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domenica 21 gennaio 2018

Promesse elettorali. Tutti promettono ... ed giornali (in questo caso: Il Messaggero) fanno conti

Il Programma del Pd,


I giornali anticipano alcune parti tra cui:
--"Il piano famiglia": assegni per ogni figlio da 0 a 25anni, graduati per età da €. 250 a € 100, per le famiglie fino a € 100mila di reddito.

Ancora €. 400 al mese per le spese bimbi fino 3anni ed accorpando il bonus bebé-asilo.
Costo complessivo oltre 30 miliardi di euro.

La gente e le elezioni. Se in giro esistesse un De Gasperi, un Nenni ... un Einaudi, la gente sarebbe disposta a pagare pur di ascoltarlo

           COSI FUNZIONA DA NOI
Se Grillo propone 5Stelle,
Renzi ne propone dodici di stelle 







































Se Berlusconi propone di abbassare le tasse,
Salvini propone  di eliminare la Fornero e
di togliere tutte le .... 

Se i politicanti di oggi non hanno
mai incontrato un lavoratore oggi
sono disposti a lavarsi la mano
ogni volta che ne stringono una ....
per ipocrisia.

Contessa Entellina. Mercoledì 24 gennaio riprende il Corso sulla Mistagogia della Divina Liturgia a cura d Papàs Nicola Cuccia

Mercoledì prossimo alle 18,oo nei locali parrocchiali della Chiesa Madre riprenderà, dopo la pausa connessa alle festività di fine anno, il 
Corso di Mistagogia della Divina Liturgia del Nostro Santo Padre Giovanni Crisostomo.

Dissero ... ...



Scanderbergh è un personaggio che nel corso dei secoli è stato usato per più esigenze storico-politiche del momento. Una sorta di Garibaldi buono per ogni esigenza; un Garibaldi usato dall'Italia liberale, dall'Italia fascista e dall'Italia repubblicana (compresa quella democristiana) e prossimamente verosimilmente dall'Italia globalizzata.

Noi, qui sul Blog, vogliamo proporci di capire in profondità il personaggio Scanderbergh nel corso di questo anno 2018 a lui dedicato. 
Lo faremo perchè i personaggi della Storia non pssno essere strumentalizzati da tutte le parti, da chi ha titoli e da chi titoli ne possiede molto meno.

Iniziamo per la riflessione con un tema, che sarà po il tema che analizzeremo nel  corso dell'anno, servendoci di studi storici, tesi di laurea e ricerche ad oggi pubbliche.
Questione
Con la caduta del regime comunista marxista-leninista in Albania la Chiesa Cattolica non è più considerata l’istituzione reazionaria per eccellenza. 
E' giusto che sia così. 

E' corretto, allora, che gli storici senza reticenze evidenzino adesso il fatto che Scanderbeg agì in un contesto e in un periodo dove lo spirito di crociata fu vivissimo e che egli stesso ne prese parte attiva. 
Non bisogna però fermarsi qui; servono infatti parecchi altri approfondimenti. 

Alla crociata impersonata da Scanderbeg andrebbe data l'interpretazione storica nel quadro delle precedenti crociate antimussulmane, quelle che attraversarono i Balcani, l’Impero bizantino e i territori albanesi nel medioevo. 
Sappiamo tutti -e i libri di Storia scolastici questo ci fanno credere- che le crociate furono proclamate con l’intento di liberare la Terra Santa ed erano rivolte intenzionalmente contro i mussulmani, ma in realtà, particolarmente le prime quattro, si rivelarono uno scontro militare, politico e ideologico, con l’Impero cristiano-bizantino e la cristianità orientale

I bizantini percepirono l'intenzione e la volontà di potere temporale dei Papi e della Chiesa Romana e si adoperarono per evitare la catastrofe, senza però riuscirci. 
L’esito della quarta crociata nell’anno 1204 è una data dagli effetti di lunga durata che ancora oggi impedisce a chi sa leggere nella Storia di dare fiducia a chi usa la Fede al servizio del Potere. 
Quella data produsse effetti ancora oggi durevoli, forse imprevisti  e di cui, allora, pochi compresero la portata. 

