovest di Contessa insistono le rovine di una citta' pre-greca, distrutta nel XIII secolo da Federico II (Entella).
A breve distanza da Contessa, in direzione ovest, sulla cima di una ripida collina si rilevano le mura di un castello saraceno (Castello Calatamauro).
Sull'intera superfice del territorio insistono vestigia di antichi insediamenti e non e' raro che i contadini, arando il terreno, ne portino casualmente alla luce dei resti.
Prima del XIII secolo non esistono richiami documentali sull'esistenza di Contessa. Essa era un casale di contadini, dipendente dalla baronia di Calatamauro. La condizione giuridica di questi contadini era a meta' strada fra il servo ed il libero concessionario.
I territori dei feudi appartenenti alla baronia erano chiamati "stati" cosicché la proprietà e l'ordine pubblico vennero identificati, dai sudditi, con gli interessi del barone locale.
Contessa fino al XIX è stato un villaggio (Università) sottoposto all'autorità di un barone; questa circostanza spiega perché fino ad allora (inizio dell'Ottocento) l'unica autorità riconosciuta fu quella locale e nessuna autorità più vasta (statuale) si sostituì mai alla giurisdizione feudale.

Popolazione
L'interno della Sicilia e' sempre stato meno densamente abitato delle zone costiere. I baroni per soddisfare le loro esigenze di manodopera hanno pertanto fatto ricorso a vari sistemi, dall'uso della violenza (catturando i servi delle proprietà confinanti, in particoilare quelli delle abazie) a quello di assegnare piccoli lotti di terra in cambio di servizi. Obiettivo della colonizzazione iniziata nel XV secolo e' stata la bonifica della terra (i latifondi) incolta, ove i casali erano ormai stati abbandonati da gran tempo.
Per questo fine nel corso del XVI e XVII secolo furono fondati in Sicilia occidentale circa cento nuovi paesi, in parte dove prima esistevano -appunto- dei casali. E' questo il periodo in cui i baroni si trasformarono in grandi mercanti di grano.
In Europa la popolazione aumentava e con essa pure il prezzo del grano, da qui l'esigenza di dissodare la terra. La fondazione di nuovi paesi inoltre conferiva ai baroni prestigio e l'illusione di gestire un vero potere. Ogni comunità che nasceva conferiva infatti al barone un seggio nel Parlamento di Sicilia.
Contessa viene ripopolata all'inizio del XVI secolo con genti che provenivano d'oltremare. Erano albanesi che si sottraevano all'espansione turca nei Balcani. Nel 1520 costoro convennero col barone del luogo i termini della loro permanenza e fissarono diritti e doveri in un documento scritto. Il barone non divise ai nuovi arrivati i suoi feudi ne' acconsenti' che essi si insediassero su di essi, forse per il timore che poi avrebbero sollevato aspettative su di essi. I nuovi arrivati furono vincolati a costruire nuove case in un insediamento accentrato (localizzato), ove il barone avrebbe esercitato la sua giurisdizione. Il barone acconsenti' che arrivassero altre cento famiglie dall'isola di Andros, a cui pago' (1521) il viaggio e per la sopravvivenza dei coloni assegno' loro due feudi (Serradamo e Contesse) dell'estensione di 750 ettari.
 In origine le terre dei due feudi furono terre comuni, destinate sia alla coltivazione che al pascolo. Di contro i contadini dovevano versare un decimo del raccolto al barone ed una somma fissa per ciascun capo di bestiame. La decima fu successivamente trasformata con la concessione in enfiteusi, con l'intento di incentivare gli investimenti fissi da parte dei contadini. Tutti gli altri feudi del barone furono invece resi disponibili per il lavoro manuale dei contadini arbereshe con contratti di masseria, mezzadria, bracciantato agricolo.
