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venerdì 27 agosto 2010

Mario Bellanca avendo presentato ricorso al decreto di rotazione perora non si muove dalla sua chiesa

Madonna di Calatamauro
Il blog si è proposto, fin dal primo giorno, di narrare Contessa Entellina. La vicenda su cui ci soffermiamo da settimane, quella dell’interpretazione da dare al concetto di “salvaguardia” dell’identità etnico-culturale locale, è esemplare, ancora di più della consueta inettitudine amministrativa che regna in Municipio, su ciò che attende il futuro del nostro paese. Sbagliano quei soloni, anche amici da una vita, che bollano la questione come “roba da preti” e si girano dall’altro lato.
In questa vicenda c’è di tutto:
-dai problemi di Fede spirituale a quelli di Potere materiale;
-dalla salvaguardia dell’identità comunitaria all’ignoranza fanatica di pochi elementi nonché gli utili spunti intellettuali per giudicare la “globalizzazione”;
-dai sistemi di governo delle comunità al dispiegarsi del ‘clientelismo’ più spicciolo nonché l’atteggiarsi dell’essere umano di fronte alle presunte opportunità offerte dalla vita;
-dalla possibilità di conoscere le coscienze dell’uomo all’intravederne anche la ‘bestialità’, quella bestialità che in una certa misura alberga in ciascuno di noi;
-e molto, molto altro.
Continueremo a seguire pertanto questa “Storia”, senza voler trascurare il resto. A chi ci ha fatto sapere che questi non sarebbero fatti nostri, rispondiamo –ovviamente- che l’unica autorità che possa indicarci ciò che è o meno di nostro interesse siamo noi, ciascuno di noi.
Nostro obiettivo di partenza resta quello di capire in base a quale criterio un buon sacerdote, apprezzato da tutti, viene additato dalla Gerarchia ecclesiale come meritevole di allontanamento dalla “comunità” e quindi trasferito altrove ed un altro sacerdote che stando allo svolgimento dei fatti -come questi sono stati seguiti esteriormente dall’intero paese- che si rende protagonista di azioni tese a rendere difficoltoso lo svolgimento delle “tradizioni locali” possa riuscire, per più anni, a ritenere che debba essere egli, venuto da Cianciana, a dettare i limiti delle “tradizioni secolari”.
Non escludiamo che nel nostro “narrare” facciamo prevalere le nostre propensioni, come non escludiamo di non disporre dell’intera panoramica della vicenda. Ma queste sono situazioni da noi non volute. D’altronde chiunque può fornirci chiarimenti sui lati oscuri.

Quadro situazione ad oggi:
1) Papas Nicola è ormai parroco di Palazzo Adriano. E’ il primo ad avere avviato la catena delle rotazioni dei parroci.
2) Padre Mario Bellanca, parroco di rito latino, sulla base del decreto firmato da Mons. Tamburrino e Mons. Sotir Ferrara dovrebbe raggiungere, a Piana degli Albanesi presso la Curia, il suo nuovo incarico di responsabile della pastorale giovanile. Egli ha comunque impugnato, come suo diritto, il decreto e pertanto, almeno perora, non si sposterà da Contessa Entellina.
3) Proprio per la volontà di Mario Bellanca di non spostarsi da Contessa Entellina c’è il rischio che Padre Giorgio Ilardi (attuale parroco latino di Palazzo Adriano e destinato, dal piano di rotazione dei parroci ad insediarsi a Contessa Entellina) possa restare per qualche tempo privo di incarico. Egli infatti il dodici settembre dovrebbe cedere la guida della comunità latina di Palazzo Adriano a padre Ruffino, sacerdote proveniente da Mezzojuso, senza potersi insediare al posto di Mario Bellanca.

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