Ancora oggi si fatica a comprendere le conseguenze delle crociate.
Basta leggere i libri scolastici in uso nell'Italia che fu democristiana. Sarebbe corretto che il mondo cattolico oltre che chiedere scusa -con le parole di Giovanni Palo II alla cristianità orientale- iniziasse inoltre a sviscerare le dinamiche ancora oggi conservate negli archivi vaticani che trasformarono le crociate, in particolare la quarta nella prima pietra posta sulle fondamenta del futuro Impero ottomano.
L'Impero ottomano non è altro che una sorta di frutto amaro, velenoso, consegnato dai Papi di Roma alla cristianità orientale e pure -in misura minore- a quella occidentale.
A questa vicenda andrebbe dato il giusto peso se si vogliono valutare appieno le cause del successo ottomano e del fallimento, sia dell’Occidente nell'impedire l’espansione ottomana nel XV secolo, sia degli altri principi balcanici, Scanderbegh compreso.

In questa pagina riportiamo per intanto il pensiero su Scanderbergh di un ex premier dell'Albania, divenuto Vescovo Ortodosso.

Il detto
II papa Nicola V conferì a Scanderbeg il titolo di «Campione della cristianità», che gli fu confermato da Callisto III, Pio II e Paolo II. È un titolo pienamente conquistato dalle sue campagne: dal 1443, quando fu chiamato da Eugenio IV, fino al 1468, per quasi venticinque anni consecutivi, egli combattè instancabilmente, eccezion fatta per due periodi di armistizio, sempre agli ordini dei papi e solo di rado per conto di altre potenze e comunque sempre con il consenso del papa. 
Disse di lui Pio II: Trascorse quasi tutta la sua vita combattendo per la cristianità!. E Callisto III in una sua lettera dell’11 settembre 1457 gli scriveva: Non vi è uomo al mondo che non conosca gli eroismi da te compiuti e che non ti innalzi al cielo come vero capo, difensore e generoso stratega della cristianità. Per finire si può dire che per Scanderbeg è tanto giusta quanto meritata la lode: Santo come san Luigi, diplomatico come Talleyrand, valoroso come Alessandro Magno. 
FAN S. NOLI,  
(İbriktepe, 6 gennaio 1882 – 
Fort Lauderdale -Usa-, 13 marzo 1965) 
è stato un politico, poeta, vescovo ortodosso,
 storico, drammaturgo, oratore e traduttore 
albanese, esponente politico-culturale 
dell'Albania dell'inizio Novecento, 
uno dei più conosciuti ed amati in Albania, 
nonché Primo Ministro ...

Contessioti. Si è tali se si conosce -almeno- il mondo entro cui si vive (3)

Alla ricerca degli Elimi
di Entella

Nonostante gli eventi sismici del 1968 abbiano distrutto buona parte del patrimonio architettonico ed edilizio dei centri urbani del Belice, nell'ambito dell'intero territorio della Valle sussistono forti elementi di indiscutibile valore storico che possono costituire motivo di attrazione e di decollo socio-economico.  Ovviamente -come gli economisti non mancano di evidenziare- lo sviluppo economico (che sia turistico, culturale, industriale e/o commerciale) può avvenire solamente in un contesto in cui la popolazione possiede consapevolezza del tessuto socio-economico in cui vive ed i politici capiscano che la cultura (non solamente quella scolastica), ove si sviluppi diffusamente, vale più dei pozzi di petrolio.

Entella per quasi un millennio (dopo la violenta distruzione disposta da Federico II di Svevia, 1246) è stata ignorata dalle popolazioni che vivono nei bacini limitrofi e quando nella seconda metà del Novecento gli studiosi dell'Università di Pisa hanno iniziato ad interessarsi  di essa hanno prioritariamente scoperto che il disinteresse delle popolazioni e dei politici non era stato per nulla imitato dai saccheggiatori di tombe i quali oltre a derubare importanti pezzi rivelatori della millenaria storia de "la montagna" hanno pure reso difficili gli studi  ed in alcuni casi compromesso le ricostruzioni archeologiche. 