Su tutti i feudi dello "stato" gli arbereshe avevano diritti di pascolo e spigolatura (usi civici)
Sui due feudi in enfiteusi si sviluppò la coltura intensiva con alberi e vigneti, in quanto su essi gli arbereshe godevano del diritto di disporre liberamente l'eredita' mediante testamento.
La popolazione a meta' Cinquecento ascendeva a 500 unita' e divenne di 2000 unita' un secolo dopo. Nel 1720 fu stipulata fra la popolazione arbereshe ed il barone una seconda concessione con cui il rapporto enfiteutico veniva esteso ad un terzo feudo: Bagnitelle, dell'estensione di 450 ettari.
La popolazione continuo' a crescere fino a raggiungere nel 1798 i tre mila abitanti.
Quando il barone divenne molto ricco si trasferì a Palermo; qui sorsero in effetti molti palazzi sul finire del Seicento e l'inizio del Settecento. Questo nuovo modo di vivere aristocraticamente è conseguenza del sorgente assenteismo del baronaggio siciliano. Il nuovo fenomeno farà prosperare nello "stato" di Contessa i contratti di "gabella" con i grandi affittuari.
A assumere il ruolo di gabelloti saranno quei i contadini che dispongono, già in proprio, di un po di terra e di qualche capo di bestiame. Si tratta di persone che il barone ha già coinvolto nei suoi feudi per mantenere l'ordine, per fare gli esattori, per amministrare i feudi medesimi.
Per questa fascia sociale si aprono, grazie all'assenteismo dei baroni, le strade per l'ascesa sociale; ascesa che avviene oltre che col controllo dei feudi anche col controllo dall'amministrazione comunale, su cui esercitano, in nome del barone, l'autorità di governo.
Nei feudi i gabellati esercitano il potere dirigendo le "masserie" , grandi fattorie in continua espansione per la dissodazione di nuove terre.
Con la gabella inizia anche l'ingordigia di terra; cosi' molte terre soggette ad uso civico iniziarono ad essere usurpate, ai danni della comunità. Ci furono lotte e contrasti, ma tutto fini' a beneficio dei gabelloti che, come detto, avevano il controllo delle amministrazioni locali.
Da questo periodo in poi (Settecento) Contessa divenne una comunità alla completa dipendenza di questi "gabelloti" che di fatto usarono del potere in precedenza esercitato dal barone.
Un cronista dell'epoca (Nicolò Chetta ?), nel Settecento, denuncia la scomparsa della copia originale della Convenzione del 1520 ove erano riporti i diritti, gli usi civici. E' questo, come già ricordato, il periodo in cui i "gabelloti" locali divengono datori di lavoro verso i contadini poveri.
La popolazione comunque continuerà a crescere, fino a raggiungere nel 1881 le 3400 unita'.
Fra il 1881 ed il 1911 almeno 4000 persone partirono per l'America. Nel 1901, anche fra coloro che vivevano in paese, si contava almeno un dieci percento della popolazione che era stata in America.
Durante il ventennio fascista l'emigrazione, come è risaouto, e' stata ostacolata e bloccata.
All'inizio degli anni cinquanta la popolazione e' sulle 3000 unita': in molti si attendevano di essere compresi fra i beneficiari della preannunciata riforma agraria. Pochi ottennero lotti sufficientemente economici sotto il profilo produttivo e perciò  ricomincio' una seconda ondata di emigrazione, questa volta verso il Nord Europa.
Durante la permanenza dell'Autore a Contessa (1961) la popolazione si aggirava sulle 2500 abitanti, contando fra questi pure 500 residenti in Nord Europa.