^^^^^^^^^^^^^^
Proseguiamo nel tentativo
di ricomporre la fotografia dell'isola 
lasciataci da Tucidide

Le città greche erano prevalentemente
situate lungo le coste
La Sicilia del V secolo a.C. -ne abbiamo già fatto cenno- era plurietnica ma con una popolazione che difficilmente superava il milione o il milione e mezzo di abitanti. 
Da Tucidide apprendiamo che i due terzi degli abitanti erano di lingua e cultura greca ed un terzo era composto dalle etnie "barbare" che risiedevano nei loro territori storici. 
I greci vivevano lungo le coste, in aggregazioni urbane, le altre etnie, ad esclusione dei "fenici" (=cartaginesi) le cui città più significative erano Mozia e Palermo,  vivevano nelle aree interne. 
Gli elimi, come abbiamo già riferito erano stanziati in una area nord-occidentale dell'isola non distante dal mare lungo l'asse Entella-Segesta-Erice ma non erano un popolo che vivesse del mare, fonte di vita invece imprescindibile sia per i greci che per i fenici. 

Tucidide pur non inserendo nella sua ricostruzione storiografica i periodi anteriori al V secolo in quanto non documentabili da fonti certe ne fornisce comunque stringatissime descrizioni, riprese dai racconti più o meno "mitici" che ciascuna etnia raccontava di se.
Il popolamento plurietnico dell'isola sarebbe iniziato nel XIII secolo con i Sicani e i Fenici, seguito nell'XI secolo con i Siculi  e gli Elimi e ultimato nell'VIII/VII secolo con i Greci (di Calcide, Corinto, Megara, Rodi e Creta). 
I principale insdiamenti
elimi 
I Greci (è importante evidenziarlo) sono gli unici che continuarono a caratterizzare la loro presenza anche sotto il dominio romano, quello bizantino, mussulmano, normanno e svevo-angioino e fino al XV secolo d.C., pochi decenni prima dell'arrivo degli arbëreshë in Sicilia.

Oggi, nonostante gli studi storici si servano di ricerche ed analisi archeologiche e scientifiche sofisticate, conoscere le origini sia dei Sicani (indigeni, iberici o dall'Italia?) e ancora più d degli Elimi (Troiani, Focesi  dall'Italia ?) è una impresa più che difficile. 
E' altrettanto difficile conoscere quando i Siculi -dall'Italia, in quanto affini degli Itali- sono giunti in Sicilia.
Tucidide, nell'introduzione alla storia della spedizione ateniese contro la ribelle Siracusa (VI, 2, 2) sostiene l'origine iberica ed etnicamente ligure dei Sicani, e quella troiana e focese degli Elimi.

Gli storici contemporanei evidenziano che la triade (Segesta, Erice, Entella) è identica a toponimi liguri, e a un sostrato protoligure, non genericamente mediterraneo. E' noto a noi tutti che oggi, nel terzo millennio, in Liguria esiste un fiume colla denominazione "Entella" e, pure, una ben nota squadra di calcio "Entella".

Allora ? 
Tucidide -lo sappiamo bene- la ricostruzione fornita dagli Elimi l'ha fatta propria ma non è stato in condizione -nè poteva essere in condizione- di effettuare alcuna ricerca di conferma. 
Certo è che la versione che 
Non è facile ricostruire
vicende millenarie
--gli Elimi potessero essere esuli troiani, sfuggiti agli Achei greci, 
--alcuni Focesi, reduci da Troia sbattuti da una tempesta in Libia, con un tragitto simile a quello di Enea, e sarebbero giunti nella Sicilia Occidentale, 
confermerebbe come nel periodo arcaico lo spirito di avventura e di ricerca di nuove terre (emblematica la narrazione dell'Odissea con Ulisse) fosse solido.

A confermare questa versione esiste Virgilio che ci narra di Enea che da Troia e arriva nel Lazio e poi esiste la successiva politica dei Romani che alle città Elime (Segesta, sopratutto) concederanno l'immunitas in memoria della comune origine troiana quando gli Elimi si allearono ai Cartaginesi in funzione anti-romana.

L'archeologia (Scuola di Pisa) sta studiando e sta provando ai nostri giorni, a millenni di distanza, di far parlare grafiti ed altri elementi più vari. 
Vedremo di capire quale è il punto a cui si è pervenuti.

sabato 20 gennaio 2018

Con le immagini ... ... è più facile

Gentiloni è più popolare di Renzi


MA IL PD (ad oggi) NON HA  ALCUNA SPERANZA DI ....VINCERE LE ELEZIONI


Rifiuti Solidi. Dopo cinque anni a vuoto del Centro-Sinistra ... ci attende ???

Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, nell'incontro con Paolo Gentiloni ha illustrato la situazione delle emergenze rifiuti e approvvigionamento idrico nell’Isola ed ha chiesto la concessione dei poteri straordinari, in tutta l'Isola per la questione rifiuti, e nella provincia di Palermo per la carenza idrica. 
La discarica di Bellolampo tra alcuni mesi sarà completamente satura aggravando ancora di più la già precaria situazione dei comuni siciliani, in particolare quelli del Palermitano.
Il programma del nuovo esecutivo di Centro-Destra dell'isola sulla questione rifiuti sarebbe:
-- centri di compostaggio 
--incremento raccolta differenziata. 
Ma ci vorrà del tempo per mettere il piano in atto e vedere risultati, due o anche tre anni. Da qui la richiesta al Premier dei poteri straordinari, per cercare di accorciare i tempi.

venerdì 19 gennaio 2018

Documento finale della conferenza episcopale regionale. No all'innalzamento degli stipendi dei burocrati dell’Assemblea regionale siciliana

«I Vescovi, attenti ascoltatori del grido dei poveri, manifestano convinta condivisione alla denuncia di quanti, anche presbiteri, hanno evidenziato la distanza tra il sentire della nostra gente e le prospettive di chi è interessato a salvaguardare i privilegi economici di pochi burocrati, a discapito di chi non ha un livello di vita dignitoso». 

 «Per parte loro le Chiese di Sicilia - dice la Cesi - assicurano che continueranno a venire incontro alle diverse povertà, nelle forme suggerite localmente dalla fantasia della carità, utilizzando anche le risorse derivanti dai fondi dell’otto per mille che i contribuenti destinano alla Chiesa cattolica».

Al documento dei Vescovi così ha replicato Gianfranco Miccichè, presidente dellArs.:
«Basta strali contro i politici e no ad ingerenze nella campagna elettorale. Se è reale il loro interesse nei confronti delle azioni che la politica intende intraprendere per aiutare chi vive in povertà, i vescovi siciliani si informino direttamente con chi ha questa responsabilità, anziché lanciare strali attraverso comunicati stampa» e ricorda che «è stata avviata la trattativa con i sindacati e non ci saranno aumenti contrattuali».




Presidenza della Repubblica. Nomina di un senatore a vita

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Senatrice a vita, ai sensi dell'articolo 59, secondo comma, della Costituzione, la dottoressa Liliana Segre per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.
Il decreto è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Paolo Gentiloni.
Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Ugo Zampetti provvederà alla consegna al Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, del decreto di nomina.
Il Presidente della Repubblica ha informato telefonicamente la neo Senatrice a vita della nomina.

Roma, 19 gennaio 2018
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Chi è ?
Nata a Milano il 10 settembre 1930 è una reduce dell'Olocausto. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau da cui venne liberata il primo maggio 1945. 
Il 29 novembre del 2004, su iniziativa dell'allora Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, fu nominata commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana.

Contessioti. Si è tali se si conosce -almeno- il mondo entro cui si vive (2)

Alla ricerca degli Elimi
di Entella

Abbiamo difficoltà oggi a conoscere chi fossero gli "elimi" per la semplice ragione che quando loro presidiavano il territorio nord-occidentale dell'isola (Entella-Segesta-Erice) non vi erano ancora uomini che scrivessero di Storia.
Il primo vero storico dell'umanità è stato Tucidide, ateniese del V secolo a.C., che scrisse tutto ciò che a suoi giorni era noto su tutta la Grecia.
La Grecia non era altro che l'intero mondo Mediterraneo oramai acquisito sin dal sec. VII alla cultura e alla filosofia greca (e la Sicilia era parte integrante di quella Grecia che comprendeva oltre all'Italia meridionale gran parte dal litorale ligure a quello francese e spagnolo).

E' Tucidide quindi che, primo storico, nel V secolo a.C., il secolo di splendore della Grecia perchè segnato dalle figure di Pericle e di Socrate, inizia a cercare elementi solidi (veri) sui popoli precedenti ai greci che erano vissuti sull'isola. 
Ad occuparsi ancora in maniera scientifica dei popoli antichi di Sicilia e di cui ci restano i testi sono oltre e successivamente a Tucidide, Plutarco e Diodoro Siculo.