sabato 28 maggio 2011

Milano. Il berlusconismo si avvia al tramonto ?

Lunedì, con riferimento ai risultati delle elezioni amministrative a Milano, sapremo se in Italia il berlusconismo ha ancora un futuro oppure se è arrivato al capolinea. Milano non è infatti una città qualunque; è il luogo da dove sono cominciate (nel Novecento) le differenti ere politiche.
Il liberalismo giolittiano che convive col riformismo di Turati, il fascismo, l'antifascismo, il craxismo, il berlusconismo, ossia i principali avvenimenti politici hanno sempre trovato lì la loro origine.
Sarà così per la fine del berlusconismo ?
Che Silvio Berlusconi fatichi, in queste ore, è sotto gli occhi di tutti. Segno di affanno è quanto accaduto al G8 di Deauville, l'avvicinarsi a Barack Obama prima della sessione sul nucleare, ripreso dalle telecamere, per sfogarsi: «Ho una nuova maggioranza e abbiamo presentato la riforma della giustizia, per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra». La frase sulle toghe rosse viene carpita dai cronisti che riescono a leggere il labiale di Berlusconi: il colloquio tra i due viene trasmesso dal circuito chiuso.
Obama dapprima resta seduto, poi si alza cortese ed ascolta l'interprete intanto intervenuto per tradurre la breve conversazione, due minuti in tutto, che suscita lo stupore di Nicolas Sarkozy e fa spazientire la precisa "tedesca" Angela Merkel per il ritardo nell'inizio dei lavori.
Preoccupato che la sua immagine nel mondo sia quella di un leader in declino fornita dal «blocco mediatico terrificante» dei media di sinistra, Berlusconi prova a raccontare al di fuori che le cose non stanno così, che il suo governo è pronto ad una grande stagione di riforme.
Di fronte alla sconfitta che gli si para davanti, a Milano, il premier tenta di esorcizzare, gioca la carta dell'autodifesa universale e cerca di guardare avanti. La rivolta araba, la sicurezza nucleare, la crisi economica, la pace in Medio Oriente lo hanno tenuto occupato in questa due giorni.
Ma Berlusconi ha la testa anche altrove: all'ultima minaccia della Lega (non pagare più le tasse senza ministeri al Nord), ai risultati elettorali di lunedì prossimo che si annunciano catastrofici, tanto da indurlo a lasciare la Francia, dopo la conferenza stampa.
Il risultato di lunedì sarà determinante e, dopo la delusione quasi certa che riceverà a Milano (stando ad alcuni sondaggi), Berlusconi punta le sue fiches sulla capitale del Mezzogiorno, a Napoli, dove spera che quei «senza cervello» che votano a sinistra possano ancora avere un ripensamento. Intanto, scruta guardingo le mosse che la Lega potrà compiere, soppesa ogni parola di Umberto Bossi, si interroga sulla reale portata delle trattative in corso sulla legge elettorale tra Carroccio e opposizione, su scenari che fanno intravvedere a qualcuno anche governi tecnici. Riflette poi sull'avvertimento di Roberto Calderoli: «Ci sono problemi sui ministeri al Nord? Benissimo, vorrà dire che la frase 'no taxation without representation' diventerà 'no representation? No taxation'. È questo è l'ultimo avviso ai naviganti», ha detto ieri il ministro leghista riaprendo ancora una volta l'estenuante partita con il Cavaliere sul trasferimento dei ministeri a Milano.

L'andamento del benessere degli italiani peggiora di mese in mese

Le retribuzioni in Italia crescono meno dell’inflazione.
Secondo i dati Istat ad aprile l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1,8% rispetto ad aprile 2010. Nella media del periodo gennaio-aprile 2011 l’indice di inflazione è cresciuto, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, del 2,0%.

venerdì 27 maggio 2011

Auguri a padre Giorgio Ilardi

Auguri a padre Giorgio Ilardi, parroco (amministratore parrocchiale, per la verità) di Contessa Entellina: oggi è il suo compleanno.
Contessa Entellina aveva bisogno di un sacerdote aperto e disponibile sia nei confronti dei latini che dei greci. Un pastore a disposizione della comunità.
Dal suo comportamento di accoglienza verso tutti capiamo chiaramente che i riti (rito romano, rito greco-bizantino, rito ambrosiano) sono solamente dei percorsi per raggiungere la FEDE.
Chi ama il proprio rito senza avere Fede, in realtà è un operatore di folklore.
Il rito serve per conservare la Fede. Conservare il rito, senza avere la Fede, è da spaesati.
Auguri ancora.

Flash sulla nostra Storia: Entella mussulmana

Immagine dell'Antiquarium
Contessa Entellina
ricostruzione della Scuola Normale di Pisa
La morte di Guglielmo II nel 1189 significò in sostanza anche la fine del regno normanno di Sicilia, e il riaccendersi dei conflitti tra le diverse etnie e religioni che componevano il regno di Sicilia.
I Musulmani furono cacciati dalle città e dovettero rifugiarsi nell‛interno, raggiungendo i loro correligionari nella ‘riserva musulmana‛ dell‛Arcidiocesi di Monreale. Secondo un cronista dell‛epoca, non meno di 100.000 Musulmani si sarebbero asserragliati nell‛interno.
Resti del Castello ad Entella
Nei decenni di torbidi tra la morte di Guglielmo II (1189) e la definitiva restaurazione del regno sotto Federico II (1224-1225) — decenni in cui le ricognizioni hanno mostrato la pressoché totale scomparsa dell‛insediamento aperto — i Musulmani dell‛isola si riorganizzarono prima intorno a capi locali, e poi sotto la guida di un emiro, Mohammed ibn Abbad. I testi arabi che narrano la sua storia pongono la sua sede a Entella, mentre secondo cronache latine è a Monte Iato che fu catturato da Federico II. Certo è che controllava l‛interno della Sicilia occidentale; il suo stato, protetto da una cintura di piazzaforti visibili da Entella, comprendeva a Sud un tratto di costa che consentiva scambi commerciali con l‛Africa settentrionale (dove egli stesso sarebbe nato). Batté moneta a proprio nome, e fece sfregiare le monete di Federico II con l‛effigie del suo volto.


Ma nel 1222 l‛imperatore all‛assedio di Monte Iato ebbe la meglio: catturato o tradito dai compagni, ibn Abbad venne ucciso e l‛esercito imperiale dilagò nelle ampie pianure dell‛interno. Entella, con altre roccaforti isolate, continuò la resistenza, sotto la guida di un congiunto di ibn Abbad o, secondo un altro racconto, della figlia stessa, che si sarebbe poi uccisa per non arrendersi a Federico II.

L‛ultima, disperata rivolta del 1243 vede ancora Monte Iato e Entella in prima fila; solo nel 1246, con la definitiva deportazione dei superstiti in Puglia, si chiuderà l‛orgogliosa epopea degli ultimi Musulmani di Sicilia.






Apprendimento permanente: le opportunità per un domani migliore

Esistono fondi e risorse perchè i giovani, gli studenti, i nostri figli, possano uscire dai piccoli mondi di appartenenza. Però occorre un requisito: amare la "conoscenza".
Per il periodo 2007-2013, l'Unione europea ha stanziato circa 7 miliardi di euro a favore dell'apprendimento permanente, ed in particolare dei seguenti programmi:
Opera di Giambecchina
"Leonardo da Vinci": formazione professionale, soprattutto attraverso tirocini di giovani lavoratori e formatori presso imprese stabilite al di fuori del loro paese d'origine e tramite progetti di collaborazione tra istituti di formazione professionale ed imprese.
Erasmus: mobilità degli studenti e collaborazione tra università. Un milione e mezzo di studenti hanno beneficiato del programma Erasmus dalla sua istituzione, nel 1987. Un programma più recente, Erasmus Mundus, permette a laureati e docenti universitari provenienti da tutto il mondo di conseguire un master frequentando corsi proposti da consorzi di almeno tre università europee.
"Grundtvig" sostiene programmi di apprendimento permanente per gli adulti, in particolare partenariati, reti e iniziative di mobilità transnazionali.
"Comenius" promuove la collaborazione tra scuole e insegnanti.
Altri fondi sono disponibili per promuovere la cooperazione politica, l'apprendimento delle lingue, l'e-learning, nonché la diffusione e lo scambio delle migliori pratiche.

giovedì 26 maggio 2011

Nel terzo millennio è il Fondo Monetario Internazionale a fissare la strategia economica. Destra e Sinistra sono gruppi politici in competizione e basta

In Grecia il buco sui conti pubblici 2011 che deve ancora essere coperto è di 6,5 miliardi di euro. Lo Stato, il governo, dopo avere già tagliato stipendi, pensioni e tassato tutto quanto era tassabile passa adesso a vendere i gioielli: privatizza con immediatezza l’azienda telefonica, il gigante Ote (leader del settore in tutti i Balcani), le Poste, il porto ateniese del Pireo e quello di Salonicco.
Sono queste le condizioni minime per non perdere gli ulteriori aiuti promessi dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario.
Sulla medesima barca della Grecia, stanno a rischio di tracollo Irlanda e Portogallo.
Atene è però in una situazione più delicata; ha assoluto bisogno di soldi per fronteggiare le scadenze più ravvicinate sul fronte dei titoli (debiti in scadenza).
Tra la vendita dei “gioielli di famiglia è anche la Deh, l'azienda dell'energia elettrica, per ora esclusa dalle decisioni prese in questi giorni, ma in procinto di dover essere messa sul piatto, nonostante le resistenze dello stesso governo socialista, che per ironia della sorte sta conducendo la politica restrittiva e di privatizzazione.
La riflessione ?
Votare a destra o a sinistra nel terzo millennio è la stessa cosa. Tanto è il Fondo Monetario Internazionale a fissare la strategia economica.