Con queste tre figure inizia la storiografia; è ovvio che il periodo antecedente da loro non approfondito scientificamente non è storia ma è preistoria. Per nostra fortuna ciò che gli storici non ci hanno detto sugli Elimi e su Entella ce lo stanno facendo conoscere -grazie ai loro nuovi e recenti metodi scientifici- gli archeologi della Scuola Normale di Pisa che da decenni conducono scavi e studi sulla "montagna", come i nostri nonni si riferivano ad Entella.
Al punto in cui sono giunte le ricerche non tutto è stato comunque ancora svelato sui misteri che avvolgono il popolo degli elimi, ma molto su di loro ormai ci è noto.

Tutto ciò che è accaduto in Sicilia prima del V secolo sa più di mito e leggende che di vicende reali e se qualcosa è pervenuta a noi è ammantata da amplificazioni e abbellimenti poetici.

Tucidide pare che sia venuto in Sicilia per seguire la guerra in corso fra Atene e Siracusa e ne approfittò per raccogliere elementi solidi (veri) sull'isola.
Egli inizia la sua descrizione sulle etnie presenti nell'isola in quel V secolo:
-- gli ellenici (i greci)
-- i siculi
-- i sicani
-- gli elimi
-- i fenici
-- gli eoliani.
Con questa fotografia etnografica inizia quindi la Storia dell'isola.
Tucidide evidenzia che godevano di forme di civiltà e vivevano peraltro in grandi città solamente gli ellenici (Siracusa e molte altre ), le altre vengono descritte con  modi di vita piuttosto arretrati.
La Rocca di Entella - La montagna
La ricerca sull'isola condotta di Tucidide mette in evidenza che ciascuna etnia possedeva memoria (orale) delle proprie origini che varia dai tre ai nove secoli anteriori, ma nessuna etnia conosceva come, perchè, da dove provenisse. Le loro mitologie parlavano di Ciclopi e di Lestrigoni e queste leggende non consentirono a quei primi storici dell'umanità di ricostruire qualcosa di credibile se non sugli ellenici, presenti sull'isola sin dal VIII-VII secolo e sui fenici, uniche etnie che conoscessero una forma di scrittura. I fenici avevano sin dall'inizio del millennio a.c. semplificato la scrittura con ideogrammi creata dagli egizi ed i greci sin dal IX usavano una scrittura che consentiva la piena espressione del pensiero e dei concetti umani avendo inventato l'alfabeto. Il linguaggio greco è perciò quello che ha aperto gli orizzonti espressivi dell'Occidente.

Conclusione:
Tucidide fu e volle essere uno storico della contemporaneità. Nulla volle concedere a miti e leggende. Sulla Sicilia volendo riferirci alla storiografia conosciamo quindi informazioni certe solamente  a decorrere dalla Sicilia-greca, la cui colonizzazione inizia nel VII (o VIII) sec. a.C..

giovedì 18 gennaio 2018

Contessioti. Si è tali se si conosce -almeno- il mondo entro cui si vive (1)

Il territorio comunale di Contessa Entellina -lo sappiamo tutti- è piuttosto vasto rispetto alla consistenza della popolazione residente nel centro abitato; la Superficie è infatti di 136.37 km².
Confina a nord col territorio di Monreale, Roccamena, Corleone, 
a est col territorio di Campofiorito, Bisacquino, Giuliana,
a sud col territorio di Sambuca di Sicilia,
a ovest col territorio di Santa Margherita Belice, Salaparuta, Poggioreale.

Il territorio è adagiato ad un sistema montuoso e collinare solcato dal fume Belice. Dalla sommità dei rilevi si possono godere visuali paesaggistiche suggestive ed anche -ad occhi che sanno leggere- visioni evidenti delle vicende storiche qui accadute: qualità naturale e presenze antropiche.
Connessi al sistema montuoso-collinare sono i complessi boscati e le riserve naturali. 
In tutto il territorio belicino risultano individuati, anche se non tutti esplorati, più di cento siti archeologici. Come dire che la Storia qui -in questa area- è semplicemente proseguita con l'arrivo degli arbëreshë, ma è iniziata ben 4.000 anni fa, ossia in tempi preistorici le cui tracce culturali sono infatti chiaramente evidenti, grazie alla natura largamente ad oggi quasi incontaminata.

Gli storici per l'epoca storica ci parlano dell'ethnos  degli Elimi, che essi distinguono nettamente per lingua, cultura e tradizioni mitistoriche dagli altri popoli indigenti dell'isola, nell'area più propriamente nord-ocidentale.
Il quesito sull'origine e la formazione del popolo elimo  (come pure di quello sicano) è ancora oggi da sciogliere perchè molti sono i punti interrogativi che restano in attesa di risposta. Entro i territori di influenza elima i siti archeologici più importanti sono comunque quelli di Segesta e di Entella.

Sicilia. Da qui tutti vanno via, nemmeno gli immigrati dall'Africa si propongono di restare

La Sicilia non è in condizione di sfamare i suo figli. 
Sono 744mila i siciliani iscritti all'AIRE e tenendo conto che la Lombardia ha i doppio della popolazione residente scopriamo che l'isola è la regione col maggior numero di cittadini che vivono all'estero, molti in più -appunto- della Lombardia che ne ha solamente 422mila.

Potrebbe trattarsi di ovvietà stante che  il 1860 dell'Unità d'Italia costituisce la data di nascita del flusso inarrestabile dell'emigrazione per l'intero Sud, bloccato solo per fini di potenza militaresca dal fascismo e poi sempre più inarrestabile.
Eppure c'è una novità.
Dall'isola vanno via due laureati su tre, e la metà di essi si è laureata al Nord. Significa che la parte più dinamica della popolazione scappa via da una realtà che non ha voglia di riscatto: Cuffaro, Lombardo, Miccichè e .... altri sempre preferiti nelle urne.

Fossero solo gli studenti  ad andare via. No.
In Spagna si sono trasferiti secondo il Rapporto Italiani nel mondo poco meno di 12mila siciliani. Di essi la gran parte sono pensionati che là dimezzano la tassazione, che come chiunque sa bene, è la più feroce del continente. 
Gli altri paesi che vedono pensionati siciliani (e pure dal resto dell'Italia) che sfuggono alla tassazione del nostro Governo e trasferiscono la residenza altrove, dopo la Spagna, sono la Grecia e quindi la Tunisia. 

Il terremoto del 1968 a Contessa Entellina: ricordi e riflessioni ... ... di Calogero Raviotta

Essendo emigrato in Lombardia alla fine del 1966 non ho vissuto direttamente la
triste esperienza del terremoto del 1968, ma ho trascorso ore e giorni di apprensione
vedendo le immagini alla televisione ed ascoltandone la cronaca, tenendo presente
che i contatti telefonici con i miei familiari rimasti a Contessa non erano facili.
Richiamando alla memoria quelle ore e quei giorni del terremoto, ricordando quanto
appreso dai contatti con concittadini e parenti, seguendo la cronaca degli eventi che
hanno condizionato la vita dei terremotati per mesi e anni, avendo visitato parecchi
centri distrutti dal terremoto del Belice, ho maturato delle riflessioni che vorrei
condividere con quanti ricordano quell’evento funesto come    
data del XX secolo più tristemente scolpita nella mente di molti contessioti per la distruzione ed i lutti provocati.

 I contessioti, che oggi non hanno superato 50 anni, non erano ancora nati, chi li ha
compiuti da qualche anno ricorda vagamente quei giorni drammatici, quelli più
anziani invece ricordano bene il freddo, la neve, il buio della notte e la paura, quando
la terra tremava sotto i piedi o quando si viveva col timore di nuove scosse.
Il terremoto del 1968 é stato un evento drammatico, che ha provocato nella comunità
contessiota   un   radicale   cambiamento,   perché   alcuni   aspetti   dell’identità   della
Comunità e della personalità dei singoli sono stati stravolti dalla nuova realtà: la
sistemazione provvisoria in tende e baracche, la indisponibilità della propria casa,
con tutto quello che c’era dentro, il cambiamento delle abitudini domestiche, la
perdita dei tradizionali rapporti sociali di vicinato (gjitonia), ecc.