Contessa Entellina. Ancora una ennesima puntata: show alla maniera ... .. per chiedere ... diritti e risposte

II. Una sola fede
172 Da secoli, attraverso molte lingue, culture, popoli e nazioni, la Chiesa non cessa di confessare la sua unica fede, ricevuta da un solo Signore, trasmessa mediante un solo Battesimo, radicata nella convinzione che tutti gli uomini non hanno che un solo Dio e Padre. Sant'Ireneo di Lione, testimone di questa fede, dichiara:
173 « In realtà, la Chiesa, sebbene diffusa in tutto il mondo fino alle estremità della terra, avendo ricevuto dagli Apostoli e dai loro discepoli la fede [...], conserva questa predicazione e questa fede con cura e, come se abitasse un'unica casa, vi crede in uno stesso identico modo, come se avesse una sola anima ed un cuore solo, e predica le verità della fede, le insegna e le trasmette con voce unanime, come se avesse una sola bocca ».
174 « Infatti, se le lingue nel mondo sono varie, il contenuto della Tradizione è però unico e identico. E non hanno altra fede o altra Tradizione né le Chiese che sono in Germania, né quelle che sono in Spagna, né quelle che sono presso i Celti (in Gallia), né quelle dell'Oriente, dell'Egitto, della Libia, né quelle che sono al centro del mondo ». « Il messaggio della Chiesa è dunque veridico e solido, poiché essa addita a tutto il mondo una sola via di salvezza ».
175 « Conserviamo con cura questa fede che abbiamo ricevuto dalla Chiesa, perché, sotto l'azione dello Spirito di Dio, essa, come un deposito di grande valore, chiuso in un vaso prezioso, continuamente ringiovanisce e fa ringiovanire anche il vaso che la contiene ».

Ieri sera uno show fuori tempo nella Chiesa della Favara
Non riusciamo a raccontare l'ennesimo show messo in atto ieri sera da alcuni (pochi) "veri latini" (ossia fanatici alla ...), che rivendicavano "diritti", "risposte" e "Chiese esclusive".
Dopo avere assistito, a distanza di sei mesi dall'ultimo loro collettivo ingresso in chiesa, alla celebrazione della messa vespertina, esigevano -con alte grida- queste cose dal migliore, per bontà e fede, dei sacerdoti che si sono succeduti in quella Chiesa negli ultimi decenni: padre Giorgio Ilardi, il sacerdote che riempie quella chiesa coinvolgendo chiunque lo desideri, si tratti di greci, latini e dubbiosi.
Padre Ilardi, sacerdote dalle "porte aperte" a credenti e non credenti, a cristiani e non, ha lietamente dialogato con loro senza preclusioni.
Dopo la breve messa in scena (che a dire di qualcuno ci mancava da qualche tempo), la Chiesa della Favara è stata lasciata libera: erano arrivati i carabinieri.

Riflessione
Quelli sopra riportati, all'inizio di questa pagina, sono articoli estrapolati dal Catechismo della Chiesa Cattolica (rito romano).
Ci chiediamo chi conosca, fra noi, a Contessa cosa sia la Fede.
Ce lo chiediamo alla luce di chi ancora nel 2011 attribuisca alla Chiesa (intesa come edificio) la funzione di una sezione di partito (dove inevitabilmente si parla di diritti) da usare a dispetto di altre persone, che senza loro nè merito nè demerito, sono state battezzate in un'altra Chiesa (intesa come edificio).
Avvertiamo commiserazione per quei concittadini che ritengono, ancora nel 2011, che in una Chiesa (intesa come edificio) possano pregare solo quelli che lì sono stati battezzati.
Ci stupisce che possano esistere persone che arrivino all'età di 40, 50, 60 anni ed anche oltre e riescano a trovare 'spirito' per chiedere distinzione di diritti  (ma cosa sono i diritti all'interno della Chiesa ?) fra coloro vogliono sedere fra i banchi di una Chiesa (intesa come edificio). 
E' davvero roba da ... .riflettere seriamente.

Provincia Regionale di Palermo. Mancano i soldi per la viabilità. Ci sono aumenti mensili di 10.000,oo euro ...