Questo disagio é stato in parte attenuato dalle tante iniziative di solidarietà verso i
terremotati: sono arrivati i soccorsi per la prima sistemazione, i pasti delle cucine da
campo dei militari, gli aiuti materiali ed in denaro, ecc.
Superata l’emergenza, sono continuate le attività produttive prevalenti, agricoltura e
pastorizia, che non avevano subito danni gravi o irreparabili, e si é cominciato a
pensare   alla   ricostruzione,   aprendo   i   primi   cantieri,   avviando   il   periodo   post-
terremoto,   che   dura   da   50   anni,   durante   i   quali,   Contessa   é   molto   cambiata
principalmente sotto l’aspetto urbanistico, sociale, economico e culturale.
Questo cambiamento si può cogliere non solo andando per le strade del paese,
osservando il vecchio centro ed il nuovo quartiere, ma anche entrando nelle nuove
case, parlando con la gente.
Sinteticamente ed in maniera immediata questo cambiamento si può cogliere anche
guardando   una   vecchia   fotografia   panoramica   di   Contessa,   anteriore   al   1968,
accostata ad una più recente.
In una vecchia fotografia, ripresa dalla contrada Cascia, si vedono tre collinette nude,
Brinjat, su cui pascolano mucche, pecore e muli, poi il bosco che, in alto, fa corona al
monte Genuardo, ed in basso il paese a forma di triangolo, con le sue case basse,
vicine e bianche, mentre due campanili emergono maestosi sopra gli altri edifici.
In una fotografia più recente di Contessa, con una visione panoramica quasi uguale
alla prima, si vedono invece sempre sul fondo il monte Genuardo ed il bosco, in
mezzo le tre collinette Brinjat, che, coperti però da un recente fitto bosco, continuano
a  sovrastare il centro abitato, che non ha più la forma di un triangolo, perché si é
enormemente esteso per la costruzione di molti edifici nuovi: alle vecchie case,
bianche, basse, accostate l’una all’altra, con le vecchie tegole, si sono sostituiti o
aggiunti edifici unifamiliari o palazzine a più piani e gli edifici più grandi di uso
comune (ambulatorio, mercato coperto, sala-teatro, scuole medie, scuola materna
ecc.) ed infine l’inconfondibile complesso di edilizia popolare “Ottanta alloggi”.
Le due fotografie possono efficacemente rappresentare Contessa di ieri e di oggi,
“hora e re e hora e vjetër”, come si legge nei cartelli stradali bilingue.

Contessa di ieri é certamente il vecchio centro abitato,  dove continua a vivere forse
neanche il 50%   dei suoi abitanti:    una casa demolita, un edificio abbandonato o
disabitato, la toponomastica dei vecchi quartieri, il nome di una via, ecc...ricordano
un concittadino (operaio, contadino, sacerdote, artigiano, casalinga, commerciante,
ecc.) o una famiglia di contessioti, che non ci sono più, perché si sono trasferiti  nella
nuova zona o perché sono emigrati, ma la cui opera ha contribuito a costruire, con
secoli di sacrifici e di impegno, Contessa, che é  “Hora e re e hora é vjetër” insieme,
quella costruita in passato e quella costruita di recente, é il vecchio centro e la “Zona
di espansione”, perché nelle vecchie case restaurate o ricostruite o nei nuovi e
moderni edifici continuano a vivere i contessioti, la Comunità contessiota di oggi, che
é legata a quella di ieri, da cui trae origine, di cui é naturale continuazione, perché          
in ogni momento della sua storia Contessa é stata, come  continua ad essere oggi,
l’insieme della sua gente, delle sue chiese, delle sue case, delle sue strade, delle sue
piazze, del suo territorio e soprattutto dei suoi valori religiosi, culturali, sociali e
civili, alimentati dalla sua Fede, dalla sua Tradizione e dalla sua Cultura. 

(Calogero Raviotta)


mercoledì 17 gennaio 2018

La Storia. Chi era contro la ricchezza, oggi è per i privillegi

Se l'influenza ci tiene a letto c'è sempre l'antico sistema di non dargliela vinta: Provare a leggere i tanti libri accumulati nell'arco della vita è mai letti per intero.

In un libro interviste a personaggi noti di qualche decennio fa Sergio Zavoli ha posto a Raul Gardini, imprenditore di spessore degli anni ottanta, la seguente domanda "Lei era già padrone di molto quando aveva successo l'idea che la proprietà privata è un furto. Ha mai pensato che la ricchezza abbia bisogno di giustificazioni ?".