La strada provinciale Contessa Entellina-Campofiorito è fratata in un punto; è franata in dieci ... venti punti... la provinciale Contessa Entellina-Santa Margherita Belice. La totalità delle strade ex-consorzio sono inagibili.
 Il signore designato da Cuffaro a svolgere il Presidente della Provincia non si degna nemmeno di recarsi personalmente a vedere come sia messa Contessa Entellina per la viabilità.
Lo stesso signore (colmato di voti dagli elettori, di questo bisogna dargli atto) trova però di cosa occuparsi -di meglio- piuttosto che dedicarsi ai paesini dell'interno del palermitano.
Ha fatto varare una delibera dalla sua Giunta con la quale ha operato un avanzamento per due delle dieci posizioni dirigenziali affidate ad esterni, ossia a soggetti da lui scelti.
I “fortunati” sono i responsabili dei settori Turismo e Istruzione e Formazione professionale, per i quali la promozione, tra posizione e risultato, vuol dire 10 mila euro in più al mese e quasi 130 mila euro l’anno di stipendio.
“Ma quali promozioni, si è trattato di una ripesatura” ribatte il signore che guida la Provincia Regionale, che rivendica l’impegno dell’amministrazione nel campo dell’edilizia scolastica. “Sono state osservate tutte le procedure e si è soltanto provveduto alla ‘ripesatura’ delle posizioni dirigenziali – spiega - a seguito di nuove attività assegnate alle Direzioni, effettuata dal Nucleo di valutazione che ha rimesso gli atti relativi alla Direzione gestione risorse umane per la proposta di attribuzione delle fasce retributive. La determinazione presidenziale – aggiunge il signore a capo della Provincia - è solo una formale presa d’atto dell’iter appena descritto e stabilito dalle norme vigenti. Non c’è stata nessuna ‘promozione’.
Per il resto le frane continuino ad andare giù.

La paralisi amministrativa della gestione Parrino

 E' saltata la seduta consiliare fissata per la serata di ieri. E' mancata la presenza di un numero sufficente di consiglieri che potesse rendere legale la seduta; erano assenti i consiglieri che sostengono il sindaco (tranne due, che pare fossero interessati a farsi rilasciare il foglio di partecipazione che potesse giustificare l'assenza dal posto di lavoro) ed erano assenti i consiglieri dell'Opposizione (tranne due).
La cosa più interessante è che era assente pure il Sindaco: segno evidente che egli sa di non disporre di un numero sufficente di sostenitori in Consiglio e che deve dipendere dall'Opposizione.
Il fatto è che Egli conosce la sua debolezza politica ma rifiuta di dialogare, seriamente, con l'Opposizione che gli chiede di mandare a casa la gran parte della sua Giunta.
Questa sera, essendo richiesto un numero inferiore di consiglieri perchè la seduta sia dichiarata legale, è verosimile che i lavori consiliari si svolgano per trattare:
-interrogazioni presentate dall'Opposizione;
-atti preliminari al Bilancio.
Non sarà possibile invece discutere del Bilancio 2011 poichè il Sindaco -che lo aveva già inviato ai consiglieri per esaminarlo e farselo approvare- lo ha fatto "bocciare"  lui stesso dalla sua Giunta -che invece venti giorni prima lo aveva approvato-(riconoscendone l'inadeguatezza).

mercoledì 25 maggio 2011

Come la pensano sui dati Istat

Luca di Montezemolo, imprenditore:
L'Italia sta peggio anche di 15 anni fa, non solo di 10 come sottolinea l'Istat. Quello che manca è una politica che sappia fare scelte coraggiose.
Maurizio Sacconi, ministro:
Fra luci e ombre l'Italia ha mantenuto la coesione sociale e la stabilità di finanza pubblica. E quel che conta è poter crescere in un quadro di stabilità

Susanna Camusso, sindacalista:
Abbiamo sempre sostenuto che il grande problema di questo paese è l'occupazione, in particolare giovanile e delle donne. È questa la sfida che il Paese ha davanti. Bisogna smettere di colpevolizzare i giovani

Anna Finocchiaro, politico:
Altro che Milano città islamica e zingaropoli, i problemi degli italiani sono la povertà, la disoccupazione, i giovani che non hanno futuro e le donne che arrancano. Invece di fare demagogia, il governo dovrebbe pensare a rilanciare il Paese.