La risposta di quell'imprenditore, morto suicida dopo essere stato coinvolto nelle vicende di tangentopoli, e' stata : "il bisogno di giustificare la ricchezza è tipico delle società arretrate. Inclino a credere, un po' calvinisticamente, che il denaro, quando è frutto di comportamenti corretti non sia la proverbiale "farina del diavolo". E di farina me ne intendo! Sono convinto che più una società cresce, più sviluppa il perseguimento della ricchezza. Certo, non dovrà essere appannaggio di pochi. Altrimenti non è ricchezza, ma privilegio. La ricchezza, intesa come benessere diffuso, può diventare una condizione sociale. Il privilegio, invece, ha per destino di restare una sorta di ruberia".
                                              La riflessione 
Mi pare che l'attuale Sinistra abbia fatto propria la distinzione fra ricchezza e privilegio. E' pure andata oltre. Ha accettato a scatola chiusa il liberismo senza briglie  (e quindi la ricchezza) e si e' ammantata di vitalizi, indennita', super retribuzioni fino al punto che vedere personaggi che volevano il comunismo ed ora sono i tutori delle pre-bende (i privilegi) viene da ...

Contessioti in Albania. Oggi visita e liturgia nella cittadina di Alessio e poi partecipazione attiva nel grande concerto nella Cattedrale di Tirana

L'Albania odierna e moderna ieri ha avviato l'anno delle celebrazioni dedicato all'eroe nazionale Giorgio Scanderbergh Kastriota. La delegazione degli arbereshe presenti e' piuttosto folta (oltre centotrenta persone) e questo dato da' il segno di quanto il Paese delle aquile faccia affidamento sul mondo circostante (l'Italia anzitutto).
Nella serata di ieri c'è stato l'incontro
ufficiale col premier Edi Rama, un uomo di cultura e studioso dell'arte, e quindi col Presidente della Repubblica, Ilir Metà.
L'Albania dei nostri giorni è uno stato democratico, governato da partiti di orientamento  socialdemocraticio (centrosinistra). Obiettivo di fondo del Paese è di creare tutte le condizioni politiche, culturali e parametriche che lo abilitino all'accesso nell'Unione Europea.
L'Italia come da sempre costituisce per l'Albania un paese di riferimento.

I nostri amici contessioti ieri sera hanno avuto in prima persona l'impatto con le massime autorità dello Stato, ovviamente assieme a tutti gli arbereshe giunti dà piu' parti.

Mentre scriviamo questo testo sappiamo che il Vicario eparchiale, Antonino Paratore, e Papàs Nicola Cuccia  Parroco di Contessa Entellina assieme alle tante ragazze dei cori liturgici di Contessa e Piana degli Albanesi, si trovano nella cittadina di Alessio, a nord-ovest del paese, dove il 17 gennaio 1468 mori', dopo infinite battaglie contro il turco-invasore, Scanderbergh. Li' stanno celebrando la liturgia di San Giovanni Crisostomo.
Al rientro, nel pomeriggio, a Tirana parteciperanno alla sfilata nel centro di Tirana, ovviamente con i costumi tipici, e poi all'interno della grandiosa Cattedrale ortodossa di Tirana assisteranno, ma prenderanno pure parte attiva, al grande concerto di inaugurazione dell'anno di Scanderbergh.

Conclusione:
l'Albania non è affatto lontana, e' più vicina, sia culturalmente che vocazionalmente, a ciò che noi italiani vogliamo e desideriamo: l'Europa Unita.

martedì 16 gennaio 2018

Contessioti in Albania. Partecipano alle cerimonie per il 550* della morte di Giorgio Kastriota Scanderbergh



A Tirana e' in corso il ricevimento ufficiale a cura del governo delle varie delegazioni invitate, fra cui quella di Piana degli Albanesi ( ragazze in costume tipico, il Vicario eparchiale, Archimandrita Antonio Paratore, il prof. Matteo Mandala' dell'Università di Palermo) e quella di Contessa Entellina ( ragazze in costume tipico ed il Parroco Papàs Nicola Cuccia, ed altri ancora).
Stando a quanto ci viene segnalato al ricevimento oltre al premier Edi Rama, studioso e professore dell'arte, dovrebbe partecipare il Presidente della Repubblica.
È presente un Vescovo ausiliario in rappresentanza dell'Arcivescovo della Chiesa autocefala d'Albania, che vediamo fotografato accanto a Papàs Nicola.

Contessioti in Albania. Saranno ricevuti dal Primo Ministro

Domani in Albania è festa nazionale per il 550° anniversario della morte
di Giorgio Kastriota Scanderbergh.
Alla celebrazione parteciperà un gruppetto di contessione, e una delegazione di questi in serata sarà ricevuta dal Primo Ministro della Repubblica d'Albania.
Della delegazione ristretta, in costume arbereshe, farà inoltre parte Papàs Kola Cuccia.